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Tempo di protrombina

Plasma in Provetta Prima dell'Esame del Tempo di Protrombina
Curatore scientifico
Dr.ssa Gloria Negri
Specialità del contenuto
Microbiologia e virologia

Tempo di protrombina: cos'è

Il tempo di protrombina (PT) si definisce come il tempo necessario affinché una aliquota del plasma in esame coaguli in seguito all'aggiunta di un estratto tessutale di origine umana o animale (tromboplastina) e ioni Calcio a 37°C.

Il tempo di protrombina o tempo di Quick, noto anche come PT (Prothrombin Time) e le sue misure derivate (protrombina ratio o PR, rapporto internazionale normalizzato o international normalized ratio - INR -, e attività protrombinica percentuale o tasso di protrombina) sono degli indicatori della via estrinseca e comune della coagulazione. Questo test viene anche chiamato "ProTime INR" e "PT INR".

Tempo di protrombina: a cosa serve

Il PT misura la funzionalità e l’attività dei fattori della coagulazione VII, II, V, X e del fibrinogeno. Il tempo di protrombina è utile per valutare la funzionalità e l’attività di cinque dei dodici fattori della coagulazione: I (fibrinogeno), II (protrombina), V (proaccelerina), VII (proconvertina) e X (protrombinasi).

Tutti questi fattori sono sintetizzati dal fegato e tre di questi (II, VII e X) sono attivati da enzimi vitamina K-dipendenti.

Questo test viene utilizzato per determinare il potenziale coagulativo ematico, per adeguare il dosaggio del Warfarin, per meglio determinare la gravità di una epatopatia, e lo stato della vitamina K

Spesso, il PT viene utilizzato in combinazione con la determinazione del tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) che misura la funzionalità, invece, la via intrinseca della coagulazione.

Tempo di protrombina: valori normali

Il range di riferimento per il tempo di protrombina è di solito intorno ai 10-13 secondi. Il range di normalità per l'INR è pari a 0,8-1,2.

Tempo di protrombina alto

In presenza di un ritardo del normale processo di coagulazione del sangue (INR elevato), possono verificarsi delle piccole emorragie. Leggere perdite di sangue possono verificarsi, ad esempio, a livello gengivale, banalmente lavandosi i denti, o a livello nasale o anale, per l'eventuale presenza di emorroidi.

Tipica poi è la comparsa di piccole ecchimosi o lividi sulla pelle in seguito a traumi anche di modesta entità.

Se ci sono ritardi nella coagulazione, inoltre, possono manifestarsi: anemia, svenimenti, mestruazioni eccessive, sangue nelle urine e problemi articolari. In molti casi, durante il prelievo, il personale presenta difficoltà a rilevare la vena.

Un tempo di protrombina allungato, ovvero un ritardo nella coagulazione, può essere causato da:

  • utilizzo di medicinali anticoagulanti, come il coumadin (warfarin), il sintrom (acenocumarolo) o più raramente l'eparina;
  • assenza, scarsa attività, ridotta sintesi o eccessivo consumo (come nella coagulazione intravascolare disseminata) dei fattori della coagulazione I, II, V, VII e X;
  • carenza di vitamina K per ridotto apporto alimentare o cattivo assorbimento intestinale, anche a causa di una dieta ipolipidica o per la presenza di un'ostruzione biliare;
  • epatopatie come la cirrosi, l'epatite o l'insufficienza epatica.

Tempo di protrombina basso

Un tempo di protrombina basso significa che il sangue coagula più velocemente. Una diminuzione del PT può essere dovuta a:

  • assunzione di barbiturici, contraccettivi orali o terapia ormonale sostitutiva;
  • aumentato apporto di vitamina K attraverso l’assunzione di integratori o alimenti come il fegato, i broccoli, i ceci o il cavolo, il tè verde o prodotti a base di soia;
  • malattie autoimmmuni come Lupus Eritematoso Sistemico o Artrite Reumatoide;
  • sindrome nefrosica;
  • aumento di antitrombina.
Le possibili complicanze associate a un tempo di protrombina basso comprendono la formazione di trombi e difetti della coagulazione.

Tempo di protrombina: quando fare l'esame

L'attività dei fattori della coagulazione viene valutata dal PT in concomitanza con il tempo parziale di tromboplastina (PTT): infatti, per avere un quadro più completo sull'attività coagulante del sangue, i due test vengono spesso eseguiti in contemporanea, specie in presenza delle seguenti indicazioni:

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