Dito a martello

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Alfredo Bitonti , Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Cosa è il dito a martello?
  2. Quali sono le cause del dito a martello?
  3. Quali sono i sintomi del dito a martello?
  4. Come viene effettuata la diagnosi del dito a martello?
  5. Quali sono i tipi di trattamenti possibili?
  6. Quando è necessario un intervento chirurgico?

Cosa è il dito a martello?

Dito a martello

Il dito a martello è una deformazione che colpisce l’articolazione di una o più dita dei piedi (in special modo il 2°, 3° e 4° dito), facendole assomigliare appunto al martelletto del tasto di un pianoforte.

Oltre a comportare un evidente difetto estetico questa patologia può portare a infiammazione, dolore e in casi estremi ulcere, infezioni o altre patologie. 

Il dito a martello è causato generalmente da uno squilibrio dei muscoli del piede; questa deformità, oltre ad apparire da sola, può essere associata ad altre patologie come l’alluce valgo o il piede reumatico.

È fondamentale intervenire non appena ci si accorge dell’insorgere della deformazione; solo nei casi più estremi si ricorre alla chirurgia.

La deformazione che caratterizza il dito a martello consiste nella flessione dell’articolazione interfalangea prossimale e nell’ipertensione dorsale dell’articolazione metatarso-falangea e dell’articolazione interfalangea.

Oltre al difetto estetico queste flessioni anormali possono provocare infiammazioni, dolore e arrossamento nel punto di contatto con le calzature; l’attrito prolungato può portare alla formazione di calli dorsali e plantari che possono a loro volta determinare lesioni ulcerative e infezioni.     

Quali sono le cause del dito a martello?

Il dito a martello è generalmente causato da uno squilibrio muscolare e tendineo, che determina inizialmente la degenerazione e poi la rottura della capsula articolare metatarso-falangea. Quest’evento aumenta l’instabilità e la predisposizione a sviluppare la deformità.

Il dito a martello può verificarsi anche a causa di un trauma o nel caso in cui il dito sia forzato a piegarsi all’interno di scarpe strette o tacchi alti.

 Questa deformazione può essere associata ad altre patologie:

  • Il piede cavo è una malformazione acquisita (raramente congenita) della pianta del piede, caratterizzata da un’insieme di condizioni che flettono e deformano le dita dei piedi.
  • L’alluce valgo è invece una deformazione ossea in cui l’alluce è deviato lateralmente verso le altre dita; essa provoca la sporgenza mediale del primo osso metatarsale. La predisposizione a questa patologia è causata da alcune condizioni ereditarie, tra cui il piede piatto.
  • Quando l’artrite reumatoide colpisce il piede e la caviglia si ha il piede reumatico, una condizione che causa dolore, difficoltà di deambulazione e deformità.

Occasionalmente, il dito a martello è il risultato di un trauma precedente alla punta del dito. In alcune persone, le dita a martello sono ereditarie.

Quali sono i sintomi del dito a martello?

La deformazione che caratterizza il dito a martello è accompagnata da un dolore esteso, che aumenta quando l’arto è posto sotto sforzo. Questo dolore può comportare difficoltà di deambulazione e a indossare le calzature.

Quando la deformità provoca un’attrito con la calzatura si formano delle callosità vistose e dolorose, che nei casi più gravi possono determinare la formazione di un’ulcera.

Le dita colpite da questa condizione possono presentare inoltre una certa sporgenza delle teste metatarsali; questa condizione può determinare una metatarsalgia da sovraccarico (dolore infiammatorio localizzato in alcune ossa a livello dell’avampiede) e la comparsa di tilomi plantari (una forma localizzata di ipercheratosi, cioè di ispessimento anormale della cute determinata da un’eccessiva pressione o sfregamento).

Il piegamento che caratterizza il dito a martello fa sì che l’unghia si appoggi al suolo. Questa condizione può determinare microtraumi ripetuti che possono portare ad alterazioni delle unghie più o meno permanenti, tra cui l’onicogrifosi (aumento dello spessore), onicolisi (scollamento delle unghie dal dito), onicofosi (callosità delle unghie) e cambio di direzione della crescita. 

