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Come riconoscere la celiachia?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

celiachia: i sintomi
Indice

Dr.ssa Martina Sannaspecialista in nutrizione. 


La celiachia è un disturbo alimentare molto più diffuso di quanto non si pensi. La dr.ssa Martina Sanna, nutrizionista, ci fornisce alcune preziose informazioni sulla celiachia e su come riconoscere se si è affetti da questa patologia.

Quali sono le cause della celiachia?

La celiachia è una malattia di tipo immunitario, che determina una reazione consistente dell’organismo nei confronti della molecola del glutine.

Le cause della celiachia sono essenzialmente due:

  1. la presenza nella dieta dell’individuo di alimenti contenenti glutine;
  2. la predisposizione genetica a reagire al glutine.

Per quanto riguarda il primo fattore, sappiamo che il glutine è un complesso proteico viscoso ed elastico formato principalmente da due proteine, gliadina e glutenina, presenti nelle farine idratate e lavorate di frumento, farro, orzo, segale (e altre) e tutte le preparazioni alimentari che derivano da queste.

Per cui, anche in tenera età, nelle prime fasi dello svezzamento, il glutine determina lo sviluppo del morbo celiaco poiché è proprio la molecola del glutine a stimolare la risposta immunitaria e tutte le conseguenze del caso.

Il secondo fattore, la causa genetica, è da ricondurre all’azione delle varianti geniche DQ2 e DQ8, collegate al sistema HLA (un complesso sistema genico che regola il sistema immunitario), che nel celiaco determinano la capacità di legare la molecola del glutine in modo assai stabile, determinando una condizione di infiammazione cronica a carico dei villi intestinali.

Dunque, in caso di mancata espressione di questi geni è improbabile la diagnosi di celiachia.

Quali sono i sintomi della celiachia?

La sintomatologia è davvero complessa e variegata, inoltre non è riconducibile a pochi ed evidenti sintomi.

Principalmente viene classificata in:

  • tipica: si verificano disturbi gastrointestinali dovuti ad alterazioni della mucosa intestinale e ritardo nella crescita dell’individuo;
  • atipica: non si hanno sintomi direttamente riconducibili all’apparato digerente, come per esempio qualche carenza nutrizionale;
  • silente: non si manifesta alcun sintomo;
  • potenziale: con positività degli esami sierologici (presenza di anticorpi specifici contro il glutine, immunoglobuline A e G) e morfologia normale dei villi intestinali;

Da notare che nel caso dell’assenza totale di sintomi, ma in presenza di predisposizione genetica, da alcuni eventi stressanti subiti dall’organismo come gravidanze, interventi chirurgici, infezioni virali, è possibile che scaturisca la malattia in età adulta.

Cosa si rischia se non si adotta una dieta adeguata?

Il glutine rappresenta una molecola proinfiammatoria per l’individuo celiaco, per cui l’unico trattamento possibile per questa patologia è l’eliminazione totale del glutine dall’alimentazione.

Se questo accorgimento viene osservato, l’individuo conclamato o sospetto celiaco, può andare incontro a una serie di complicazioni.

In primo luogo la malnutrizione da malassorbimento e infezioni più frequenti: l’intestino rappresenta una barriera selettiva che permette di assorbire i nutrienti e l’acqua, evitando invece l’introduzione di microrganismi patogeni; quando la mucosa intestinale è danneggiata, questo delicato equilibrio viene a mancare.

Nel lungo termine, si può andare incontro a forme di tumori intestinali, osteoporosi e ritardo nella crescita ossea (a causa del malassorbimento del calcio), aborto e malformazioni congenite, tendenza a sviluppare altre patologie a base immunitaria, diabete e malattie vascolari.

Un’ultima nota: sta dilagando la moda delle diete senza glutine, soprattutto a scopo dimagrante; ma non ci sono prove e studi scientifici che colleghino l’assenza del glutine nell’alimentazione con il dimagrimento.

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