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Al cuore delle malattie cardiovascolari: comprenderle per prevenirle

Ultimo aggiornamento – 16 novembre, 2016

Infarto: come riconoscerne i sintomi della malattia cardiaca
Indice

Le malattie cardiovascolari sono riconducibili a diverse cause e fattori di rischio (età, sesso, pressione arteriosa, cattive abitudini al fumo di sigaretta o a un’alimentazione poco sana, diabete).

I fattori di rischio delle malattie cardiache sono ben noti e, per questa ragione, è stata possibile prevenire l’insorgenza di disturbi, anche gravi.

Scopriamo insieme quali sono le malattie al cuore più comuni.

Quali sono le principali malattie cardiovascolari e che incidenza hanno sulla popolazione?

Le malattie cardiovascolari comprendono una serie di patologie che interessano il cuore e i vasi sanguigni.

Generalmente, si fa riferimento al termine cardiovascolare per tutte le patologie collegate all’aterosclerosi. Le principali malattie cardiovascolari sono:

In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di decesso, con una percentuale del 44%. In modo più specifico, è proprio la cardiopatia ischemica a essere la prima causa di morte.

Come capire se si soffre di una patologia cardiaca: i segnali di allarme

Saper riconoscere i principali segnali di allarme per le patologie cardiache, significa cominciare la cura in modo tempestivo, evitando così che la malattia si aggravi. I principali campanelli di allarme che dovrebbero indurre una persona ad un controllo più specifico per la salute dell’apparato circolatorio e del cuore sono:

  • dispnea, quindi mancanza di respiro e fiato corto dopo uno sforzo fisico o durante la notte;
  • dolore o fastidio a livello toracico, che si irradia fino all’arto superiore sinistro, che può essere causato da uno sforzo fisico o dall’aria gelida, spesso scambiato per una banale indigestione;
  • tachicardia, quindi il battito cardiaco accelerato, nota anche come palpitazione;
  • aritmie;
  • sensazione di ansia e angoscia improvvise, note come panico cardiocircolatorio;
  • variazioni improvvise della pressione arteriosa, come ipertensione o ipotensione,
  • tosse persistente;
  • necessità di dormire con numerosi cuscini;
  • cianosi, cioè un colorito bluastro della pelle.

A quali test è necessario sottoporsi per verificare la salute del cuore?

La diagnosi per le malattie cardiovascolari prevede una serie di test più o meno specifici, quali:

  • elettrocardiogramma;
  • ecodoppler gambe;
  • coronarografia;
  • radiografia toracica;
  • prova sotto stress,
  • tilt test, noto anche come test di stimolazione ortostatica passiva, monitora la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sistemica;
  • ecocardiogramma;
  • cateterismo cardiaco, noto anche come angiogramma coronarico, prevede l’inserimento di un catetere nel cuore, per valutarne il funzionamento;
  • test elettrofisiologico, misura il battito cardiaco, viene eseguito sotto sforzo;
  • TAC del cuore, per visualizzare anatomicamente il cuore;
  • biopsia endomiocardica, effettuata attraverso l’inserimento di un catetere per prelevare un pezzo di tessuto cardiaco;
  • risonanza magnetica cardiaca (MRI),
  • pericardiocentesi, utilizzando un ago, viene prelevato un campione di liquido nel pericardio, ossia nella membrana che riveste il cuore.

Chi dovrebbe fare un test cardiaco e con quale frequenza?

L’essere a rischio di malattie cardiovascolari dipende da numerosi fattori, quali:

In generale, è consigliabile eseguire diversi test preventivi superati i 40 anni, come:

Quali sono i principali trattamenti per i malati di cuore?

Diversi sono i trattamenti a cui sottoporsi in caso di malattia cardiaca, che variano in base alla gravità della situazione alla salute generale del soggetto stesso. Il primo intervento in caso di arresto cardiaco è la rianimazione cardiopolmonare, in inglese nota con la sigla CPR.

Tuttavia, è possibile intervenire anche in maniera chirurgica con:

Le patologie cardiache possono inoltre essere trattate senza il ricorso alla chirurgia e con la somministrazione di diversi farmaci, quali gli ACE inibitori, betabloccanti, antiaritmici, diuretici, anticoagulanti, ecc.

Cuore malato: In quali casi è necessario l’intervento chirurgico?

Intervenire sul cuore in attività è impossibile, ecco perché durante qualunque operazione sul cuore bisogna fermarlo temporaneamente e far eseguire le sue funzioni ad un macchinario. Proprio per questo motivo, si cerca di intervenire sul cuore solo nei casi più importanti e gravi, quando cioè non è possibile curare il cuore attraverso i farmaci.

I rimedi naturali per rinforzare il cuore

Per evitare l’affaticamento del cuore e il corrispettivo malfunzionamento è necessario adottare una dieta povera di colesterolo LDL e la formazione delle placche. Inoltre, sono consigliati diversi alimenti che possono rafforzare il cuore, quali:

  • aglio e cipolla, che evitano l’accumulo delle piastrine e mantengono la pressione sotto controllo;
  • biancospino, aumenta l’afflusso di sangue perché dilata le arterie, inoltre è antiossidante;
  • antinfiammatorio;
  • anticolesterolemico;
  • zenzero;
  • erba medica;
  • ginseng.

Inoltre, si consiglia di mantenere uno stile di vita sano, caratterizzato da attività fisica e una dieta povera di carni rosse e grassi. Infine, è altamente sconsigliato il fumo e l’abuso di alcol.

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