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Alloanticorpo

Alloanticorpo
Curatore scientifico
Dr. Massimo Zuccaccia
Specialità del contenuto
Ematologia Immunologia

Cos’è l’alloanticorpo

Con il termine alloanticorpo in immunoematologia (ramo dell'ematologia che studia le caratteristiche immunologiche del sangue) si intende un anticorpo formato in risposta ad un antigene che non è presente nei globuli rossi del soggetto malato.

L’alloanticorpo è quindi un anticorpo che si forma nel flusso sanguigno dopo l'esposizione ad antigeni identificati come estranei ai globuli rossi.

Questo spesso significa che un alloanticorpo è prodotto in risposta a situazioni laddove si verificano contatti con globuli rossi differenti dai propri ossia: la gravidanza, una trasfusione di sangue o un trapianto.

L'alloanticorpo mira dunque a un antigene che non è presente nei globuli rossi della persona. Questi anticorpi si formano più comunemente contro gli antigeni provenienti da gruppi di sangue che includono:
  • Rh (compresi gli antigeni comuni D, C, C, E e E) 
  • Kell 
  • Kidd
  • Duffy.

Come si forma

In genere si tratta di un anticorpo prodotto contro antigeni individuali, gli alloantigeni, presenti soltanto in alcuni individui.

Un alloanticorpo è detto anche anticorpo isoimmune e di solito si combina con un antigene prodotto sì da un individuo della stessa specie, ma che risulta essere geneticamente diverso.

Il processo di formazione di un alloanticorpo è chiamato "alloimmunizzazione". Gli antiossidanti sono diversi dagli anticorpi che si rivolgono agli antigeni presenti nei globuli rossi di una persona. 

Alloanticorpo o autoanticorpo?

Gli alloanticorpi differiscono dagli autoanticorpi, ossia dagli anticorpi mirati contro antigeni presenti nei globuli rossi di una persona.

Inoltre, è possibile riferirsi agli anticorpi ABO naturali (anti-A, anti-B, anti-AB) non con il termine alloanticorpi ma con quello di “isoemoagglutinine”.

Alcune persone sviluppano anticorpi che reagiscono con i propri globuli rossi. Questo processo autoimmune può dipendere da condizioni idiopatiche primarie o secondarie in pazienti che presentino condizioni certe come infezioni o linfomi.

Gli autoanticorpi possono essere clinicamente significativi e provocare emolisi, anche se molti sono considerati benigni.

Gli autoanticorpi in genere reagiscono con tutte le cellule che possono causare complicazioni sierologiche durante le procedure di screening degli anticorpi, mascherando qualsiasi alloanticorpo sottostante.

Riassumendo, un autoanticorpo:
  • È prodotto in un processo autoimmune e diretto contro gli antigeni dei propri globuli rossi.
  • Reagisce con le cellule del paziente e in genere con tutte le cellule testate.
Se si sospetta un autoanticorpo, è molto importante assicurarsi che non siano presenti anticorpi significativi. Un test antiglobulinico diretto positivo potrebbe indicare la presenza di un autoanticorpo. 
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