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Pap test in gravidanza, informazioni utili su questo esame ginecologico

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 25 Gennaio, 2024

donna incinta dal ginecologo

Il Pap test (prelievo citologico) è una procedura medica di routine che consente di rilevare precocemente eventuali anomalie delle cellule cervicali. Durante la gravidanza, questo esame diventa ancora più importante per garantire la salute della madre e del bambino.

Tuttavia, molte donne incinte possono sentirsi ansiose o preoccupate riguardo ai rischi per il feto associati al Pap test. Ma è bene sapere che questo esame non è doloroso e non comporta rischi né per la madre né per il feto. Pertanto, è fondamentale farlo durante la gravidanza per tutelare la salute di entrambi.

In questo articolo, vediamo i diversi aspetti del Pap test in gravidanza, come si svolge, se occorre una preparazione specifica e tanti altri aspetti correlati.  

Cos’è il Pap test e perché è importante farlo durante la gravidanza?

Il Pap test è un esame di screening preventivo utilizzato per prevenire il tumore del collo dell’utero (cervice uterina). L'esame consiste nella raccolta di cellule del collo dell'utero e dal canale cervicale al fine di individuarne eventuali alterazioni.

Durante la gravidanza è ancora più importante eseguire il Pap test per monitorare la salute del collo dell'utero, identificare precocemente eventuali problemi che si possono prevenire e/o trattare prima del parto. In questa fase, il corpo della futura mamma subisce importanti cambiamenti ormonali e fisici che possono influire sulla salute del collo dell'utero.

Tutte le donne asintomatiche, ovvero quelle che non presentano sintomi specifici, a partire dai 21-25 anni circa, o comunque una volta iniziata l'attività sessuale, fino all'età di 65-70 anni, dovrebbero sottoporsi a questa procedura con una cadenza regolare, ogni 1-3 anni, a seconda delle linee guida specifiche e della valutazione del medico. 

Anche le donne vaccinate contro l’HPV dovrebbero sottoporsi al Pap test con la periodicità consigliata perché in ogni caso persiste il rischio di tumore al collo dell'utero.

A che cosa serve il Pap test?

Il Pap test si esegue come procedura diagnostica per rilevare precocemente le alterazioni cellulari nel collo dell'utero, potenziali precursori di un cancro che potrebbe svilupparsi anche dopo molti anni. Questo test permette di individuare e trattare le eventuali anomalie prima che evolvano in una forma tumorale avanzata, con l'opportunità di adottare interventi meno invasivi.

Da quando ha inizio l'attività sessuale, le donne possono incontrare vari fattori di rischio per il carcinoma cervicale, tra i quali l'infezione da HPV (Human Papilloma Virus), un virus molto diffuso la cui infezione può far sorgere malattie cutanee e delle mucose. 

L'HPV provoca lesioni genitali e rappresenta la causa principale del cancro cervicale. Di conseguenza, le linee guida aggiornate consigliano di affiancare al Pap test anche il test per il DNA dell'HPV per una strategia di screening più completa.

Quando si fa il Pap test in gravidanza?

Il Pap test può essere effettuato durante la gravidanza nel primo trimestre e preferibilmente entro la dodicesima settimana. È particolarmente consigliato per le donne che non hanno effettuato questo esame nei tre anni antecedenti la gravidanza. 

Se il Pap test è stato eseguito prima della gravidanza con risultati negativi, potrebbe non essere necessario ripeterlo immediatamente, in quanto i risultati precedenti sono ancora validi. Qualora vi sia una minaccia d'aborto entro le 12 settimane o perdite di sangue è sconsigliato eseguire il pap test.

Quante volte si ripete il Pap test in gravidanza?

Il Pap test, in condizioni normali, non viene ripetuto più volte durante la gravidanza. La pratica comune prevede che l'esame venga eseguito come parte del controllo iniziale durante la prima visita prenatale, se la donna non ha effettuato lo screening nei tre anni precedenti o se non ci sono stati controlli recenti che ne confermino la normalità.

Se il risultato del Pap test eseguito all'inizio della gravidanza è normale, generalmente non è necessario ripetere l'esame fino al termine della gravidanza o dopo il parto, seguendo le raccomandazioni per le donne non in gravidanza, le quali variano a seconda delle linee guida nazionali e della valutazione del medico.

Se il test rileva anomalie, il medico può raccomandare un follow-up specifico, che potrebbe includere ulteriori test diagnostici o controlli più frequenti, ma questi non includono tipicamente la ripetizione del Pap test durante la stessa gravidanza.

Come si svolge il Pap test in gravidanza

L'esame prevede il prelievo delle cellule della parte più esterna del collo uterino tramite una piccola spatola di legno (spatola di Ayre) e un bastoncino cotonato che ruota sul collo dell'utero per raccogliere piccole quantità di muco dal collo dell'utero e dal canale cervicale, dopo aver introdotto lo speculum per dilatare leggermente l'apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. 

Le cellule prelevate vengono apposte su un vetrino, fissate con una sostanza per essere poi esaminate in laboratorio dallo specialista citologo con metodi di colorazione.

Il Pap Test è un esame doloroso?

