Gatti in calore, ecco cosa fare

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 20 Settembre, 2023

Scopriamo come gestire il gatto in calore

I gatti in calore rappresentano un'esperienza molto particolare per ogni proprietario, che può anche mettere in difficoltà se non si conoscono alcuni aspetti di questo periodo così tanto delicato per l'animale.

Il calore interessa le femmine di gatto che diventano mature sessualmente, pronte per l'accoppiamento (è la fase estrale del ciclo estrale, indotta dalle ovaie).

Durante questo periodo, la gatta in calore manifesta alcuni sintomi e comportamenti tipici di questa condizione fisiologica.

Da notare che, sebbene i gatti maschi non vadano in calore, questi sono comunque sensibili al calore femminile quando sessualmente maturi, e anche loro possono avere comportamenti particolari.

Vediamo cosa succede quando i gatti vanno in calore, come accorgersene e cosa fare per affrontare questo momento nel modo migliore.

Gatto femmina in calore

Questa è una fase naturale nel ciclo riproduttivo delle gatte non sterilizzate, che avviene per la prima volta tra i 6 e i 9 mesi, quando la gatta raggiunge la maturità sessuale, l'età della fecondazione in cui è possibile avere una gravidanza. Tuttavia, i cicli di calore possono iniziare anche prima, intorno ai 4 mesi.

Il periodo in cui inizia il calore coincide con la primavera (alla fine di febbraio), estate e autunno (nelle prime settimane di ottobre), quando la stimolazione ormonale è maggiore per via della luce solare. 

La gatta in questo momento manifesta alcuni comportamenti che è bene saper riconoscere. I segnali infatti sono molto evidenti a iniziare dalla tipica posizione che assumono quando accarezzate sul dorso, portando il bacino all’insù, agitando la coda e divaricando un poco le zampe.

Come capire se la gatta è in calore

Per capire se la gatta è in calore (fase di estro), bisogna osservare il suo comportamento. Da premettere che – a differenza dei cani femmine – le gatte non perdono sangue quando vanno in calore.

In compenso, però, manifestano la loro condizione attraverso altri segnali. I comportamenti atipici e, talvolta, anche molto bizzarri che adotta la gatta, indicano la sua disponibilità all'accoppiamento:

  • diventa più smaniosa, irrequieta
  • chiede attenzioni e coccole
  • fa continuamente le fusa
  • tende a strusciarsi e a rotolarsi sul pavimento, sui mobili, sulle persone
  • inarca la schiena per mostrarsi disponibile all'accoppiamento
  • miagola con insistenza e più frequentemente, usando questo verso come richiamo per il gatto maschio
  • può spruzzare piccole quantità di urina in giro per la casa per segnalare la sua presenza ai gatti maschi
  • può perdere l'appetito o, al contrario, mangiare di più
  • si lecca eccessivamente nella zona genitale, che può andare incontro a infezioni 
  • può allontanarsi per cercare un gatto maschio

La gatta in calore soffre? Per quanto non sia affatto semplice gestire questa fase, il calore (salvo patologie) non è doloroso per una gatta. Certo, se la gatta mostra sintomi che possono essere interpretati come dolorosi, è bene rivolgersi a un veterinario di fiducia che saprà valutare e consigliare per il meglio, ma generalmente il problema non si pone.

Quanto dura il calore 

Il calore inizia quando il ciclo estrale entra nella fase estrale, cioè nella fase in cui la gatta è recettiva al maschio. La gatta, animale ad ovulazione indotta, non ovula a meno che ci sia l’accoppiamento, ma il calore avviene comunque. La fase del calore può durare da alcuni giorni (in media una settimana) fino a diverse settimane, fino a 2-3 settimane, durante la primavera e l'estate. 

Diversamente accade alle gatte di casa che – per via della luce artificiale – possono essere in una condizione più regolare di produzione ormonale e calore.

Se entro quei giorni la gatta non si accoppia, dopo al massimo un paio di settimane il ciclo si ripete. Le gatte vanno in calore anche più volte nello stesso periodo, o stagione (poliestro stagionale), con una frequenza più o meno intensa, anche ogni due o tre settimane, se non avviene l'accoppiamento.

La frequenza con cui una gatta entra in calore dipende da vari fattori, tra cui la stagione, la razza, il peso, le caratteristiche, la genetica, l'ambiente circostante.

