Qual è la terapia ideale per un bambino di 30 mesi affetto da disturbo misto del linguaggio?

"Salve, dopo una serie di valutazioni, abbiamo ricevuto la diagnosi per nostro figlio di 30 mesi, disturbo misto del linguaggio. Eravamo certi di questo poiché il nostro bimbo dice pochissime parole per la sua età. Ha fatto la visita dal npi e tutte le valutazioni per poter escludere altre problematiche. Al bimbo manca praticamente "solo la parola" e dalla diagnosi è anche emerso che a livello cognitivo il bimbo è in linea con la sua età, anche il livello di comprensione è buono, le problematiche riscontrate sono tutte in relazione al disturbo del linguaggio. Parlando con gli specialisti, abbiamo riscontrato una certa incongruenza con quanto scritto nella diagnosi, nel senso che eravamo consapevoli di dover intraprendere un percorso terapeutico per aiutare il bimbo, ma il percorso che ci è stato proposto ci è sembrato un po' "esagerato" in riferimento alla diagnosi ovvero 3h di terapie settimanali e richiesta di 104 per insegnante di sostegno. Questo vorrebbe anche dire far cambiare al bimbo l'asilo perché attualmente frequenta un asilo privato. Se questo è realmente ciò di cui il nostro bambino ha bisogno si farà senza se e senza ma. Non vorrei però che fosse possibile un approccio meno invasivo con meno cambiamenti che magari può essere più prolungato, ma più efficiente a livello di serenità di mio figlio in primis e della gestione familiare poi. Possono essere considerate "normali" 3 h di terapia settimanali, insegnante di sostegno ad un bimbo di 30 mesi con una diagnosi di disturbo misto del linguaggio? Grazie."
Buonasera,
non sono solito parlare male di chi non conosco, per cui non mi pronuncio sulla richiesta di 104 per un bambino di 30 mesi con livello cognitivo in linea con la sua età. Dico semplicemente che è un'assurdità.
Un bambino maschio non parla mai bene prima dei 3 anni perchè sono più lenti rispetto alle bambine. C'è poi l'individualità che può anche ritardare non l'acquisizione del linguaggio, ma la sua produzione.
L'importante è che non abbia deficit cognitivo, che guardi negli occhi, che risponda agli stimoli e sia interessato al gioco.
Aspettate un poco. Rispettate i suoi tempi e non medicalizzatelo precocemente se non c'è la necessità.
Risposta a cura di:
Dr. Paolo Bonarrio
Dr. Paolo Bonarrio
Neuropsichiatra infantile Siracusa
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