Iperparatiroidismo

Contenuto di: - Curatore scientifico: Dr. Chiara Tuccilli
Indice contenuto:
  1. Che cos'è l'iperparatiroidismo?
  2. Quali sono le cause dell'iperparatiroidismo?
  3. Quali sono i soggetti più colpiti dall'iperparatiroidismo?
  4. Quali sono i sintomi dell'iperparatiroidismo?
  5. Come si diagnostica l'iperparatiroidismo?
  6. Quali sono i trattamenti per l'iperparatiroidismo?

Che cos'è l'iperparatiroidismo?

Iperparatiroidismo

L'iperparatiroidismo è una malattia delle ghiandole paratiroidi.

Le paratiroidi sono piccole ghiandole situate nella regione anteriore del collo, sulla superficie posteriore dei poli dei lobi della ghiandola tiroide.

Si distinguono due paratiroidi superiori e due paratiroidi inferiori, producono il paratormone (PTH) e la loro funzione è quella di regolare il metabolismo di calcio e fosforo. 
L’iperparatiroidismo può essere classificato in:

  • primario, dovuto a ipersecrezione di PTH che produce ipercalcemia;
  • secondario, dovuto ad un aumento di PTH in risposta a ipocalcemia, carenza di vitamina D e/o iperfosfatemia;
  • terziario, è l’evoluzione dell’ipeparatiroidismo secondario ed è caratterizzato dall’ipersecrezione autonoma di PTH, soprattutto dopo trapianto di rene.

Quali sono le cause dell'iperparatiroidismo?

L’iperparatiroidismo primario è causato da:

  • adenoma paratiroideo singolo, nella maggior parte dei casi;
  • adenomi paratiroidei multipli, in una minoranza di casi;
  • carcinoma paratiroideo, in rari casi;
  • familiarità per sindrome MEN (neoplasia multiendocrina).

L’iperparatiroidismo secondario e quello terziario sono causati da:

  • ipocalcemia;
  • ipovitaminosi D;
  • iperfosfatemia;
  • insufficienza renale cronica.

Quali sono i soggetti più colpiti dall'iperparatiroidismo?

L'iperparatiroidismo colpisce con maggiore frequenza le donne rispetto agli uomini. Il rischio di contrarre la malattia aumenta con l'età, in particolar modo dopo i 40 anni e con un picco intorno ai 60 anni.

Un fattore di rischio è rappresentato dall’irradiazione del collo per patologie maligne o benigne, poiché predispone allo sviluppo di adenoma paratiroideo. La terapia con Iodio 131 per l’ipertiroidismo può causare iperparatiroidismo transitorio.

Quali sono i sintomi dell'iperparatiroidismo?

I sintomi dell'iperparatiroidismo variano a seconda che il paziente sia affetto da una forma più o meno grave. Nella maggior parte dei casi, l’iperparatiroidismo primario è asintomatico e viene scoperto casualmente con i controlli ematochimici di routine.
Se la malattia si presenta in forma lieve alcuni sintomi possono essere:

  • sensazione di debolezza
  • stanchezza
  • depressione
  • sete
  • poliuria
  • stipsi
  • nausea
  • dolore osseo

Nella forma più grave i sintomi includono:

  • perdita di appetito
  • nausea e vomito
  • ulcere peptiche
  • pancreatiti
  • costipazione
  • confusione
  • disturbi della memoria
  • alterazioni della personalità
  • depressione e psicosi
  • aumento della sete e della minzione
  • coliche renali
  • ipertensione arteriosa
  • prurito cutaneo
  • assottigliamento delle ossa con maggiore predisposizione alle fratture

Come si diagnostica l'iperparatiroidismo?

L'iperparatiroidismo primario può essere diagnosticato attraverso la misura del livello di ormone paratiroideo (PTH) e dei livelli di:

  • calcio nel sangue e nelle urine, con riscontro di alti livelli di calcio in entrambi i fluidi (ipercalcemia e ipercalciuria)
  • fosforo nel sangue e nelle urine, con riscontro di bassi livelli di calcio nel sangue (ipofosforemia) e alti livelli nelle urine (iperfosfaturia)

Tra le altre indagini, definite di secondo livello, vi sono i dosaggi di:

  • fosfatasi alcalina
  • osteocalcina
  • AMPc urinario
  • calcitriolo (o 1,25(OH)2D)

Anche gli esami strumentali sono utili a porre diagnosi, e vengono effettuati:

  • ecografia paratiroidea
  • scintigrafia paratiroidea
  • ECG

Gli esami strumentali di secondo livello comprendono:

  • densitometria ossea
  • RX dello scheletro
  • TAC
  • RMN

L’iperparatiroidismo secondario è diagnosticato in presenza di insufficienza renale cronica, con il riscontro di:

  • PTH elevato
  • iperfosforemia
  • ipovitaminosi D
  • fosfatasi alcalina elevata

Quali sono i trattamenti per l'iperparatiroidismo?

Il trattamento per l'iperparatiroidismo primario sintomatico e quello terziario avanzato consiste nella rimozione chirurgica della ghiandola ingrossata (paratiroidectomia).

Non tutte le ghiandole paratiroidi vengono asportate, ma solo quelle interessate da adenoma o carcinoma. In alcuni casi, è possibile una terapia di seconda scelta: l’ablazione angiografica o quella mediante iniezione di etanolo.
Nei casi in cui la procedura chirurgica è controindicata o rifiutata dal paziente, la terapia è medica dell’iperparatiroidismo primario è basata su:

  • idratazione
  • somministrazione di diuretici non tiazidici
  • dieta a basso contenuto di calcio
  • utilizzo di bifosfonati

Per l’iperparatiroidismo secondario, ad insufficienza renale cronica, si utilizzano:

  • carbonato di calcio o calcio acetato
  • calcitriolo
  • riduzione dei fosfati introdotti con la dieta (e, se necessario, anche attraverso la somministrazione di sali di alluminio)