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Gastrite: una patologia comune ma invalidante

Ultimo aggiornamento – 07 aprile, 2021

gastrite: come si cura il mal di stomaco
Indice

Dr. Natale Saccà, specialista in gastroenterologia. 


Con il termine gastrite viene indicato un gruppo di disturbi che hanno una caratteristica in comune: l’infiammazione della mucosa gastrica. La gastrite si può presentare all’improvviso con una durata di pochi giorni (gastrite acuta), oppure può protrarsi nel tempo (gastrite cronica).

La gastrite di solito si sviluppa quando la mucosa dello stomaco si indebolisce o viene danneggiata: le pareti dello stomaco normalmente sono protette da una mucosa e da uno strato di muco, che fanno da barriera contro gli acidi responsabili della digestione. Se questa barriera si indebolisce i succhi digestivi riescono a danneggiare e infiammare le pareti dello stomaco.

Abbiamo chiesto al dr. Natale Saccà, specialista in gastroenterologia, cosa fare in caso di infiammazione gastrica.

Quali sono le cause della gastrite?

I fattori che possono contribuire alla gastrite o scatenarla direttamente sono diversi, tra di essi ricordiamo:

  • Infezione batterica (Helicobacetr Pylori). Si stima che metà della popolazione mondiale sia stata infettata da questo batterio, ma è più frequente nei paesi in via di sviluppo. La maggior parte delle persone infette non soffre tuttavia di complicazioni dell’infezione, ma in alcune di esse l’Helicobacter pylori può lacerare la mucosa interna dello stomaco, modificando così le pareti gastriche.
  • Uso abituale degli analgesici e antinfiammatori. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, l’ibuprofene e il naprossene, possono provocare sia la gastrite acuta sia la gastrite cronica. Se questi farmaci vengono usati per molto tempo oppure a dosaggi troppo elevati possono ridurre la quantità di sostanze fondamentali (le prostaglandine) che aiutano a proteggere la mucosa interna dello stomaco. I problemi di stomaco si presentano con minore probabilità, se assumete i FANS sporadicamente.
  • Abuso di alcool. L’alcool è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica, rendendo lo stomaco più vulnerabile ai succhi digestivi. L’abuso di alcol ha un’elevata probabilità di provocare la gastrite acuta.
  • Stress. Lo stress psichico fa aumentare il rischio di attacchi cardiaci e infarto, deprime il sistema immunitario e può scatenare o aggravare i problemi alla pelle. Per quanto riguarda l’apparato digerente, aumenta la produzione di acidi gastrici e rallenta la digestione. Le situazioni di grave stress fisico, dovuti ad esempio a interventi chirurgici importanti, a traumi fisici, a ustioni o a infezioni gravi, possono provocare la gastrite acuta.
  • Reflusso biliare. La bile, la sostanza fluida che contribuisce alla digestione dei grassi, è prodotta dal fegato e conservata all’interno della cistifellea. Quando viene rilasciata  si dirige verso l’intestino tenue. Se la bile, in maniera impropria, refluisce nello stomaco causa l’infiammazione e la gastrite cronica.
  • Reazione immunitaria contro le cellule dello stomaco: gastrite autoimmune. Si verifica quando l’organismo attacca le cellule che formano le pareti dello stomaco, scatenando una reazione immunitaria. La gastrite autoimmune si verifica con maggior frequenza nei pazienti affetti da altre patologie autoimmuni, ad esempio la tiroidite di Hashimoto, il morbo di Addison e il diabete di tipo 1. La gastrite autoimmune può determinare una carenza di vitamina B-12.
  • Età. Gli anziani sono maggiormente a rischio per la gastrite, perché la mucosa gastrica tende ad assottigliarsi con l’età. Inoltre, gli anziani sono maggiormente soggetti a infezioni da H. pylori o a malattie autoimmuni rispetto alle persone più giovani.

Quali sono i sintomi della gastrite?

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • Dolore sordo o bruciore (bruciore di stomaco) nella parte superiore dell’addome, che può migliorare oppure peggiorare dopo i pasti.
  • Nausea.
  • Vomito.
  • Diminuzione dell’appetito.
  • Senso di stomaco pieno dopo i pasti.
  • Eruttazioni
  • Senso di gonfiore epigastrico
  • Dimagrimento.

