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Le allergie non vanno in vacanza durante l’estate

Ultimo aggiornamento – 10 Luglio, 2015

Sarebbe bello se partissero per le ferie in primis le allergie. Putroppo, durante l’estate le problematiche relative alle allergie sembrano invece peggiorare.

Quelle più diffuse durante la stagione calda sono dovute a: imenotteri, meduse e creme, abbronzanti e non.

Per aiutarci ad affrontare con serenità queste piccole insidie senza farci rovinare le vacanze, la Siaaic (Società italiana allergologia asma e immunologia clinica) ha preparato un vademecum su tutto quello che c’è da fare e da evitare per essere sicuri anche durante le ferie al mare.

Allergie a punture di insetti

Ogni estate siamo terrorizzati dall’idea che un imenottero punga noi e soprattutto i più piccoli. Ma cosa sono gli imenotteri? Si tratta di una famiglia di insetti a cui appartengono api, vespe e calabroni. Nella stragrande maggioranza dei casi le punture di questi insetti provocano arrossamento, gonfiore e bruciore locali che in genere regrediscono spontaneamente nel giro di qualche ora. Ma le punture degli imenotteri possono provocare anche reazioni sistemiche che riguardano tra lo 0.4-0.8% della popolazione pediatrica e il 5% della popolazione adulta: di queste ultime circa l’1% è di tipo anafilattico.

Vespe, api, calabroni durante i mesi estivi possono far preoccupare” – spiega Massimo Triggiani, Presidente Siaaic – “La reazione in seguito ad una puntura può essere di tipo locale, quindi provocando un arrossamento, a quella estesa, per cui il gonfiore si estende molto oltre il punto della puntura, oppure gravi e generalizzate conosciute come shock anafilattico, che possono provocare disturbi alla respirazione, calo della pressione, sino a reazioni ben più gravi che evolvono molto rapidamente“.

Gli specialisti Siaaic forniscono nel vademecum pochi ma preziosi consigli per evitare di essere punti da questi insetti:

  • evitare di indossare abiti di colore sgargiante o con disegni floreali;
  • non muoversi in modo brusco se ci si trova vicino a questi insetti;
  • non usare cosmetici profumati
  • utilizzare insetticidi anche in auto
  • conservare con cura e ben chiusi i rifiuti domestici
  • usare cautela quando si lavora all’aperto
  • quando si cucina o si mangia en plein air non bere drink o bevande dolcificate e non lasciare scoperti alimenti;
  • all’aria aperta indossare adeguate protezioni
  • applicare le zanzariere alle finestre di casa;
  • far bonificare da personale specializzato eventuali nidi nei pressi della propria abitazione.

Gli attacchi delle meduse

Un altro “incubo” tipicamente estivo è rappresentato dalle punture delle meduse, che possono provocare reazioni irritative locali molto dolorose e fastidiose che possono essere pericolose, se la puntura della medusa scatena una reazione allergica. Secondo Triggiani, la possibile reazione anafilattica grave può essere peggiorata dall’aver compiuto uno sforzo fisico al momento della puntura e dall’assunzione di antiinfiammatori nei giorni precedenti al fatto.

Cosa fare se veniamo punti dalla medusa mentre siamo in mare? È necessario uscire dall’acqua e lavare la parte colpita con acqua di mare. Non porre sulla parte colpita acqua dolce perché questa favorisce la scarica del veleno, mentre ammoniaca e urina potrebbero peggiorare ulteriormente l’infiammazione. Sarebbe inoltre importante applicare sull’area delle pelle “attaccata” dalla medusa un gel astringente contenente cloruro d’alluminio..

Allergie a creme e oli abbronzanti

Anche le creme che utilizziamo per proteggerci dal sole possono indurre reazioni irritative, sensibilizzazione, fototossicità e fotoallergia, dovute alle sostanze chimiche e ai conservanti contenuti nelle loro formulazioni.

Generalmente i componenti maggiormente implicati nelle reazioni allergiche cutanee indotte da creme solari – spiega Eustachio Nettis, docente universitario di Bari e membro Siaaic – sono l’acido paraminobenzoico (PABA), un filtro chimico che protegge la pelle dai raggi solari ma non è visibile una volta spalmato; nuovi filtri solari chimici che hanno sostituito il PABA, come benzofenoni e dibenzoilmetano e, in ultimo, il metossicinnamato; profumi e aromatizzanti come il balsamo del Perù o il Lyral che è una fragranza sintetica; conservanti (ad esempio: Quaternium 15) emollienti ed emulsionanti. Vale inoltre la regola di non acquistare prodotti che non siano correttamente conservati o che non riportino in etichetta gli ingredienti contenuti“.

Come scegliere la nostra protezione solare? Sarebbe opportuno preferire prodotti che contengano non troppi ingredienti e con un basso contenuto di filtri chimici. È inoltre consigliabile ai soggetti allergici di prestare particolare attenzione alla composizione del prodotto che scegliamo per proteggerci dal sole stando attenti agli ingredienti riportati in etichetta o alle loro sigle corrispondenti o ai termini alternativi con cui vengono a volte indicati.

Allergie a cosmetici

Anche l’utilizzo di un comune cosmetico può provocare reazioni cutanee locali che colpiscono circa il 10% delle persone che ne fanno uso. Nella maggior parte dei casi si tratta di irritazioni, ma 2 su 10 sono vere e proprie dermatiti allergiche. Per evitare di incorrere in questi fastidiosi “incidenti”, gli specialisti della Società Italiana Allergologia, Asma e Immunologia Clinica forniscono pochi e semplici linee guida

Non si devono adoperare prodotti che non siano correttamente conservati o che non riportino in etichetta gli ingredienti contenuti – prosegue Nettis – Preferire prodotti composti da meno di 10 ingredienti (sono meno irritanti e meno allergizzanti)”. Il professore ricorda poi che la maggior parte delle sostanze allergizzanti, in realtà, sono proteine naturali: per questo, al contrario di quanto comunemente si crede, i prodotti “naturali” sono responsabili di reazioni allergiche più spesso rispetto ai prodotti “artificiali” .

Allergie a creme per capelli

Gli esperti raccomandano attenzione anche ai cosmetici e prodotti per i capelli. La tinta per capelli è sicuramente, tra i cosmetici pensati per la cura della nostra chioma, il più pericoloso dal punto di vista delle allergie. In particolare, il contatto del cuoio capelluto con le sostanze chimiche contenute in questi prodotti può causare dermatiti. Tuttavia, esistono ormai in commercio molte tinture con formulazioni prive dei componenti chimici più aggressivi come ammoniaca, resorcina e parafenilendiamina.

Inoltre, bisogna prestare attenzione anche all’INCI degli shampoo che scegliamo per la detersione dei nostri capelli. Infatti, conservanti quali formaldeide e il quaternium-15, contenuti in moltissimi shampoo, possono causare dermatiti allergiche da contatto.

 

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