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Occhio rosso di sangue: è grave (o no!)?

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Occhi rossi

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Una chiazza rossa visibile a livello della superficie o all'interno dell'occhio, oppure un occhio in parte o completamente rosso di sangue: sono situazioni abbastanza comuni che possono inizialmente destare spavento. 

Si tratta tecnicamente di emorragie che possono anche impressionare, ma che fortunatamente non sono generalmente pericolose, soprattutto per la vista. Tali sanguinamenti sono dovuti alla rottura di vasi sanguigni, generalmente piccoli vasi capillari deputati a irrorare l’occhio e localizzati sotto la sclera.

Nel dettaglio, la rottura dei capillari dell’occhio può interessare diverse componenti dell’organo della visione: lo spazio tra la congiuntiva e la sclera, detta emorragia sottocongiuntivale, il corpo vitreo o la retina. L'emorragia sottocongiuntivale è sicuramente la causa più frequente e meno grave, mentre il coinvolgimento retinico e vitreale è piuttosto raro e più degno di attenzione.

L’emorragia sottocongiuntivale, detta anche iposfagma, è la tipologia di emorragia dell'occhio più comune ed è causata dal versamento di sangue conseguente alla rottura dei piccoli capillari superficiali, situati tra la sclera e la congiuntiva. Questa forma di sanguinamento non comporta, in genere, alterazioni dell'occhio o della capacità visiva.

L’emorragia vitreale, invece, interessa la rottura di capillari dell'occhio localizzati nel corpo vitreo, posto tra la parte posteriore del cristallino e la retina. Il deposito di sangue nella cavità vitreale, dovuto all’emorragia, impedisce alla luce di giungere alla retina, con una significativa riduzione della vista.

L’emorragia retinica è causata dalla rottura dei capillari dell'occhio nella porzione vascolarizzata della retina. Queste emorragie sono le più gravi, perché danneggiano i vasi corio-capillari e retinici, con la fuoriuscita di sangue che forma macchie negli strati profondi della retina. 

Queste lesioni sono associate a gravi alterazioni dell'occhio.

Rottura dei capillari dell'occhio: quali sono le cause?

Per valutare le cause di queste emorragie, che sono fenomeni abbastanza comuni, è importante rivolgersi all’oculista che esaminerà fattori come la localizzazione dei capillari, per esempio sotto la congiuntiva, nel corpo vitreo o nella retina, per formulare la sua diagnosi e proporre, se necessario, un trattamento.

Il versamento di sangue sottocongiuntivale è spesso causato da motivi minori e che non devono destare preoccupazione. 

La rottura dei vasi sanguigni sotto la superficie oculare che provoca l’emorragia sottocongiuntivale è essenzialmente dovuta a un cambiamento improvviso della pressione venosa, a sua volta causato da svariati fenomeni come un trauma oculare, un colpo di tosse, uno starnuto violento, uno sforzo fisico, come il sollevamento delle borse della spesa, o da malattie che hanno come manifestazioni cliniche tosse, starnuti e vomito.

Le rotture di vasi capillari a livello del corpo vitreo e della retina, invece, devono sempre essere osservate dallo specialista, perché potrebbero essere un indicatore di patologie sistemiche, come ipertensione arteriosa, degenerazione maculare, diabete, oppure conseguenti all’assunzione di farmaci anticoagulanti o ormoni.

I rimedi?

In assenza di un’infezione batterica o virale, o trauma significativo, la rottura dei capillari a livello sottocongiuntivale non richiede un trattamento specifico. 

La perdita di sangue si risolve da sola in un tempo massimo di due o tre settimane, senza complicanze ulteriori. In caso, però, si percepiscano dolori o fastidi a livello dell’occhio interessato dall’emorragia si possono usare delle lacrime oculari per ridurre l’infiammazione oppure dei farmaci analgesici per OS.

Qualora fosse invece presente un'infezione, per esempio una congiuntivite, possono essere utilizzati colliri o pomate antibiotiche.

Nel caso il sanguinamento interessi persone in terapia con aspirina o anticoagulanti orali, sarebbe bene rivolgersi al medico per determinare se è sicuro continuare ad assumere questi farmaci durante il riassorbimento del versamento ematico. 

Va precisato che pazienti in terapia anticoagulante cronica non hanno maggiori rischi di presentare un’emorragia sottocongiuntivale rispetto a chi non lo è, e, oltretutto, non ci sono differenze tra coloro che assumono warfarin o anticoagulanti di nuova generazione. 

L’unica accortezza da tenere presente in questa condizione è sottoporsi al controllo dell’INR (i.e. rapporto internazionale normalizzato, tempo di protrombina come rapporto, in cui oltre al tempo si tiene conto del reagente tromboplastinico utilizzato) e stare attenti a rimanere nel range, per evitare eventuali emorragie sottocongiuntivali particolarmente abbondanti.

Se l'emorragia sottocongiuntivale è dovuta a un trauma, possono essere necessarie ulteriori misure mediche per gestire il danno e favorire la guarigione.

Per quanto riguarda la gestione delle emorragie a livello vitreale o retinico, invece, è fondamentale rivolgersi all'oculista per avere ben chiaro il piano di intervento, valutando il singolo caso e l'entità del problema. 

Di solito, si ricorre a farmaci antiemorragici o alla chirurgia laser direzionata verso i vasi sanguigni danneggiati.

Per favorire il rapido riassorbimento del versamento ematico si può cercare il supporto di alimenti che contengono flavonoidi, come frutti di bosco, agrumi e vite rossa. Meglio evitare invece di assumere sostanze che potrebbero portare alla dilatazione dei capillari, come alimenti piccanti e molto caldi, alcolici, caffè e bevande gassate così come l'erba di San Giovanni, il ginkgo biloba, lo zenzero e il pepe di Cayenna che possono aumentare il rischio di sanguinamento se assunti in dosi elevate.

Emorragie oculari: quali le complicazioni?

Complicazioni conseguenti alle emorragie oculari si verificano soprattutto nei casi di emorragia vitreale e retinica che possono provocare vista sfocata o ombreggiata, presenza di pulviscolo nel campo visivo e sensibilità alla luce. 

Inoltre, tali condizioni possono verificarsi come conseguenze di patologie sistemiche, come: 

  • la retinopatia diabetica; 
  • il distacco del vitreo;
  • il distacco della retina;
  • l'anemia falciforme;
  • il macroaneurisma della retina;
  • la degenerazione maculare senile essudativa.

Ma anche: 

  • emorragie intracraniche; 
  • traumi e occlusioni delle vene della retina. 

In tutti questi casi saranno necessarie le terapie specifiche per gestire la patologia iniziale e per monitorare l’emorragia.

Il sanguinamento vitreale può comparire come complicanza post-operatoria minore per interventi di chirurgia refrattiva, tipo LASIK, per la correzione di miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Il dolore è invece limitato ai casi in cui la pressione nell'occhio è elevata o se l'emorragia è associata a un trauma.

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