Il dolore può migliorare o peggiorare con i pasti.

La maggior parte dei casi è di breve durata e non richiede alcuna cura medica, ma se i sintomi della gastrite si manifestano regolarmente per una settimana o più è necessario consultare il medico curante.

Lo stile di vita può essere un fattore di rischio in caso di gastrite?

I problemi digestivi possono verificarsi per diverse ragioni, comprese alcuni fattori legati allo stile di vita. In generale, per mantenere l’apparato digerente in buone condizioni è importante:

  • Seguire una dieta corretta. Il modo in cui si mangia è altrettanto importante degli alimenti che si assumono, quindi è bene moderare le porzioni, mangiare a orari regolari e cercare di rilassarsi durante i pasti.
  • Mantenere il peso forma. I problemi digestivi possono verificarsi indipendentemente dal peso. Però il bruciore di stomaco, il gonfiore e la costipazione tendono a colpire con maggior frequenza le persone sovrappeso. Mantenere il peso forma spesso può contribuire alla prevenzione o alla scomparsa di questi sintomi.
  • Fare molto esercizio fisico. L’esercizio fisico migliora la respirazione e il battito cardiaco stimola anche l’attività dei muscoli intestinali, aiutando a eliminare le scorie dall’intestino più velocemente. Si consigliano almeno 30 minuti di attività fisica al giorno.

Cosa mangiare in caso di gastrite?

In caso di gastrite è indispensabile seguire un’alimentazione corretta.

  • Cibi sconsigliati: carni grasse, salumi, prodotti conservati in scatola, dolci industriali, burro e margarina, caffè, tè, menta, cibi fritti, bevande molto calde o molto fredde, verdure crude, formaggi grassi e bevande alcoliche. Al bando inoltre margarina, burro, dolci con creme, bevande gasate, alimenti già pronti pieni di conservanti, insaccati, scatolame, frutta secca, alimenti molto piccanti. Sono da evitare anche le cioccolate calde, il cacao in polvere
  • Cibi consentiti: yogurt, latte parzialmente scremato o scremato, carni bianche, pesce, formaggi leggeri. Alimenti amici sono anche i farinacei e gli amidi come pasta, riso e cereali, patate, crackers, fette biscottate; frutta e verdura di stagione la carne magra e il pesce fresco. Il cibo è consigliato venga cotto in maniera semplice, al vapore, bollito, ai ferri, al forno, alla griglia, alla piastra e sempre senza troppo condimento di sale. Durante i pasti, in una dieta per la gastrite, è opportuno bere con molta moderazione per non diluire i succhi gastrici e far sì che i cibi vengano digeriti meglio. Al giorno è comunque consigliato di bere almeno un litro e mezzo di acqua.

Ovviamente l’alimentazione può variare in base alle problematiche personali. Sarà il vostro medico, messo a corrente di tutti i vari problemi che avete, a consigliarvi cosa mangiare e cosa no. Tuttavia, per una persona in buona salute e senza particolari patologie gli alimenti “sì” e “no” consigliati sopra sono solitamente validi.

In sintesi, gli alimenti consigliati in una dieta contro la gastrite sono tutti i cibi leggeri e con pochi grassi.

Tra gli altri consigli, ricordiamo quello di mangiare lentamente. La digestione inizia in bocca ed è bene masticare accuratamente. Evitare di mangiare di fretta e concedersi il giusto tempo così da lasciare al metabolismo il tempo di seguire i propri ritmi. È importante, inoltre, limitare il più possibile il fumo, che già di suo tende a favorire reflussi acidi e il bruciore allo stomaco.

Rimedi naturali contro la gastrite

I rimedi naturali sono validi supplementi alle medicine e ai rimedi medici classici. Tra i più comuni, vi è l’infuso di camomilla che riesce ad alleviare i bruciori. Anche i lamponi e le more possono essere utili.

Lo zenzero, consumato prima dei pasti, permette di prevenire la gastrite e allo stesso tempo protegge lo stomaco. L’infuso di melissa, di malva e il succo di cavolo, aiutano a proteggere la mucosa dello stomaco.

Il succo che viene estratto dall’aloe vera ha un’azione protettiva nei confronti delle pareti dello stomaco. