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È meglio effettuare un'ecografia o una mammografia per la prevenzione del tumore al seno?

Qual è l'esame diagnostico più indicato per la prevenzione del tumore al seno: ecografia o mammografia?

I principali esami clinici per la prevenzione del tumore al seno sono l'ecografia e la mammografia.

Si tratta di due esami complementari perché forniscono indicazioni diverse: l'ecografia, infatti, evidenzia noduli solidi o liquidi (cisti) e permette di controllare i linfonodi, mentre lo scopo della mammografia è evidenziare le microcalcificazioni, primo indizio possibile di un tumore (anche se esistono microcalcificazioni benigne).

In caso di riscontro dubbio dell'ecografia e della mammografia, si può procedere a un prelievo del tessuto con un ago apposito (sotto la guida eventualmente dell'ecografo nel caso in cui il nodulo non sia palpabile e identificabile al tatto) e al successivo esame citologico, cioè l'indagine al microscopio per identificare il tipo di cellule.

In linea generale, come suggerito dalle Raccomandazioni Europee, lo screening mammografico deve essere effettuato a partire dai 40 anni con frequenza di 12-18 mesi e deve essere accompagnato da una corretta informazione alla donna.

In donne ad alto rischio (2 familiari di 1° grado con storia di tumore mammario), lo screening deve essere iniziato a 35 anni e deve avere cadenza annuale.

In donne con casi familiari di carcinoma mammario giovanile (mamma o/e sorella), lo screening mammario annuale deve essere iniziato a 25 anni di età e comunque 5 anni prima dell’età in cui il cancro al seno è stato diagnosticato nel familiare.

Dobbiamo comunque sottolineare l'importanza, accanto ai controlli mammografici sopra descritti, di un periodico esame clinico del seno, eseguito dal medico di famiglia fin dalla giovane età della paziente e di eventuali ecografie bilaterali della mammella da eseguire a scadenza annuale nelle donne sotto i 40 anni.

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Risposta a cura di:
Dr. Marcello Sergio
Dr. Marcello Sergio
Roma - Via R. Malatesta, 326
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