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Embolectomia

Embolectomia
Curatore scientifico
Dr. Domenico Miceli
Specialità del contenuto
Chirurgia generale

Che cos’è un’embolectomia?

L’embolectomia è la rimozione chirurgica di emergenza di emboli che bloccano la circolazione del sangue. Di solito, comporta la rimozione di trombi (coaguli di sangue) e viene anche indicata come trombectomia.

L’embolectomia è una procedura di emergenza spesso effettuata come ultima risorsa, perché l'occlusione permanente ad un organo di un significativo flusso di sangue porta alla necrosi. Altre opzioni terapeutiche coinvolte sono l'anticoagulazione e la trombolisi.

Cosa sono gli emboli?

Gli emboli sono masse anomale di materiale (che può essere solido, liquido o gassoso) che vengono trasportate nel flusso sanguigno da una parte della circolazione ad un'altra, causando un blocco (occlusione) di un vaso sanguigno, il che porta alla mancanza di approvvigionamento di ossigeno (ischemia) e, infine, all’infarto di tessuti a valle dell'embolo.

Il tipo più comune di embolia è un coagulo di sangue generato da trombosi che si spezza e viene poi trasportato nel flusso sanguigno.
Ci sono due aree in cui le embolie possono formarsi:

  • la forma embolica arteriosa nel lato sinistro del cuore o nelle arterie principali, influenza i tessuti del corpo, ma non i polmoni, si forma comunemente nel cervello e nei piccoli vasi negli arti superiori e inferiori;
  • embolie venose: si presentano nelle vene (per esempio, l’embolia che si forma da trombosi venosa profonda) e queste impattano sui polmoni.

Quando si effettua?

L’embolectomia chirurgica per embolia polmonare massiccia è diventata una procedura rara e viene spesso considerata come ultima risorsa. La terapia trombolitica è diventata il trattamento di prima scelta. 

L’embolectomia chirurgica o catetere viene normalmente eseguita in pazienti con embolia polmonare (formata da emboli alle vene). L’embolectomia viene effettuata a pazienti con shock persistente nonostante la cura di supporto e che hanno una controindicazione assoluta per la terapia trombolitica. 

Può anche essere usata per altre ischemie provocate dall'embolia, ad esempio nell’ischemia mesenterica e in caso di ictus

Quali sono le fasi della preparazione preoperatoria?

Prima dell'intervento, il paziente viene preparato nel seguente modo:

  • eparinizzazione, per prevenire l’espansione della trombosi e la diffusione di ulteriori emboli;
  • alle volte viene fatto un trattamento per insufficienza cardiacaaritmia;
  • talvolta, si mettono i piedi in sacchetti trasparenti sterili per verificare il ripristino della circolazione.

Come avviene l’intervento?

In genere, l'embolectomia con il palloncino viene fatta inserendo in un'arteria un catetere con un palloncino gonfiabile attaccato alla sua punta, facendola passare oltre il coagulo, gonfiando il palloncino e rimuovendo il coagulo ritirando il catetere. Il catetere è chiamato Fogarty, dal nome del suo inventore Thomas J. Fogarty.

Le possibili complicanze dell'embolectomia a palloncino includono lesioni interne, che possono portare ad un'altra trombosi.

L'embolectomia del catetere è anche usata per effettuare un’embolectomia d'aspirazione, con la quale il trombo viene rimosso per aspirazione anziché spingendo con un palloncino. È un modo rapido ed efficace di rimuovere trombi nelle occlusioni tromboemboliche delle arterie degli arti inferiori nella zona del legamento inguinale, come nel caso di infarto della gamba.

L'embolectomia chirurgica è la semplice rimozione chirurgica di un coagulo con l'incisione di un vaso mediante una chirurgia aperta sull'arteria.

Viene praticata un’incisione verticale in prossimità del legamento inguinale, che si estende distalmente lungo l’arteria femorale. Si procede esponendo l’arteria femorale comune e la femorale superficiale. Con un legaccio in gomma, avvolto intorno all’arteria, si solleva quest’ultima. Si somministra al paziente un bolo di eparina endovenosa e, successivamente, si utilizzano delle pinze vascolari angolate ai tre vasi principali. Si effettua un'arterioma trasversale sopra la femorale comune, vicino all’origine della sua linea femorale profonda. Si rilascia il morsetto femorale comune. Attraverso un Forgarty, avviene il recupero del coagulo e il ripristino del flusso sanguigno regolare, quindi, si riapplica il morsetto.

Dopodiche, si allentame il morsetto femorale superficiale e si valuta il flusso. L'sso di un catetere Fogarty elimina ogni segno di embolia distale. Infine, si procede con l’infusione di una soluzione fisiologica eparinizzata. Una volta che la circolazione distale è stata ripristinata, l’arterioma può essere chiuso.

Quali sono le principali problematiche intraoperatorie?

Alcune volte, si fa difficoltà a distinguere un’embolia, con relativa trombosi ed un’arteria malata. Per fare chiarezza, può essere utile un angiogramma.

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