Da notare che le femmine non sterilizzate continuano ad andare in calore negli anni con meno frequenza, ma rimangono comunque sempre fertili.

Gatto sdraiato prende il sole

Ciclo estrale della gatta

Il ciclo estrale si divide in 4 fasi principali:

  • Proestro: dura un paio di giorni durante i quali la gatta inizia a manifestare i primi sintomi (miagolii insistenti)
  • Estro: la fase del calore, il periodo in cui la gatta è pronta all'accoppiamento e alla gravidanza
  • Diestro: è la fase post-ovulazione, seguita dall'accoppiamento e dalla gestazione
  • Anestro: assenza di calore e periodo di inattività sessuale di durata variabile. Il periodo di anestro più lungo è quello invernale.

Come gestire e aiutare la gatta in calore

Come primo passo, è opportuno mantenere un confronto attivo con il proprio veterinario. La sterilizzazione è una soluzione alternativa per evitarlo (e per evitare le spiacevole conseguenze di avere i maschi intorno a casa), da considerare nel momento più opportuno per la gatta.

Altri accorgimenti utili: se non si vogliono gravidanze indesiderate, sarà bene tenere lontana la gatta dai compagni maschi, soprattutto se può uscire spesso fuori casa, in giardino. E a questo proposito, sarà bene anche sapere come tenere lontani altri gatti dal proprio giardino.

Consigliabile anche dedicare più tempo e coccole alla gatta, oltre a distrarla con giocattoli che la aiutino a sfogare la sua eccessiva irrequietezza. È importante che l'ambiente di casa sia tranquillo e sicuro per la gatta in un momento emotivamente più delicato.

Gatto in calore

Il gatto maschio non va in calore, nemmeno dopo raggiunto la maturità sessuale che in genere avviene dopo il 6° mese, tra gli 8 e i 12 mesi. Ma non c’è un ciclo come nella femmina, per cui può accoppiarsi durante il corso dell'anno. 

Tuttavia, è il richiamo della femmina – che produce gli ormoni volti a segnalare la sua disponibilità per l'accoppiamento – a modificare il suo comportamento: quando capta l'odore di una gatta in calore, i suoi feromoni e il suo comportamento si modificano pur non andando in calore. 

Tra i cambiamenti nel comportamento possiamo trovare: 

  • marca il territorio con spruzzi di urina di odore particolarmente forte per tenere lontani altri gatti maschi
  • manifesta irrequietezza, nervosismo, aggressività
  • tende ad allontanarsi da casa soprattutto nelle ore notturne, per la ricerca di una gatta
  • miagola in modo più acuto rispetto ai soliti miagolii.

Come eliminare l'odore della pipì dei gatti in calore?

I gatti in calore marcano il loro territorio con l'urina. Questo può creare disagio in casa, soprattutto se ci sono anche bambini. Ma a prescindere dagli inquilini, è bene sapere come eliminare l'odore pungente della pipì del gatto nel modo più rapido ed efficace. 

Quando sterilizzare il gatto

Come premesso, è bene rivolgersi al veterinario per capire quando sterilizzare il proprio gatto. Ci sono opinioni discordanti sull'età giusta per sterilizzare o castrare un gatto o una gatta. Le posizioni sono diverse: c’è chi propende per la sterilizzazione precoce, tra le 6-8 settimane di età, chi per la sterilizzazione a 5-6 mesi. Infine, chi sostiene che sia meglio aspettare fino a dopo il primo calore, tra gli 8 e i 12 mesi.

In genere, si tende a sterilizzare il maschio prima del calore, la femmina dopo il primo calore. La sterilizzazione comporta anche alcuni vantaggi per la salute delle gatte che evitano il rischio di sviluppare tumori alle ovaie, all’utero o alle mammelle.

Anche per quanto riguarda i gatti maschi, i vantaggi della castrazione sono relativi perlopiù al comportamento del felino, ma anche alla riduzione di alcuni tumori e infezioni.

D'altro canto, è bene conoscere anche gli eventuali rischi cui sono sottoposti i gatti maschi castrati, per esempio, che possono sviluppare ostruzioni del tratto urinario. Mentre sia le gatte che i gatti sterilizzati, se non seguono un'alimentazione equilibrata, possono essere più soggette al sovrappeso.

Sicuramente, il parere del veterinario saprà far luce sulla migliore soluzione per il proprio gatto.

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr. Valerio Guiggi
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