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Cosa fare nel caso di paresi improvvisa ad un braccio?

Ho 41 anni e 2 mesi fa ho avuto una paresi al braccio sinistro con ptosi della mano e danno al nervo radiale. Ho recuperato gradualmente la funzionalità, ad oggi risulta ancora un deficit minimo sul secondo dito. Tuttavia, ho cominciato ad avere dolori ad entrambe le mani con irrigidimento, a polsi ed avambracci. Ogni tipo di attività che coinvolga dita, mani o braccia mi risulta pesante e doloroso. Da anni, soffro di stanchezza, sempre giustificata con lo stress, e di rigidità muscolare agli arti inferiori. A seguito della paresi, ho consultato più di un neurologo, un neurochirurgo e mi sono sottoposta ad esami di ogni genere, tra cui elettromiografia, risonanza magnetica cervicale, neurografia a risonanza magnetica, rachicentesi, rx della colonna. Ho ricevuto le diagnosi più disparate, che vanno dalla mmn (neuropatia motoria multifocale) alla hnnp (neuropatia ereditaria con predisposizione alle paralisi per compressione) fino alle cidp (neuropatia cronica demielinizzante). Ad oggi, convivo con dolori alle mani e avambracci, frequente stanchezza e rigidità alle gambe, l'impossibilità di svolgere alcune attività e un grande punto interrogativo sulla possibile evoluzione della patologia per ora non definita con certezza e su eventuali terapie applicabili. Chiedo a voi un consiglio su come procedere prima di rassegnarmi ed attendere un altro evento importante come una paresi che, a giudizio di alcuni, non é escluso.

La rachicentesi e l'elettromiografia con velocità di conduzione possono essere derimenti, fatta la diagnosi ad esempio nelle CIDP le terapia sono su base immunomodulante, corticosteroidi o Ig ev.
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Risposta a cura di:
Dr.ssa Giovanna Bellini
Dr.ssa Giovanna Bellini
Livorno - Viale Alfieri
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