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Macchie bianche sul viso: tutto quello che c'è da sapere

Ultimo aggiornamento – 03 giugno, 2021

Macchie pelle: cosa sono
Indice

La comparsa di macchie bianche sul viso viene spesso spesso sottovalutata, pensando che sia effetto del sole (“macchie solari”).

In realtà, le cause della comparsa di macchie sul viso, e in particolare di quelle bianche, possono essere diverse ed è bene, in caso si notino sulla propria pelle, recarsi da un dermatologo per scoprirne l’origine, scegliendo le cure più appropriate ed evitando, così, rischi di aggravamento.

Macchie bianche sulla pelle: le cause

Tinea versicolor

La Tinea versicolor – o pitiriasi versicolor (Pityriasis versicolor) – è un’infezione fungina della pelle che provoca comparsa di macchie bianche o scure. 

Non è una malattia grave, ma determina notevoli problemi dal punto di vista estetico; essa è dovuta alla abnorme proliferazione dei lieviti della pelle. I lieviti sono dei funghi microscopici che sono normalmente presenti sulla nostra pelle. 

Non sono chiare le cause che portano alla loro proliferazione, ma si sa che essa è associata al clima caldo e umido, dal momento che è la principale malattia dermatologica nelle zone tropicali e subtropicali; inoltre, la tinea versicolor colpisce soprattutto giovani ed adolescenti, perché hanno la pelle più grassa di quella degli adulti.

Vitiligine

La causa della vitiligine non è chiara anche, se si ritiene di origine autoimmune ed è nota la sua associazione ad altre patologie autoimmuni legate alla tiroide. Se non curata, la vitiligine tende a propagarsi su tutto il corpo ed è quindi particolarmente aggressiva. 

È importante ottenere la diagnosi esatta, tramite l’esame obiettivo, ma anche con l’ausilio della lampada “a luce nera” o lampada di Wood. Sottoposte a questa luce, le macchie della vitiligine emettono una caratteristica fluorescenza bianca.

Ipomelanosi guttata idiopatica

L’ipomelanosi guttata idiopatica (detta anche ipomelanosi lenticolare) si presenta con macchioline simili a piccole gocce o coriandoli che stanno a indicare un danno cronico ai melanociti, le cellule che permettono l’abbronzatura, dovuti alle continue (e a volte eccessive) esposizioni alla luce solare, accumulate negli anni.

Per questo, infatti, le macchioline compaiono prevalentemente sulla parte bassa delle gambe e delle braccia, le zone più frequentemente esposte al sole. Non si tratta di una malattia vera e propria, perché l’ipomelanosi guttata idiopatica presenta solo problemi estetici; tuttavia, essa è molto difficile da debellare.

Pitiriasi Alba

La pitiriasi alba, è così chiamata per l’aspetto squamoso ben presente inizialmente (pitiriasi) e il pallore delle macchie che si sviluppano (“alba” in latino significa "bianco”), anche se le macchie non sono totalmente depigmentate. 

Si tratta di una malattia comune della pelle, che si verifica per lo più nei bambini dai 6 ai 12 anni e si manifesta con macchie secche, ben delimitate e pallide soprattutto sul viso. Si tratta di una condizione che si risolve spontaneamente e che di solito richiede solo l’uso di creme idratanti.

Terapie e trattamenti

La terapia della tinea versicolor può comprendere:

  • Farmaci da applicare sulla pelle. Si tratta della terapia più frequente. I lieviti sono tenuti sotto controllo con shampoo, saponi, unguenti e lozioni ad azione antimicotica. I principi attivi di questi farmaci spesso sono: il solfato di selenio, il ketoconazolo o lo zinco piritione.
  • Detergenti medicati. La tinea versicolor spesso tende a ripresentarsi, soprattutto se il paziente vive in luoghi caldi e umidi. Usare un detergente medicato una volta o due al mese, soprattutto nei periodi caldi e umidi, può essere utile per prevenire la proliferazione dei lieviti.
  • Antimicotici per uso orale. Solo se prescritti da un dermatologo; lo specialista può prescrivere antifungini, se la tinea versicolor copre una zona molto ampia, forma macchie molto spesse o tende a ripresentarsi dopo le cure. La terapia con questi farmaci è di breve durata, tuttavia, può causare effetti collaterali indesiderati e interagire con altre terapie che state seguendo.

Per il trattamento della vitiligine, spesso si ricorre alla chirurgia con specifici innesti di pelle, negli altri casi la dermatologa dr. Olga Ciocca ricorda che “le uniche lesioni di vitiligine su cui è possibile intervenire non chirurgicamente sono quelle “attive”, cioè che hanno subito variazioni negli ultimi 2 anni. Su queste lesioni possono essere efficaci diverse terapie (corticosteroidi fototerapia soprattutto)". 

Sulle lesioni più vecchie si può intervenire, oltre che con innesti cutanei di diverso genere, con tatuaggi, che tuttavia possono essere impegnativi e comportare il rischio di recidive”.

Un’altra possibilità per migliorare la qualità della vita del paziente è il camouflage con trucchi studiati appositamente: se ben eseguito, dà eccellenti risultati.

Come rimedio naturale per la vitiligine è indicato l’uso di succo di zenzero in quanto favorisce il flusso sanguigno. In genere, invece, non sono necessari particolari trattamenti per l’ipomelanosi guttata e la pitiriasi alba.

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