Stai assumendo gli integratori nel modo corretto?

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 10 Gennaio, 2026

integratori e fetta di arancia

Negli ultimi anni l’uso di integratori alimentari è diventato sempre più diffuso; vitamine, minerali, omega-3, probiotici e altri prodotti vengono spesso assunti con l’obiettivo di migliorare il benessere generale o prevenire disturbi stagionali. 

Tuttavia, il fatto che siano facilmente reperibili e non richiedano prescrizione medica può portare a sottovalutarne i possibili effetti collaterali.

È importante ricordare che gli integratori non sono farmaci, ma nemmeno prodotti privi di rischi. Se utilizzati senza criterio o in dosi eccessive, possono causare disturbi anche rilevanti, soprattutto se assunti per lunghi periodi o in associazione a terapie farmacologiche.

Integratori sì, ma solo quando servono

Secondo gli esperti, una dieta varia ed equilibrata è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano di vitamine e minerali. Esistono però situazioni in cui l’integrazione può essere utile, ad esempio in caso di carenze documentate, gravidanza e allattamento, diete restrittive, malassorbimento intestinale o assunzione di farmaci che interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti.

Il problema nasce quando gli integratori vengono assunti “per sicurezza” o su consiglio non professionale. Con un’offerta molto ampia e formulazioni diverse tra loro, il rischio di assumere quantità superiori al necessario è tutt’altro che raro.

In Europa i riferimenti per l’assunzione di vitamine e minerali sono stabiliti dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Oltre ai Valori Nutritivi di Riferimento (VNR), che indicano le quantità raccomandate, l’EFSA ha definito anche i Livelli Massimi Tollerabili (UL), cioè le dosi oltre le quali aumenta il rischio di effetti indesiderati.

In Italia, gli integratori alimentari sono regolati dal Ministero della Salute, che stabilisce limiti precisi per vitamine e minerali e richiede la notifica dei prodotti prima della commercializzazione. Questo sistema offre una tutela importante, ma non esclude il rischio di un uso scorretto da parte del consumatore.

Perché è importante confrontarsi con il medico

Prima di iniziare un integratore, è sempre consigliabile parlarne con il medico o con un professionista della nutrizione. Il fabbisogno varia da persona a persona e alcuni integratori possono interagire con i farmaci, riducendone l’efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali.

Inoltre, alcune vitamine e minerali possono alterare i risultati degli esami del sangue, rendendo più complessa la valutazione clinica. Non è raro che sintomi come stanchezza, disturbi gastrointestinali o palpitazioni siano legati proprio a un eccesso di integrazione.

Quando “più” non è meglio

I multivitaminici rappresentano un esempio tipico: contengono numerosi micronutrienti e, se associati ad altri integratori, possono portare facilmente a superare le dosi raccomandate.

Alcune vitamine, come la vitamina A, richiedono particolare attenzione in gravidanza, mentre la vitamina K può interferire con i farmaci anticoagulanti.

La vitamina D, molto utilizzata soprattutto nei mesi invernali, è essenziale per la salute delle ossa, ma se assunta in dosi elevate senza controllo può causare ipercalcemia, disturbi gastrointestinali e, nei casi più gravi, problemi renali. 

Per questo motivo è sempre preferibile valutare i livelli ematici prima di iniziare l’integrazione.

Anche gli omega-3, generalmente ben tollerati, possono aumentare il rischio di sanguinamento se assunti in quantità elevate. È importante inoltre verificare la qualità del prodotto e il contenuto effettivo di EPA e DHA.


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Le vitamine e i minerali più utilizzati

La vitamina C è spesso assunta per prevenire il raffreddore, anche se le evidenze scientifiche indicano che può al massimo ridurne leggermente la durata. Dosi elevate e prolungate non offrono benefici aggiuntivi e possono causare disturbi gastrointestinali e favorire la formazione di calcoli renali.

Il calcio è fondamentale per la salute delle ossa, ma un’assunzione eccessiva, soprattutto tramite integratori, può aumentare il rischio di calcoli renali. Anche in questo caso è importante considerare l’apporto già garantito dalla dieta.

Il magnesio, molto usato per contrastare crampi e stanchezza, è in genere sicuro, ma dosi elevate possono provocare diarrea e crampi addominali. Le persone con problemi renali dovrebbero evitarne l’uso senza supervisione medica.

Per i probiotici non esiste una raccomandazione valida per tutti: l’efficacia dipende dal ceppo utilizzato, dalla dose e dalla durata dell’assunzione. Un uso non mirato potrebbe interferire con l’equilibrio naturale del microbiota intestinale.

La creatina, diffusa soprattutto tra chi pratica sport, è considerata sicura alle dosi standard, mentre dosaggi superiori non sembrano apportare benefici aggiuntivi. In presenza di patologie renali è sempre necessario un parere medico.

Il collagene è sempre più popolare per pelle e articolazioni, ma le evidenze scientifiche sono ancora limitate. Inoltre, non può sostituire una fonte proteica completa all’interno dell’alimentazione.

Gli integratori alimentari possono rappresentare un valido supporto in specifiche condizioni, ma non vanno assunti in modo automatico o prolungato senza indicazione. Usarli in modo consapevole, rispettando le dosi raccomandate e confrontandosi con un professionista della salute, è il modo migliore per evitare rischi inutili e tutelare il proprio benessere.

Fonti

  • Ministero della Salute - Integratori alimentari e Linee guida ministeriali (LGM)
  • EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) - Dietary reference values

Ultimo aggiornamento – 09 Gennaio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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