Tumori, quasi 35 milioni di nuovi casi l’anno entro il 2050

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 08 Agosto, 2026

Un medico davanti ad una lastra al cervello

Quasi 35 milioni di nuovi casi di tumore ogni anno entro il 2050. È la previsione contenuta nel nuovo rapporto globale sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, realizzato insieme all’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, IARC. Un aumento molto consistente rispetto alla situazione attuale, che secondo l’OMS richiede interventi più rapidi sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e soprattutto sull’accesso alle cure.

Oggi nel mondo si stimano circa 20,6 milioni di nuovi casi di cancro all’anno e quasi 10 milioni di decessi. In termini quotidiani, significa oltre 26.000 morti ogni giorno. Il cancro resta così la seconda causa di morte a livello globale, dopo le malattie cardiovascolari.

L’aumento previsto nei prossimi decenni non riguarda però soltanto il numero assoluto delle diagnosi. Il rapporto mette in evidenza un problema ancora più ampio: le possibilità di sopravvivere alla stessa malattia possono cambiare profondamente in base al Paese in cui una persona vive e alle risorse economiche disponibili.

Per il tumore al seno la sopravvivenza cambia da Paese a Paese

Uno dei dati più netti riguarda il tumore al seno. Nei Paesi ad alto reddito, circa l’87% delle donne è ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi. Nei Paesi a basso reddito, la percentuale scende a circa il 42%.

Una differenza enorme, che riflette disuguaglianze nell’accesso agli screening, nella rapidità della diagnosi, nella disponibilità di farmaci e nella possibilità di ricevere trattamenti adeguati.


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Meno di un Paese su tre, secondo il rapporto, include attualmente l’assistenza oncologica nei propri pacchetti di copertura sanitaria universale. Per milioni di persone, quindi, ricevere una diagnosi può significare trovarsi davanti a cure difficili da ottenere o economicamente insostenibili.

Il cancro pesa anche sulla salute mentale e sulle famiglie

L’OMS ha condotto anche la sua prima indagine dedicata direttamente alle persone colpite dal cancro. I risultati mostrano che la malattia non produce soltanto conseguenze fisiche.

Almeno il 45% delle persone intervistate riferisce difficoltà economiche, mentre oltre la metà segnala problemi legati alla salute mentale. Quasi tutti i caregiver descrivono inoltre un forte carico personale, che può comprendere lavoro di cura non retribuito, isolamento sociale e difficoltà nel mantenere le normali attività quotidiane.

Il rapporto insiste quindi sulla necessità di superare una visione esclusivamente clinica della malattia. Curare il tumore significa anche considerare l’impatto economico, psicologico e sociale su pazienti e famiglie.

Europa e Asia concentrano una grande parte dei casi

La distribuzione del cancro nel mondo è molto diversa tra le varie regioni. Nel 2024, l’Asia ha rappresentato il 50,7% di tutti i nuovi casi e il 56,5% dei decessi, un dato influenzato anche dalle dimensioni della popolazione del continente.

L’Europa presenta invece un peso sproporzionato rispetto al numero di abitanti. Pur ospitando circa il 9% della popolazione mondiale, concentra il 21% dei casi di cancro e il 20% dei decessi.

In diverse aree dell’Africa e dell’Asia l’incidenza registrata può essere più bassa, ma la mortalità risulta proporzionalmente più elevata. Ancora una volta, la disponibilità di diagnosi precoci e trattamenti tempestivi incide in modo decisivo.

A livello globale, il tumore del polmone rimane la principale causa di morte oncologica. Tra gli uomini, polmone, prostata e colon-retto sono tra i tumori più comuni; tra le donne pesano in modo particolare mammella, polmone e colon-retto.

Quasi 4 tumori su 10 sono legati a fattori prevenibili

Uno dei dati più importanti riguarda la prevenzione. Quasi quattro casi di cancro su dieci nel mondo sono associati a fattori di rischio considerati prevenibili.

Tra questi figurano alcune infezioni, come quelle da papillomavirus umano, HPV, epatite B e C e Helicobacter pylori, ma anche il consumo di alcol, il tabacco, un indice di massa corporea elevato e un’attività fisica insufficiente.

L’OMS segnala inoltre che il profilo globale del cancro sta cambiando. L’aumento dell’obesità, la sedentarietà, le diete poco salutari e l’inquinamento atmosferico stanno assumendo un peso crescente.

Non tutti i tumori possono essere evitati e la presenza di un fattore di rischio non significa che una persona svilupperà necessariamente la malattia. Il dato mostra però quanto le politiche di prevenzione possano incidere sul numero complessivo delle diagnosi.

Il consumo di tabacco è diminuito del 27% dal 2010

Qualche progresso è stato registrato. A livello globale, l’uso di tabacco è diminuito del 27% dal 2010, contribuendo in alcune aree alla riduzione dei casi e dei decessi per tumore del polmone.

Anche alcuni tumori associati alle infezioni stanno diminuendo grazie all’aumento delle vaccinazioni e ai miglioramenti nell’acqua potabile, nei sistemi igienico-sanitari e nella prevenzione delle infezioni.

Sul piano politico, l’82% dei Paesi dispone oggi di un piano nazionale di controllo del cancro, rispetto al 50% nel 2010. Nei Paesi ad alto reddito, i programmi di diagnosi precoce riescono a identificare gran parte dei tumori al seno e il 74% delle donne risulta sottoposto a screening per il tumore del collo dell’utero.

Anche la ricerca avanza: tra il 2005 e il 2021, il numero degli studi clinici registrati è cresciuto a un ritmo medio annuo del 7,3%.

I farmaci essenziali restano fuori portata per milioni di persone

I progressi scientifici, tuttavia, non arrivano a tutti nello stesso modo. Nei Paesi a basso reddito e a reddito medio-basso, la disponibilità dei 20 farmaci oncologici prioritari varia appena dal 9% al 54%.

Nei Paesi ad alto reddito la percentuale sale invece tra il 68% e il 94%. È uno dei divari più evidenti descritti dal rapporto. Nuove terapie e diagnosi più precise possono migliorare la sopravvivenza, ma il loro impatto globale resta limitato quando una larga parte dei pazienti non può accedervi.

Il quadro tracciato dall’OMS mostra anche che il peso dei tumori rischia di distribuirsi in modo sempre più diseguale. Senza interventi incisivi, entro il 2050 il mondo potrebbe avvicinarsi a 35 milioni di nuovi casi ogni anno. La sfida sarà prevenire quelli evitabili e fare in modo che le probabilità di sopravvivenza non continuino a dipendere dal luogo di nascita o dal reddito.

Fonti:

World Health Organization - WHO calls for urgent action as new cancer cases are projected to nearly double by 2050

Ultimo aggiornamento – 10 Luglio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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