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Antigene

Antigene
Curatore scientifico
Elisabetta Ciccolella
Specialità del contenuto
Immunologia

Cosa è un antigene?

Antigene è la parola usata per definire tutte le sostanze che sono in grado di innescare una reazione immunitaria nel nostro organismo, che sfocia nella produzione di un anticorpo.

Per esempio, le proteine del capside di un virus, i lipopolisaccaridi delle pareti di un batterio sono degli esempi di antigene. Ogni antigene si distingue per una sua specifica parte chiamata epitopo: l’anticorpo generato dal sistema immunitario è a sua volta in grado di costruire un anticorpo che riconosce specificamente l’epitopo dell’antigene.

Quali sono i tipi di antigene?

Gli antigeni possono essere esogeni, se provengono dall’esterno dell’organismo, o endogeni, se provengono dall’interno dell’organismo:


  • Gli antigeni esogeni, quelli proveniente da virus e batteri, vengono appunto riconosciuti dal sistema immunitario al fine di eliminarli. 
  • Gli antigeni endogeni, invece, sono presenti nello stesso organismo e tollerati dal sistema immunitario. Sono espressi dalle stesse cellule che compongono un tessuto e pertanto non stimolano la produzione di anticorpi in condizioni fisiologiche. In condizioni patologiche invece, gli antigeni endogeni possono stimolare la produzione di auto-anticorpi che pertanto scatenano una malattia auto immune.

Come si riconosce un antigene?

Il sistema immunitario riconosce un antigene grazie ai complessi delle molecole di istocompatibilità (MHC). Le MHC di classe 1 sono in grado di riconoscere gli antigeni esogeni provenienti dall’interno delle cellule, quindi da cellule infettate da virus per esempio. Mentre le MHC di classe 2 sono in grado di riconoscere antigeni esogeni provenienti dall’esterno delle cellule, per esempio quelli presenti nella circolazione sanguigna. 

Antigene e risposta immunitaria: il legame

Una volta che l’antigene è stato riconosciuto come tale dall’organismo, le molecole MHC trasmettono l’informazione alle cellule del sistema immunitario, in particolare: le MHC di classe 1 ai linfociti T citotossici e le MHC di classe 2 ai linfociti T helper.

Mentre i linfociti T citotossici possono in modo diretto distruggere tutte le cellule esprimenti l’antigene esogeno, i linfociti T helper a loro volta inviano l’informazione ai linfociti B. Questi, a loro volta, si attivano e producono anticorpi specifici diretti contro l’antigene, ed in secondo luogo formano delle cellule memoria nel caso in cui l’organismo dovesse di nuovo trovarsi a contatto con lo specifico antigene. 

Test antigenico: cosa è?

I test antigenici sono dei test diagnostici che sfruttano il principio del legame antigene-anticorpo per poter rilevare la presenza di patogeni. Si basa su un semplice concetto: se in un campione biologico (saliva, urina, sangue) sono presenti degli antigeni specifici per un patogeno, essi saranno in grado di legarsi agli anticorpi che riconoscono gli antigeni del patogeno, provocando una reazione che può essere misurata.

Per esempio, i test rapidi per il Sars-Cov 2 danno origine ad una reazione colorimetrica (linea colorata) quando il test è positivo, ovvero quando gli antigeni del virus presenti nel campione biologico da analizzare si legano agli anticorpi diretti contro gli antigeni virali presenti nel test diagnostico.
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