L'esame del Pap test è un esame rapido, non doloroso e sicuro, non comporta rischi. Alcune donne possono avvertire un lieve disagio durante il prelievo delle cellule. Ma è un fastidio che passa immediatamente. 

È importante che si comunichi l'eventuale allergia al lattice prima dell'esame, così che il medico può utilizzare guanti appropriati per effettuare la procedura in totale sicurezza.

Pap test e gravidanza: quali sono i rischi per il feto?

Il Pap test non è rischioso per il feto, anche se è importante comunicare al proprio medico se si è incinta prima di eseguirlo, in modo che possa essere adottata la procedura adeguata usando la strumentazione di prelievo più adeguata. Inoltre, il medico può consigliare di evitare il prelievo endocervicale dopo la decima settimana di gravidanza.

In caso di dubbi o preoccupazioni è sempre consigliabile parlare con il proprio ginecologo o medico curante per avere maggiori informazioni e rassicurazioni sulla procedura.

Serve una preparazione al Pap test?

Per sottoporsi al Pap test è necessaria una semplice preparazione. L'esame deve essere programmato quando non si ha un flusso abbpondante di ciclo mestruale. Tra le accortezze da osservare, è importante evitare l'uso di ovuli vaginali, creme, gel spermicidi, e non eseguire lavande interne nei 3 giorni che precedono l'appuntamento per l'esame, in modo da non alterare l'accuratezza dei risultati. Contraccettivi orali o locali come pure l'eventuale spirale intrauterina non interferiscono con il risultato del test.

Pap test positivo in gravidanza, cosa significa e cosa fare?

Il Pap test positivo in gravidanza può essere motivo di preoccupazione per molte donne, ma è importante sapere che in molti casi si tratta di alterazioni cellulari benigne che possono essere trattate facilmente.

Se in una donna in gravidanza il Pap test evidenzia anomalie o il test HPV rileva la presenza del virus del Papilloma umano, non ci sono dimostrazioni di rischi diretti per il bambino. Tuttavia, è importante monitorare attentamente le eventuali lesioni e posticipare eventuali trattamenti fino a dopo il parto. 

L'allattamento non risulta essere problematico una volta che il bambino è nato, e non ci sono evidenze che l'infezione da HPV possa causare malformazioni fetali o altri rischi per il feto.

In ogni caso, è necessario seguire le indicazioni del proprio medico e sottoporsi a ulteriori accertamenti come la colposcopia o la biopsia, per valutare l'entità dell'alterazione e decidere il percorso terapeutico più adeguato.

L'importanza dello screening prenatale

Lo screening è un elemento chiave della cura prenatale, con l'obiettivo di monitorare la salute della madre e del feto e identificare precocemente eventuali anomalie o condizioni che potrebbero influenzare il corso della gravidanza o l'esito del parto. 

La diagnosi precoce può permettere interventi tempestivi per prevenire complicazioni serie. Inoltre, avere la conferma che il bambino sta crescendo sano può offrire un grande sollievo e aiutare i genitori a vivere la gravidanza con più serenità e godere appieno di questo periodo.

Lo screening prenatale comprende una serie di procedure diagnostiche volte a valutare la salute del bambino in utero e utilizza tecniche strumentali e di laboratorio per identificare le possibili condizioni che potrebbero influenzare il feto, incluse malattie infettive, anomalie genetiche e problemi legati a fattori ambientali o a interventi medici.

Il percorso diagnostico inizia con il prelievo di sangue dalla madre per analisi ematochimiche e la ricerca di infezioni, seguito da indagini ecografiche come la misurazione della translucenza nucale. Esami non invasivi come il BI-Test con Translucenza nucale e il tri-test aiutano a rilevare anomalie, in particolare disturbi cromosomici come la sindrome di Down.

Qualora fossero necessarie conferme per appurare determinate condizioni mediche, si possono ricorrere a test più invasivi, come la villocentesi o l'amniocentesi.

Gli esami di screening prenatale si svolgono generalmente tra l'11ª e la 13ª settimana di gestazione, un periodo considerato ideale in quanto il DNA fetale nel sangue materno è in quantità sufficiente per un'analisi dettagliata e affidabile.

Test standard come la misurazione della pressione arteriosa e gli esami del sangue sono fondamentali per individuare condizioni come la preeclampsia e il diabete gestazionale

L'ecografia è uno degli strumenti di screening più noti, utilizzabile sia nelle prime sia nelle successive fasi della gravidanza, che consente di valutare la salute del bambino, determinare l'età gestazionale e rilevare la presenza di più feti. Questo esame offre non solo la prima immagine del bambino ma anche informazioni essenziali sul suo sviluppo.

Durante il primo trimestre, possono essere consigliati diversi esami del sangue e delle urine per rilevare condizioni che possono necessitare di trattamenti mirati. Questi test includono il conteggio completo delle cellule del sangue, l'esame delle urine e la verifica della presenza di anticorpi contro la rosolia
 
È importante sottolineare che, oltre agli esami, le donne in gravidanza dovrebbero mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato, con una dieta bilanciata e ricca di nutrienti ed evitre alcuni cibi che potrebbero essere nocivi.

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Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

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