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Dormire più di nove ore a notte aumenta il rischio di ictus

Ultimo aggiornamento – 16 Dicembre, 2019

Il legame tra Ictus e sonno

Dormire troppo aumenta il rischio di ictus. È questa la conclusione di uno studio cinese pubblicato sulla rivista dell’American Academy of Neurology. Insomma, la durata del sonno diventa un altro potenziale fattore di rischio. Cerchiamo di capire perché.

Lunghi sonni come fattore di rischio per l’ictus

Lo studio ha monitorato oltre 30 mila persone con età media di 62 anni, senza una storia di ictus alle spalle. Sono state dunque studiate le abitudini relative al sonno, ovviamente senza trascurare gli altri dati sanitari, tra cui diabete, ipertensione, tabagismo e abitudine all’alcool. Durante il periodo analizzato, sono stati 1.557 ad avere un ictus e, purtroppo, i ricercatori hanno individuato un fattore comune con il loro sonno: tutti, infatti, dormivano molto.

In particolare, è stato scoperto che coloro che facevano un pisolino al pomeriggio per più di un’ora e mezza – dunque l’8% dei volontari – avevano il 25% di rischio in più di sviluppare un ictus rispetto a quelli che limitavano la siesta a 30 minuti.

Non solo. Dormire più di 9 ore a notte li esponeva a un aumento di rischio del 23% rispetto agli amanti delle ore piccole. Sommando poi le due abitudini (pisolino e lunghe notti) il rischio cresceva addirittura dell’85%.

Come hanno precisato gli autori, giungere subito a conclusioni affrettate sarebbe eccessivamente precipitoso: si tratta di semplici osservazioni e ipotesi che indicano un nesso causa-effetto, nulla di più.

Soprattutto – non dobbiamo mai dimenticarlo! – la qualità del sonno resta un elemento molto importante per preservare un buon stato di salute generale. Infatti chi dorme poco e male di notte, sempre secondo questo studio, ha un altrettanto aumento di rischio di ictus pari al 29%.

I fattori di rischio dell’ictus

Sono due i fattori di rischio più comuni dell’ictus: ipertensione arteriosa e malattie cardiache. Ovviamente, anche diabete, sovrappeso e obesità svolgono ruoli di primaria importanza. Un altro fattore di rischio da non sottovalutare è sicuramente la fibrillazione atriale, un’anomalia del ritmo cardiaco che è causa di circa il 20% degli ictus.

Per le donne il discorso si complica. Il rischio di ictus risulta infatti minore fino alla menopausa, grazie agli effetti benefici degli ormoni femminili. Aumenta, però, nelle donne over 35, se fumatrici e con ipertensione arteriosa e se solite all’utilizzo di contraccettivi con alto contenuto di estrogeni. Negli ultimi anni, inoltre, anche la terapia ormonale utilizzata durante la menopausa si è aggiunta ai fattori che potrebbero far impennare il rischio di ictus e malattie cardiovascolari.

La prevenzione? Esiste, e parte da uno stile di vita sano e da una alimentazione equilibrata, insieme a un controllo costante della pressione arteriosa, soprattutto nei pazienti che soffrono già di determinate patologie. Infine, non esagerate con il sonno notturno: questo nuovo studio ci ha spiegato perché.

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