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Agammaglobulinemia

Agammaglobulinemia
Curatore scientifico
Dr.ssa Gloria Negri
Specialità del contenuto
Genetica Immunologia

Cos'è l'agammaglobulinemia?

Per agammaglobulinemia si intende un’immunodeficienza ereditaria caratterizzata dalla mancata produzione di immunoglobuline per effetto di alterazioni che impediscono la corretta maturazione dei linfociti B.

Ne esistono due tipi principali:

  • Agammaglobulinemia X-recessiva o malattia di Bruton (OMIM #300310): è caratterizzata da livelli molto bassi o assenti di immunoglobuline nel siero e da assenza di linfociti B circolanti. Questi pazienti non sono in grado di produrre anticorpi. La malattia è causata dalla mutazione di un gene, situato sul cromosoma X, che codifica per la proteina Bruton Tyrosine Kinase (BTK), che colpisce nell'85-90% dei casi pazienti maschi, con un'incidenza di un caso ogni 150.000 nati.
  • Agammaglobulinemia autosomica recessiva (OMIM #601495): è anch’essa caratterizzata da livelli bassi o dall’assenza di anticorpi nel siero e dall’assenza di linfociti B circolanti. É causata da mutazioni nei geni che contribuiscono alla formazione del recettore localizzato sulla superficie dei linfociti B (B Cell Receptor-BCR), essenziale per la produzione degli anticorpi. É una patologia molto più rara della malattia di Bruton, 1: 2.000.000 nati, ed essendo autosomica recessiva, interessa sia maschi che femmine.
Entrambe le forme si caratterizzano da un'estrema suscettibilità a infezioni batteriche, soprattutto a danno dell'apparato respiratorio e dell’intestino.

Come si manifesta la malattia?

I pazienti affetti da agammaglobulinemia giungono all’osservazione del proprio medico per un’aumentata suscettibilità alle infezioni batteriche che generalmente compaiono dopo il primo anno o nel corso del secondo anno di vita, quando sono stati completamente eliminati gli anticorpi acquisiti dalla madre durante la gravidanza o l’allattamento.

In questi casi, le infezioni batteriche, seppur rispondendo alla somministrazione di antibiotici, spesso presentano un decorso grave. Nella maggior parte dei casi, si ripresentano pochi giorni o settimane dopo dalla sospensione della terapia.

Le infezioni più frequenti sono:

In linea di generale, la presentazione clinica della due diverse tipologie di malattia è molto simile. Nel caso dell'agammaglobulinemia autosomica recessiva, l’esordio è solitamente più precoce e le infezioni presentano un decorso più grave.

Si tratta di una malattia genetica?

Entrambe le forme di agammaglobulinemia sono delle patologie ereditarie rare che seguono però due modalità di ereditarietà differenti.

L'agammaglobulinemia legata all’X si manifesta quasi esclusivamente nei maschi, mentre le femmine sono in genere portatrici sane. Una madre portatrice sana ha il 50% di probabilità di trasmettere la malattia a ogni figlio maschio. Infatti, le madri hanno due cromosomi X, quindi anche se hanno una mutazione su uno dei due cromosomi, hanno anche una copia normale del gene sull'altro cromosoma X e di conseguenza non hanno nessun problema di salute (portatrici sane). Possono però trasmettere il cromosoma X che porta la mutazione sia alle figlie femmine che ai figli maschi. Quando lo trasmettono alle figlie femmine (che hanno anche un altro cromosoma X ereditato dal padre), queste diventeranno a loro volta portatrici sane, ma quando trasmettono il cromosoma X con la mutazione ad un figlio maschio (che ha un solo cromosoma X avendo ereditato dal padre il cromosoma Y) il bambino avrà la malattia.

Ci sono dei test per identificare le donne portatrici sane del disturbo, consentendo di valutare il rischio legato ad una gravidanza.

Nelle forme autosomiche recessive, per trasmettere la malattia al figlio, entrambi i genitori devono essere portatori di una mutazione causativa nello stesso gene.

Come si cura l'agammaglobulinemia?

Il trattamento dei pazienti affetti da agammaglobulinemia (sia X-recessiva sia autosomica recessiva) consiste nella terapia sostitutiva con immunoglobuline. Questa cura risponde ad un principio generale secondo il quale, se una malattia è dovuta alla mancata produzione di una sostanza normalmente prodotta dall’organismo, la terapia di prima scelta consiste nella somministrazione della sostanza carente. 

Il trattamento dei pazienti affetti da agammaglobulinemia consiste, quindi, nella somministrazione di immunoglobuline umane ottenute dal siero di migliaia di donatori sani. Lo scopo della terapia è quello di sostituire le immunoglobuline mancanti e di raggiungere livelli di immunoglobuline nel sangue (>500 mg/dl) sufficienti per proteggere il paziente dalle infezioni. 

Si tratta quindi di una terapia salvavita che non deve essere mai interrotta. La via di somministrazione può essere sottocutanea o endovenosa: nel primo caso il paziente, dopo l'addestramento curato dal Centro di Riferimento, può effettuare la terapia a domicilio, mentre nel secondo caso la terapia deve essere somministrata in ambiente ospedaliero ogni 3-4 settimane.

La terapia sostitutiva con immunoglobuline deve affiancarsi ad un tempestivo ed adeguato utilizzo degli antibiotici in caso di sospetta infezione batterica, nonché́ da una adeguata fisioterapia respiratoria in quanto strumento terapeutico essenziale nel prevenire o rallentare la compromissione polmonare.

Ci sono particolari avvertenze da seguire per i pazienti con agammaglobulinemia?

I pazienti con agammaglobulinemia non devono ricevere vaccini costituiti da virus vivi-attenuati, come i vaccini del morbillo, della parotite, della rosolia e come il vaccino anti poliomielite: in questi casi, l'immunizzazione potrebbe trasmettere malattie invece che prevenirle.

Le vaccinazioni praticate con microrganismi uccisi (come accade per il vaccino antipertosse) oppure con derivati purificati (tossoide tetanico, difterico, ecc.) sono invece del tutto innocue ma inefficaci visto che i pazienti affetti da agammaglobulinemia non hanno la capacità di rispondere ai vaccini con la produzione degli anticorpi.

Esiste un’associazione che può dare maggiori informazioni su questo disturbo?

Sì, l’associazione immunodeficienza primitive onlus, fondata nel 1991 da famiglie di malati di patologie di natura genetica legata al sistema immunitario, malattie gravi, rare o poco conosciute.

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