Bruxismo e Covid-19: qual è il legame?

Paola D'Ambrosio | Web Content Editor

Ultimo aggiornamento – 14 Gennaio, 2022

Bruxismo e Covid-19: il Legame

Pandemia, lockdown, smartworking, sono sicuramente i termini più ricorrenti da quando, quasi due anni fa, tutto il mondo ha dovuto fronteggiare la diffusione del Covid-19 e delle sue varianti che continuano a preoccupare. 

In questo stato di tensione continua, anche per l’aumentata sedentarietà, molti di noi avranno accusato un peggioramento dei dolori muscolari e/o articolari, spesso accompagnato da mal di testa e mal di denti. 

Dunque, oggi approfondiamo perché è importante fare attenzione ai disturbi dei dentali e perché costituiscono un segnale d’allarme da non sottovalutare. 

Partiamo con una domanda. 

Che cos’è il bruxismo?     

Il termine bruxismo deriva dal greco e si utilizza per indicare il digrignamento dei denti. Si verifica principalmente di notte, ma non si escludono casi di bruxismo di giorno

In particolare, si tratta di un’attività involontaria e automatica, in cui si sfregano contemporaneamente l’arcata dentale superiore e inferiore. 

Le cause del bruxismo possono dipendere da:

  • Ansia
  • Stress
  • Problemi emotivi
  • Malocclusione dentale
  • Fumo
  • Assunzione di bevande alcoliche e di caffeina
  • Assunzione di particolari farmaci (per esempio, gli antidepressivi) o droghe

In generale, chi soffre di bruxismo tenderà ad avvertire soprattutto dolori articolari e muscolari, localizzati a livello della testa e della mandibola.

Insomma, si tratta di un disturbo da non sottovalutare e che può minare al benessere fisico e psicologico. 

Qual è il legame tra bruxismo e Covid-19?

Le possibili correlazioni tra la pandemia e il suo impatto sulla salute mentale sono state oggetto di ricerche negli ultimi tempi. Come si accennava, la portata di tensione e stress causata dal Covid-19 è stata, ed è, tale per cui nel 2020, si è notato che le ricerche su Google nel mondo del termine bruxismo erano nettamente aumentate rispetto ai 4 anni precedenti. 

Segno, insomma, che questo disturbo e gli effetti che ne derivano iniziano a interessare sempre più soggetti. Inoltre, in Italia nel 2020, si è registrato un aumento di circa 30% di casi di bruxismo, come riportato dalla Società Italiana di Paradontologia e Implantologia.

In generale, è sempre meno raro riscontrare articoli e ricerche internazionali che mirano ad indagare la possibile correlazione tra bruxismo e Covid- 19.

Il bruxismo, infatti, è scatenato in primis da situazioni di stress, tensione e disagio emotivo e, ciò che è chiaro, è che gli ultimi due anni di pandemia hanno costituito terreno fertile per l’acuirsi dei problemi di salute mentale e dei dolori legati a questo fenomeno.

Come capire se si soffre di bruxismo?

I sintomi del bruxismo possono essere vari, tra questi:

  • Dolore alla mandibola e alla mascella al risveglio
  • Lesioni ai denti
  • Mal di testa
  • Aumento della sensibilità dentale
  • Dolori che interessano particolarmente collo e testa

Il dolore ai denti e il digrignamento dei denti sono sicuramente il segno più evidente del bruxismo.

Come fare per non stringere i denti di notte?

Una visita specialistica è essenziale per trattare il disturbo. A parte il trattamento specifico, uno dei modi per non stringere i denti di notte è svolgere esercizi per rilassare la muscolatura facciale

Tecniche per ridurre lo stress costituiscono anche la maniera per prevenire il bruxismo, tra queste, per esempio: fare attività fisica, ascoltare la musica, rilassarsi. È altresì importante fare attenzione al consumo di alcol e caffeina.

Approfondiamo meglio in cosa consiste il trattamento del disturbo.

Se non si cura, quali sono le conseguenze del bruxismo sui denti? 

Come accennato in precedenza, il bruxismo è un fenomeno da non trascurare, i cui effetti possono possono arrivare a compromettere seriamente la salute dei denti. Se non curato, oltre a dei meri problemi estetici, può comportare: 

  • Consumo dei denti e perdita dello smalto (con possibilità di erosione).
  • Difficoltà nella masticazione.
  • Disturbi del sonno.
  • Mal di testa e dolore cronico.
  • Disturbi temporo-mandibolari, che riguardano, cioè, le articolazioni che uniscono l’osso temporale del cranio con quello della masticazione. 

Per questi motivi, è importante effettuare una visita dallo specialista odontoiatra. Il trattamento solitamente prevede l’uso del bite, una mascherina protettiva da applicare sull’arcata di interesse per evitare di digrignare. In alcuni casi, potrebbe essere necessario ricorrere ad altri trattamenti ortodontici specifici.

Si potrebbe anche pensare di contrastare il bruxismo attraverso la meditazione, lo yoga, o altre pratiche utili ad attenuare i livelli di ansia e di stress nei soggetti colpiti. 

Paola D'Ambrosio | Web Content Editor
Scritto da Paola D'Ambrosio | Web Content Editor

Sono laureata in International Relations e ho seguito un master in Digital PR, Social Media e SEO. A pazienti.it mi occupo della realizzazione di newsletter e della creazione di contenuti SEO principalmente su temi relativi alla cura della persona, alla genitorialità, al benessere umano e animale.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Apparecchio linguale: come funziona
Apparecchio linguale: tutto quello che c'è da sapere

Cos'è l'apparecchio linguale e come funziona? In quali casi è consigliato e in quali, invece, no? Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'ortodonzia linguale.