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Labirintite e vertigini: i sintomi da non sottovalutare

Ultimo aggiornamento – 09 dicembre, 2020

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Dr. ssa Michela Lanfredi, specialista in otorinolaringoiatria 


Cos’è e come si riconosce la labirintite? Ci risponde la dr.ssa Michela Lanfredi, otorinolaringoiatra.

La labirintite è una malattia dell’orecchio interno e più precisamente un’infiammazione acuta o cronica del labirinto e dei suoi canali semicircolari. Poiché il labirinto è la sede dell’organo dell’equilibrio, il sintomo principale della malattia è la vertigine. Per tale motivo, spesso nel linguaggio comune si usa il termine labirintite come sintomo di vertigine confondendo, in maniera impropria, la patologia con il sintomo.

Cause della labirintite

Le patologie che possono causare la labirintite possono essere molto varie: si va dall’infezione virale o batterica al trauma cranico, fino alla presenza di neoformazioni. Le cause virali sono frequenti e possono essere conseguenti a una malattia sistemica, come ad esempio morbillo, parotite, mononucleosi infettiva o essere causata da virus “locali”.

Le cause batteriche possono dare luogo a una forma sierosa o a una purulenta, quest’ultima frequente nei bambini e secondaria spesso ad otite. Le forme post-traumatiche sono invece legate a frattura della rocca petrosa che fa parte dell’osso temporale a livello della tempia. Infine, esistono forme secondarie a processi espansivi a carico dell’orecchio interno.

I disturbi che genera la labirintite possono essere fisici, ma anche psichici. Il sintomo sempre presente è la vertigine che insorge all’improvviso ed è talmente intensa che obbliga il paziente, nella fase acuta, a rimanere a letto rendendo impossibile ogni movimento. La vertigine si accompagna il più delle volte, a nausea e vomito e a confusione mentale con stordimento e percezione di malessere complessivo non ben localizzato.

Inoltre, frequenti sono gli acufeni cioè rumori, fischi, crepitii che vengono percepiti nell’orecchio o all’interno della testa. Nelle forme tipiche è sempre presente il nistagmo cioè movimenti involontari degli occhi che impediscono di fissare gli oggetti. A volte è presente difficoltà a deglutire e accumulo di saliva nella bocca.
Può conseguire sordità temporanea o permanente uni o bilaterale.

Ai non lievi sintomi fisici si associano sintomi psichici che spesso annunciano l’esordio della malattia. Tra questi, ricordiamo l’ansia generalizzata e continua, attacchi di panico caratterizzati da temporanea paura ingiustificata a cui si associa un pesante quadro clinico con una complessa sintomatologia anche fisica con tremori, sudorazione, respiro tumultuoso, tachicardia, formicolii etc… Spesso, associata può esserci depressione che impedisce al paziente di adattarsi alla vita sociale; derealizzazione con distorta percezione del mondo esterno.

La diagnosi di labirintite è di compotenza dell’otorinolaringoiatra e si basa sui dati anamnestici, la costatazione di sintomi e segni tipici della labirintite mediante una visita. Per diagnosticare la labirintite il medico può prescrivere: 

  • TAC o, ancora meglio, RMN encefalo — Essi evidenziano i tessuti ossei e molli dell’orecchio interno in modo da monitorare lo stato labirintico. 
  • Esame audiometrico — Ossia la valutazione dell’eventuale perdita dell’udito. 
  • Esame audiovestibolare — Esso sottopone il paziente a uno stress di breve durata, che provoca vertigine per valutare la risposta dei labirinti.

Come curare la labirintite

Non è possibile dare una risposta sintetica sulle terapie per la abirintite, in quanto i rimedi in quanto le cure differiscono a seconda della causa così come sono diversi i tempi di guarigione da caso a caso. Il primo obiettivo è quello di fare guarire il labirinto dall’infiammazione, il secondo rimediare i sintomi invalidanti come i giramenti di testa e la nausea e il terzo riguarda la psicologia del paziente colpito da labirintite.

Nello specifico e in sintesi: per quanto riguarda l’infiammazione del labirinto ovviamente la cura dipende dalla causa e che può essere virale e giovare del trattamento con antivirali e cortisonici, batterica trattata con antibiotici, antistaminici che contrastano l’azione dell’istamina, cortisonici nel caso di traumi, interventi di asportazione nel caso di processi espansivi.

Farmaci per i sintomi quali nausea e vomito includono anticolinergici come la proclorperazina per il suo contrasto con gli effetti dell’acetilcolina, responsabile del senso di nausea e vomito.

Il trattamento del disagio psicologico prevede l’utilizzo di psicofarmaci come ad esempio gli antidepressivi. Essi agiscono sulla ricaptazione della serotonina e sulle benzodiazepine, ad esempio il Diazepam, da usarsi comunque con estrema cautela per la possibile interferenza con i meccanismi di compenso del vestibolo, in quanto l’infiammazione, una volta guarita, provoca delle modifiche alla struttura del vestibolo che fa parte del labirinto e quindi l’organismo mette in atto una serie di processi che hanno lo scopo di “annullare” la lesione (compenso vestibolare).

Per quanto riguarda lo stile di vita può essere utile evitare eccitanti come la caffeina e l’alcol.

La durata della labirintite dipende dallo stadio della malattia, che può prevedere: 

  • Fase acuta   Essa dura 2-3 giorni a una settimana, con i sintomi più invalidanti e il malato costretto al letto.
  • Fase subacuta — Della durata di 2-3 settimane, in cui il paziente può ritornare alle sue attività con cautela soprattutto per quanto riguarda la guida o lavori che richiedono particolare attenzione.
  • Fase cronica   Essa può durare anni in cui avviene il compenso vestibolare dei danni provocati dall’infiammazione.

Le complicanze della labirintite dipendono dal tipo di labirintite e sono tutte legate a problemi di udito. Per concludere, una precisazione perché spesso si fa confusione tra labirintite e labirintopatia che è una generica malattia del labirinto ma anche un disturbo transitorio e il sintomo in comune è il senso di vertigine e talvolta l’ipoacusia. Le cause della labirintopatia sono numerosissime e le più comuni sono: eccessiva stimolazione dei labirinti dovute a mal di mare, viaggi in aereo, ascensori veloci etc..;

  • colpi di frusta cervicale per la violenta accellerazione che può causare traumi al sistema vestibolare e al labirinto;
  • ernia cervicale, le discopatie cervicali possono creare irritazione dei nervi cranici e quindi del vestibolo;
  • problemi ipertensivi e ateroscleorosi;
  • malattia di Meniere determinata da aumento della pressione del liquido endolinfatico contenuto nel vestibolo dovuto a a cause sconosciute;
  • lo stress acuto può provocare un disturbo al labirinto e quindi determinare vertigini e disturbi dell’udito.
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