Il dito a martello ha diversi sintomi e più comuni includono:

  • Dolore o irritazione della punta delle dita quando si indossano le scarpe.
  • Calli e duroni (un accumulo di pelle) sulla punta, tra due dita o sulla pianta del piede.
  • Infiammazione, arrossamento o una sensazione di bruciore.
  • Contrattura della punta e dolore sotto l’alluce.
  • Nei casi più gravi piaghe aperte.

Il dito a martello può infine provocare a sua volta altre patologie, tra cui:

  • L’artrosi, cioè l’assottigliamento e danneggiamento dell’articolazione.
  • La fascite plantare, cioè l’infiammazione del tessuto che collega il calcagno alle dita del piede.
  • La tallonite, o talalgia plantare, che consiste nell’infiammazione del tallone.

La tendinite achillea, cioè l’infiammazione del tendine d’Achille (quello che collega i muscoli del polpaccio al calcagno).

Come viene effettuata la diagnosi del dito a martello?

Anche se le dita a martello sono evidenti, per arrivare a una diagnosi effettiva il medico valuta la storia completa dei sintomi ed esamina il piede. Durante l'esame fisico, il medico può manipolare il piede e studiare le contratture delle dita dei piedi. Inoltre, il medico può richiedere esami ai raggi X per determinare il grado di deformità.

Una volta che il medico ha valutato il piede, la caviglia e le dita a martello, può essere sviluppato un piano di trattamento adatto alle esigenze del caso.

Quali sono i tipi di trattamenti possibili?

Per curare le dita a martello sono disponibili i trattamenti non chirurgici o in caso di gravi deformazioni l’intervento chirurgico.

Non appena ci si rende conto che le dita delle piede mostrano un difetto è fondamentale consultare un podologo, uno specialista in grado di indicare la terapia da seguire.

Nei primi stadi di questa patologia si adottano degli accorgimenti lievi, con lo scopo di correggere la posizione del dito: si indossano dei plantari su misura che sostengano le ossa del piede, favorendo il ritorno del dito a una posizione distesa; si utilizzano delle scarpe dotate di un piccolo tacco (4-5 centimetri al massimo) e che non siano strette in punta; si effettuano infine esercizi quotidiani per allenare le articolazioni.

Se il dolore aumenta eccessivamente e ci si accorge che questi accorgimenti non portano ad alcun sollievo o beneficio è necessario intervenire chirurgicamente per correggere la deformazione.

Se si sceglie la strada del trattamento non chirurgico sono disponibili diverse opzioni:

  • Imbottitura per calli e duroni: il medico può fornire o prescrivere delle imbottiture progettate per proteggere i calli dall’irritazione.
  • Cambiamenti nel tipo di scarpe indossate: evitare le scarpe a punta, le scarpe che sono troppo corte o le scarpe con tacchi alti, condizione che forza la punta del piede contro la parte anteriore della scarpa, può portare benefici. Si deve iniziare a scegliere delle scarpe comode con una pianta spaziosa e tacco non superiore a 5 cm.
  • Ortesi: l’ortesi è un apparecchio ortopedico personalizzato che viene inserito nella scarpa e può aiutare a controllare lo squilibrio muscolo-tendine.
  • Terapia iniettiva: le iniezioni di corticosteroidi sono a volte utilizzate per alleviare il dolore e l'infiammazione causata dal dito a martello.
  • Farmaci: i farmaci per via orale non steroidei, come l'ibuprofene, possono essere raccomandati per ridurre il dolore e l'infiammazione.
  • Splintaggio: stecche o piccole cinghie possono essere applicate dal medico per riallineare la punta piegata.

Quando è necessario un intervento chirurgico?

In alcuni casi, di solito quando il dito a martello è diventato troppo rigido e doloroso o si è sviluppata una ferita, è necessario un intervento chirurgico.

Spesso, i pazienti con dito a martello presentano anche borsiti o altre deformità del piede contemporaneamente. Nel scegliere la procedura o la combinazione di procedure per il vostro caso in particolare, il chirurgo prenderà in considerazione l'estensione della deformità, il numero delle dita del piede coinvolte, la vostra età, il livello di attività ealtri fattori. La durata del periodo di recupero varia, a seconda della procedura o le procedure eseguite.