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Caffè verde, ecco cosa sapere sui chicchi "crudi"

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 16 Novembre, 2023

Scatola contenente chicchi di caffè verde

Diventato famoso come integratore per le sue presunte proprietà dimagranti e per il controllo di glicemia e della pressione sanguigna, il caffè verde è una varietà di caffè non tostato, dai chicchi crudi, prodotto in vari paesi tra cui Brasile, Vietnam e Colombia. 

La caratteristica degna di nota è che i semi di caffè verde contengono alti livelli di acido clorogenico, un potente antiossidante che si ritiene sia responsabile dei suoi numerosi benefici. Anche se sono necessarie ulteriori ricerche e studi per confermarne gli effetti.

Cos'è il caffè verde  

I chicchi di caffè verde sono chicchi crudi, che non sono stati sottoposti al processo di tostatura, provenienti dai frutti della Coffea (Coffea arabica, Coffea canephora) e con i quali si può preparare il normale caffè da bere.

Il gusto è diverso dal caffè tostato, più delicato. Il verde è lo stesso dei semi originali che conservano il loro colore, non venendo torrefatti, e che preservano anche alcune caratteristiche organolettiche che invece si perdono durante la tostatura.

Ma la differenza sostanziale rispetto al caffè tradizionale, è la sua composizione chimica e la concentrazione di nutrienti più elevata.

Il caffè verde è ricco di acido clorogenico, noto per le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che sembrano apportare numerosi benefici alla salute (Fonte: Chlorogenic acids from green coffee extract are highly bioavailable in humans).

L'acido clorogenico è un composto fenolico considerato un potente antiossidante appartenente alla famiglia dei polifenoli. I polifenoli sono una classe di composti naturali noti per le loro proprietà antiossidanti, in grado di neutralizzare i radicali liberi e ridurre lo stress ossidativo nel corpo. Quello che ne causa l'invecchiamento, tanto per intenderci. Ai radicali liberi, inoltre, sono associati rischi maggiori di malattie quali diabete, disturbi cardiaci e cancro.

Anche il caffè tostato contiene piccole quantità di acido clorogenico, ma la maggior parte viene persa durante il processo di tostatura.

Oltre all'acido clorogenico, il caffè verde contiene caffeina. Anche se il contenuto di questa sostanza è inferiore rispetto al caffè tostato. E inoltre è fonte di altre sostanze nutritive tra vitamine e sali minerali:

  • vitamina B6
  • tiamina
  • riboflavina
  • niacina
  • folato
  • calcio
  • magnesio
  • fosforo
  • potassio
  • zinco

Ora vediamo nel dettaglio quali sono del caffè verde proprietà e controindicazioni.

A cosa serve il caffè verde, proprietà e controindicazioni

I benefici del caffè verde sono stati messi al vaglio della ricerca medico-scientifica. In particolare, dagli estratti di caffè verde si ricavano integratori alimentari che, grazie all’acido clorogenico, sembrano favorire la perdita di peso, agendo sul metabolismo, controllare gli zuccheri nel sangue e ridurre la pressione arteriosa, agendo a livello dei vasi sanguigni. 

Ma cosa dice la scienza a tal proposito? Ci sono sufficienti evidenze a supporto di queste teorie?

Caffè verde per la perdita peso, funziona?

Diversi piccoli studi hanno analizzato gli effetti dell'estratto di caffè verde sui ratti da laboratorio, riscontrando una significativa riduzione del peso corporeo totale e dell'accumulo di grasso (Fonte: Green coffee bean extract improves obesity by decreasing body fat in high-fat diet-induced obese mice).

La caffeina del caffè verde, che viene rilasciata gradualmente per restare in circolo nel sangue più a lungo di quella del caffè tostato, grazie alla presenza dell'acido clorogenico, contrasta l'assorbimento degli zuccheri e i picchi glicemici responsabili del rallentamento del metabolismo, della formazione di grasso addominale e dello sviluppo del diabete.

Ma oltre a questi effetti, se ne presumono altri a favore delle proprietà dimagranti dei polifenoli contenuti nella caffeina del caffè verde. Questi sarebbero anche dovuti alla riduzione del colesterolo nel fegato e dei grassi, quindi dei trigliceridi, che causano l'accumulo di adipe. A sostenere questa proprietà del caffè dai chicchi crudi sono alcuni studi condotti all’Università di Cranston in Pennsylvania.

Tuttavia, si ritiene che questi esperimenti non abbiano raggiunto sufficienti dati per confermare con certezza questi effetti. Sono necessarie ulteriori indagini a supporto.

I benefici degli acidi clorogenici per la sindrome metabolica

La sindrome metabolica è una condizione caratterizzata da obesità, ipertensione, insulino-resistenza, alti livelli di zucchero nel sangue e iperlipidemia.

Diverse ricerche, come questo studio sugli effetti del caffè verde decaffeinato, suggeriscono che l'acido clorogenico contenuto nei chicchi del caffè verde può avere effetti positivi sulla sindrome metabolica, ovvero migliorare la sensibilità all'insulina, ridurre la pressione sanguigna, controllare i livelli di zucchero nel sangue e favorire la perdita di peso.

Per 8 settimane, lo studio ha monitorato gli effetti di 400 mg di estratto di caffè verde decaffeinato assunto due volte al giorno da 50 persone con sindrome metabolica, ipertensione, glicemia, e con alti rischi di sviluppare diabete e malattie cardiache.

Ebbene i risultati hanno evidenziato miglioramenti significativi della glicemia a digiuno, della pressione sanguigna e del girovita.

Effetti collaterali e controindicazioni del caffè verde

L'assunzione di caffè verde non presenta particolari controindicazioni, anche se può dar seguito ad alcuni effetti correlati all'eccesso di caffeina. Nello specifico, il caffè verde, come anche ogni altra bevanda contenente caffeina, può non essere adatto alle persone che ne sono particolarmente sensibili.

Una quantità elevata di caffeina, tuttavia, può causare alcuni sintomi e produrre effetti contrari rispetto ai benefici fino a ora descritti, come la pressione alta e il diabete.

Mentre per quanto riguarda gli altri sintomi, la caffeina può far comparire ansia, disturbi del sonno, palpitazioni, nervosismo, disturbi emorragici, diarrea, sindrome del colon irritabile, glaucoma. L’acido clorogenico, inoltre è potenzialmente dannoso in caso di livelli elevati di omocisteina.

Gli integratori di caffè verde contengono circa 20-50 mg di caffeina per capsula, ma in commercio ne esistono anche di decaffeinati.

Infine, da considerare che il caffè verde può interferire con alcuni farmaci per l'ipertensione e il diabete.

Prima di concludere, è giusto menzionare un altro studio sugli effetti del caffè verde sulle ossa, condotto sui ratti per la durata di 2 mesi, che ha rilevato una riduzione di calcio nel tessuto osseo. Questo lascerebbe sospettare che l'assunzione a lungo termine di integratori di caffè verde può danneggiare la salute delle ossa. Naturalmente, per confermare tale esito sono necessarie ricerche sugli esseri umani.

Ad oggi non esistono raccomandazioni definite sul dosaggio di integratori di caffè verde, ma è importante non fare di testa propria e lasciare che il medico valuti ad personam.

Secondo il Dr. Mastropietro, nutrizionista, “dagli studi condotti finora in vitro, su animali e pochi sugli umani, l’estratto di caffè verde si rivela un promettente nutraceutico per la gestione del peso: ovviamente serviranno ulteriori studi per confermare tale effetto”.

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Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr. Cristian Mastropietro
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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