Influenza, da metà ottobre è possibile vaccinarsi: cosa dovremmo sapere

Influenza, da metà ottobre è possibile vaccinarsi: cosa dovremmo sapere

Al via la campagna vaccinale contro l’influenza stagionale.

A darne comunicazione, una circolare del Ministero della salute. In particolare, la vaccinazione potrà essere effettuata dalla metà di ottobre alla fine di dicembre.

Intanto, sembrano essere già numerose le prenotazioni nelle farmacie e negli studi medici, così come sottolineato dalla dr.ssa Tommasa Maio, responsabile dell’area vaccini della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg).

Perché fare il vaccino anti-influenzale e cosa aspettarsi dall’influenza 2018-2019

Chi deve (o dovrebbe) vaccinarsi contro l’influenza, presso le farmacie o gli studi medici? “È raccomandata soprattutto alle categorie a rischio, come anziani e malati cronici, per le quali è gratuita” – ha sottolineato la dr.ssa Maio -“Va però ricordato che la vaccinazione antinfluenzale è gratuita anche per altre categorie sensibili quali, ad esempio, i familiari di soggetti fragili o immunodepressi”.

La corsa alle prenotazioni è già iniziata, forse in memoria della scorsa stagione, dove abbiamo avuto l’influenza peggiore degli ultimi 15 anni: 8 milioni e 667 casi, oltre ai 160 decessi, triplicati rispetto al 2016. Gli esperti, però, sono abbastanza concordi nell’affermare che la stagione influenzale che sta per inaugurarsi sarà di media intensità. Si prevedono 4-5 milioni di casi oltre agli 8-10 milioni dovuti a forme derivanti da altri virus respiratori.

Per il momento, infatti, nell’emisfero australe la stagione sta scorrendo con bassi livelli di diffusione e una prevalenza del virus AH1N1, nonostante rimanga ancora l’incognita di quale sarà il contributo del virus B, che potrebbe innalzare la dimensione complessiva della stagione. La variabile sarà data dal meteo. Ovviamente, se questo inverno che si prospetta dovesse essere lungo e freddo, il numero di pazienti influenzati crescerà notevolmente.

Attenzione, però, a non sottovalutare l’influenza che, sebbene molto comune, è classificata tra le prime 10 principali cause di morte in Italia. Raggiungere la copertura vaccinale della popolazione – fissato al 75% dal Ministero della Salute – rimane dunque un obiettivo prioritario.

Come si effettua il vaccino (in base all’età e alla storia clinica)

Se si esclude l’età pediatrica, una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età.

Per i bambini e le bambine al di sotto dei 9 anni di età – mai vaccinati in precedenza – il Ministero raccomanda invece due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.

Per quest’ultimi, rileva l’esperto, “la decisione può essere condivisa con il pediatra. Non si deve però dimenticare che, vivendo spesso in comunità differenti, la vaccinazione rappresenta non solo uno strumento di protezione ma una barriera contro la diffusione del virus influenzale”. Ricordiamo, inoltre, che il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati. Dunque, inutile dire che è possibile proteggersi dall’influenza e contemporaneamente effettuare altri vaccini iniettabili, a condizione però che vengano somministrati in siti di iniezione differenti.

Vi è poi una novità. Da quest’anno, infatti, la vaccinazione sarà offerta gratuitamente e attivamente anche ai donatori di sangue. Nei mesi invernali, quelli del picco della stagione influenzale, vi è infatti un calo delle donazioni, rendendo necessaria una compensazione.


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