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Coxite (o coxalgia)

Coxite (o coxalgia)
Curatore scientifico
Dr. Alfredo Bitonti
Specialità del contenuto
Ortopedia e traumatologia

Cos’è la coxite

La coxite è l’artrite specifica tubercolare dell’articolazione coxo-femorale. Fra tutte le artriti tubercolari, come frequenza, la coxite viene subito dopo la spondilite. Questa frequenza può essere spiegata anche con il fattore carico a cui va soggetta l’articolazione stessa e con le disposizioni anatomiche intrinseche dell’articolazione dell’anca: ne deriva una maggiore irrorazione e quindi un più facile trasporto per via ematogena del bacillo di Koch.

Nel determinismo della coxite, è da attribuirsi importanza alla familiarità, ai traumi, a precedenti episodi tubercolari. La coxite è rarissima nelle persone anziane, mentre l’infanzia e l’adolescenza è colpita in oltre il 50% dei casi; è più frequente nei maschi e molto raramente bilaterale. Il bacillo tubercolare può raggiungere l’articolazione attraverso la sinovia o attraverso un focolaio osseo localizzato nei capi articolari (entrambi colpiti per via ematogena); più raramente l’infezione avviene tramite ascessi ossifluenti spondilitici.

Sintomi di coxite

Bisogna distinguere una sintomatologia locale e una generale. Il sintomo generale più importante è la febbre serotina che può avere dei germi termici con forte aumento del dolore locale. L’esordio sintomatologico locale è lento ed insidioso. Il dolore, la facilità nello stancarsi sono i primi sintomi: il dolore è di solito localizzato non all’anca, ma alla coscia ed al ginocchio e si accentua con il carico. Frequenti sono le crisi dolorose notturne, per cui il bambino si sveglia urlando nel cuore della notte.

È presente poi zoppia: l’ammalato si appoggia sull’arto malato il minor tempo possibile (zoppia da dolore).

Per quanto riguarda la motilità articolare, si rileva precocemente una limitazione dell’ipertensione, dell’abduzione e della flessione. I linfonodi inguinali sono spesso ingrossati e si osserva una diminuzione della massa muscolare della regione del gluteo e della coscia. La cute è di colorito pallido, infiltrata, con reticolo venoso rilevato, calda.

Da un punto di vista anatomo-patologico, si possono considerare dei quadri differenti:

  • sinoviale puro, in cui il reperto anatomico dimostra una sinovia ispessita, congestizia, ricoperta da un ricco tessuto di granulazione;
  • scarso è il versamento endoarticolare;
  • produttivo, che può essere considerato uno stadio successivo di evoluzione della forma sinoviale. In questa forma, la sinovia si presenta villosa, con un tessuto di granulazione abbondante; in un secondo tempo, si ha un interessamento della cartilagine articolare che viene ad essere intaccata; una forma ossea, ovvero che prendere origine da un focolaio osseo.
I focolai ossei che hanno un aspetto triangolare raggiungono la cartilagine e l’aggrediscono; poi, mediante l’avanzare di processi di caseificazione o mediante l’avanzare del tessuto di granulazione si ha una distruzione del tessuto circostante ed un successivo interessamento articolare.

Durante il corso della malattia, si possono verificare delle lussazioni per una distruzione del legamento rotondo oppure per processi distruttivi che determinano una riduzione di volume della testa femorale oppure per l’ingrandimento della cavità acetabolare.

La degenerazione caseosa può inoltre dar luogo alla formazione di pus che si fa strada attraverso i punti deboli della capsula articolare. In rapporto alla sede, si potranno avere ascessi anteriori, posteriori (che si fanno strada tra i muscoli dei glutei) e mediali (che si fanno strada tra i muscoli adduttori).

Il quadro radiografico può assumere aspetti differenti a seconda dello stadio evolutivo della malattia. Nella fase iniziale si osserva una caduta del tono d’ombra dovuta ad un’osteoporosi dei capi articolari, inizialmente modesta, ma successivamente sempre più marcata: contemporaneamente compare una riduzione della rima articolare. Nella fase di evoluzione l’atrofia ossea è ancora più marcata, mentre la rima articolare è assottigliata o addirittura scomparsa; si osservano poi processi distruttivi ed erosivi a carico della testa e del cotile.

Diagnosi di coxite

La coxite si diagnostica con una visita ortopedica e la diagnostica per immagini, come la radiografia.

Cura della coxite

Nel trattamento bisogna tener presente lo stato generale del paziente e la lesione articolare. Per il primo scopo, bisognerà effettuare una terapia ricostituente calcio-vitaminica e climatica.

Per la lesione osteoarticolare, l’immobilizzazione mediante apparecchio gessato pelvi-pedilio è l’indicazione più immediata. In seguito, con il progressivo miglioramento della lesione, si fornirà l’apparecchio di apposita staffa di scarico con la quale il paziente potrà iniziare la deambulazione.

A ciò si associano cure mediche generali e locali attuate con antibiotici. Si riesce così ad ottenere, in un elevato numero di casi, la guarigione con motilità articolare completa e sufficiente allo svolgimento di una normale attività. Nei casi più gravi che danno come esito una notevole instabilità articolare, si provvederà a fissare stabilmente l’articolazione mediante un intervento di artrodesi.

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