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Scatti d'ira

Scatti d'ira
Curatore scientifico
Dr. Domenico Giuseppe Bozza
Specialità del contenuto
Psicologia

Quando si parla di scatti d'ira?

Tutti prima o poi nel corso della vita fanno esperienza del sentimento di rabbia. In generale, si prova rabbia o frustrazione quando non riusciamo a raggiungere un obiettivo. Si può utilizzare questi sentimenti in modo positivo per spronarci o per cambiare un aspetto della nostra vita; ma per la maggior parte delle persone la rabbia e la frustrazione causano solamente irritabilità, collera, stress, perdita di confidenza, depressione e altri comportamenti negativi.

Gli scatti d’ira sono la risposta emotiva a un’ingiustizia, motivo di offesa, tradimento o umiliazione reali, percepiti o immaginari; può avere origine da esperienze passate o presenti, o può essere anticipazione di un evento futuro. Essi possono essere anche un sintomo del disturbo borderline cognitivo.

La rabbia è un tipo di emozione che può manifestarsi in maniera attiva, con scatti d’ira che comprendono l’utilizzo di azioni e parole, o passiva, caratterizzata dall’interiorizzazione del sentimento, comportamento passivo-aggressivo e ostile.
La rabbia può essere causata da un evento:

  • esterno, se si è arrabbiati con una persona in particolare o un evento;

  • interno, se si è arrabbiati a causa di un problema personale.

Questo sentimento di rabbia è normale e parte dell’essere umano ma, quando diventa difficile da controllare, diventa distruttivo e può portare all’insorgere di problemi nella sfera sociale dell’individuo, come a lavoro, nelle relazioni personali e, in generale, nella qualità della vita di tutti i giorni.

Come si manifestano gli scatti d'ira?

Gli scatti d’ira si manifestano sia con azioni violente e distruttive come rompere oggetti, essere punitivi, intimidire o perseguitare le persone; sia in modo passivo, come avere un comportamento elusivo, essere distaccati, minacciare in modo anonimo, mostrare un comportamento di autosacrificio e autobiasimazione.

Quando una persona non esprime il suo sentimento d’ira, si parla di rabbia soppressa.

In questa istanza si cerca di confluire l’ira in qualcos’altro, cercando di concentrarsi su qualcosa di positivo e smettendo di pensare alla causa scatenante. Sebbene l’intento sia positivo, cioè di trasformare un sentimento negativo in qualcosa di positivo, la rabbia repressa potrebbe scatenare altri problemi quali ipertensione, depressione e espressioni patologiche della rabbia, come il comportamento passivo-aggressivo e disturbo borderline.

Le persone che mostrano questi tratti, non hanno imparato a come gestire la rabbia in modo efficace.

Come affrontarli?

Quando si pensa di non poter controllare la propria rabbia e se questa ha un impatto negativo sulle relazioni e sulla propria vita, bisogna considerare di cercare aiuto per imparare ad affrontare questo sentimento in modo più efficace.
La rabbia sarà sempre parte della propria vita, ma è possibile imparare a controllarla. Tipi tradizionali di terapia consistono nella psicoterapia, terapia cognitiva, terapia comportamentale. Attraverso queste terapie è possibile:

  • imparare a controllare e reindirizzare le proprie emozioni;

  • sviluppare strategie per cambiare il proprio modo di pensare e il proprio comportamento;

  • imparare abilità di rilassamento semplici come la respirazione profonda e immagini rilassanti; attività come lo yoga possono essere benefiche, in quanto rilassano i muscoli e infondono una sensazione di calma.

  • occorre comunque sempre un percorso psicologico di approfondimento se si vogliono eliminare le cause scatenanti le crisi di rabbia. Altrimenti è come prendere una pillola per il mal di testa, non debellando però il virus dell’influenza che ne sta alla base.

Un nuovo modo di pensare e vedere le cose aiuta ad essere più contenti e felici che, a sua volta, aiuta a superare la sensazione di frustrazione e di rabbia. Se si è arrabbiati, tristi, ansiosi o depressi, si avrà meno pazienza e tolleranza verso gli avvenimenti e le altre persone.

La terapia può essere d’aiuto nel riconoscere le proprie frustrazioni e la propria rabbia, nel prendere coscienza e controllo su di esse e nello sviluppare comportamenti e modi di pensare positivi e sani.

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