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Enzimi cardiaci

Enzimi cardiaci
Curatore scientifico
Dr. Domenico Miceli
Specialità del contenuto
Cardiologia

Cosa sono gli enzimi cardiaci

Gli enzimi cardiaci sono elementi proteici che fanno parte della struttura muscolare del cuore. In particolare, svolgono la funzione di catalizzatori di reazioni chimiche e sono fondamentali per la funzionalità cardiaca.

In condizioni normali, è possibile rilevare la presenza di piccole concentrazioni di enzimi cardiaci nel sangue. Il loro livello aumenta in presenza di un infarto del miocardio o quando il tessuto cardiaco risulta in qualche modo danneggiato.

Per questo motivo, questi enzimi possono costituire dei validi biomarcatori per la diagnosi precoce in caso di infarto del miocardio o di sindrome coronarica acuta.

Quali sono gli enzimi cardiaci

Gli enzimi cardiaci svolgono un ruolo cruciale in molte reazioni legate al metabolismo cardiaco e un’alterazione dei loro livelli rappresenta un chiaro campanello d’allarme.

Nello specifico, i seguenti marcatori cardiaci sono quelli più utili per individuare precocemente un eventuale attacco cardiaco:
 
  • Mioglobina - Rappresenta una fonte importante di ossigeno all’interno delle cellule muscolari, compreso il miocardio. Tuttavia, proprio perché presente anche nel muscolo scheletrico, la mioglobina non risulta un marcatore specifico. D’altro canto, i livelli di mioglobina tendono ad innalzarsi nel giro di 30 minuti dopo un danno al tessuto cardiaco, a differenza di altri indicatori cardiaci, che richiedono un tempo maggiore.
  • Troponina - La troponina I e la troponina T sono proteine che fanno parte dell’apparato contrattile dei cardiomiociti. È considerata di gran lunga il biomarcatore migliore per la diagnosi precoce di infarto del miocardio, perché i suoi livelli ematici tendono a innalzarsi subito dopo un attacco cardiaco e restano alti per diversi giorni, per poi ritornare ai valori normali.
  • Creatina chinasi (CK) - Si tratta di un enzima localizzato a livello del tessuto muscolare scheletrico e nel cuore, importante per il metabolismo dei cardiomiociti. Quando il cuore è sottoposto a una condizione di forte stress, è possibile rilevare aumenti dei livelli di creatina chinasi. Esiste inoltre un’isoforma specifica per il muscolo cardiaco, la creatina chinasi-MB (CK-MB), i cui livelli aumentano dopo 3-4 ore dal possibile danno e restano elevati per alcuni giorni. È quindi utile per evidenziare eventuali condizioni di reinfarto.
Questi rappresentano marcatori precoci, rilevabili subito dopo un danno al cuore. È possibile individuare altri possibili marcatori: lattato deidrogenasi (LDH) e l’aspartato aminotransferasi (AST). Sono due enzimi che segnalano un danno tissutale. Tuttavia risultano meno specifici rispetto agli altri biomarcatori cardiaci.

Valori normali degli enzimi cardiaci

In presenza di un danno al tessuto cardiaco, si riscontrano innalzamenti dei livelli degli enzimi cardiaci. Tali aumenti non si registrano però in maniera uniforme, tanto che è possibile distinguere enzimi precoci (4-6 ore) ed enzimi tardivi (dopo le 6 ore).

Ad ogni modo, prima di poter fare valutazioni sui valori alterati degli enzimi cardiaci, è importante conoscere i valori fisiologici:
 
  • Creatina chinasi - 60 – 190 U/l (CK-MB: 0 e 25 UI/l)
  • Mioglobina - 0 – 85 ng/ml
  • Troponina - I < 0,1 mcg/l
  • Lattato deidrogenasi - 80 – 300 mU/ml
  • Aspartato aminotransferasi - fino a 45 U/l nell’uomo e fino a 30 U/l nella donna

Valori alterati degli enzimi cardiaci

Se da un lato la presenza di troponina alta o mioglobina alta possono segnalare un eventuale danno al cuore, è anche vero che non sempre gli enzimi cardiaci sono associati ad un evento avverso.

I livelli di creatina chinasi possono ad esempio essere alti in seguito ad un qualsiasi danno muscolare o a livello di altri organi come cervello, polmoni, reni o fegato.

È possibile che i valori alterati degli enzimi cardiaci appaiano tali in seguito ad embolia polmonare, insufficienza renale o per un esercizio fisico eccessivo.

La troponina è invece considerata un indicatore specifico per un danno a livello del cuore. Di conseguenza, alti livelli di troponina sono un chiaro campanello d’allarme. Tuttavia, non sempre la causa va rintracciata in un infarto in corso. È possibile registrare alti livelli di troponina in seguito a fibrillazione atriale, sepsi, dissezione aortica e cardiomiopatia da stress.

Infarto e enzimi cardiaci

La presenza di alti  valori di enzimi cardiaci come troponina alta o LDH altissimo è spesso un segno inequivocabile di un possibile infarto, soprattutto se questi valori sono associati ad un quadro sintomatologico più vasto, che include:
 
  • Dolore al petto
  • Stanchezza
  • Respiro corto
  • Sensazione di nausea
  • Sudorazione associata a brividi
In questi casi è necessario eseguire specifiche analisi per monitorare i valori degli enzimi cardiaci per una diagnosi precoce di infarto del miocardio. Tuttavia, per poter avere una diagnosi certa bisogna affiancare alle analisi del sangue anche valutazioni basate sui sintomi del paziente e sui risultati dell’ECG.

In caso di infarto, gli enzimi cardiaci costituiscono un ottimo alleato per una diagnosi tempestiva: consentono infatti ogni anno di salvare molte vite.
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