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Infarto, potrebbe essere colpa di un batterio

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Escherichia Coli e Infarto: il legame
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Escherichia Coli? Potrebbe essere complice nell’insorgenza dell’infarto. Una ricerca italiana ha infatti fatto luce su questo legame, sottolineando come il famoso batterio intestinale risulti in circolo nel sangue dei pazienti e, soprattutto, presente nell’arteria ostruita che causa l’infarto.

Lo studio, pubblicato sull’European Heart Journal, si basa sull’analisi di 150 persone guidata dal dr. Francesco Violi, direttore della Clinica Medica del Policlinico Universitario Umberto I. Non si tratta di una scoperta fine a se stessa, ma fondamentale nell’ottica di cura e prevenzione: potrebbe gettare infatti le basi sia per un vaccino anti-infarto sia per eventuali terapie mirate da somministrare in fase acuta.

Cerchiamo di capirne di più.

Infarto e ictus, 100 mila italiani colpiti ogni anno

Sono proprio le malattie cardiovascolariinfarto miocardico e ictus in particolare – a essere le principali cause di mortalità nel nostro paese. 100.000 italiani sono colpiti da queste patologie ogni anno, e i numeri sono destinati a crescere.

La maggior parte degli infarti è causato dalla formazione di un trombo (coagulo di sangue) che ostruisce le arterie coronarie, che portano sangue e sostanze nutritive al muscolo cardiaco. I meccanismi che ne stanno alla base, purtroppo, non sono stati ancora ben chiariti.

L’Escherichia Coli è presente nel sangue di che viene colpito da infarto

Lo studio in questione, però, aggiunge un altro tassello alle cause che potrebbero scatenare un infarto. Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno preso in esame un campione di 150 persone: in ben 50 pazienti colpiti da infarto è stata analizzata la concentrazione batterica presente nei trombi, per essere poi confrontata con quella di 50 pazienti in condizione normale e di 50 soggetti di controllo. Nel gruppo degli individui con una storia clinica di infarto, è stata notata una presenza batterica di molto superiore rispetto a quella degli altri due gruppi.

Non solo. Dall’analisi dei batteri, è emersa proprio la presenza di Escherichia Coli, di origine tipicamente intestinale. Nulla è stato lasciato al caso. Per capire il motivo di questa strana presenza batterica, il team di ricerca ha analizzato la permeabilità intestinale dei soggetti con infarto, che è risultata alterata rispetto ai pazienti di controllo. Tale condizione è stata correlata con la concentrazione della capsula batterica nel trombo coronarico, suggerendo che la permeabilità intestinale possa essere responsabile della traslocazione batterica nel sangue dei soggetti con infarto.

«Questi risultati – spiega il dr. Francesco Violioltre ad aver definito un nuovo meccanismo che favorisce l’infarto, aprono nuove prospettive terapeutiche per la sua cura che prevedono o l’uso della molecola individuata nei casi acuti o lo sviluppo di un vaccino che prevenga il processo di trombosi delle coronarie». Buone notizie, insomma, in attesa che questo studio venga confermato.

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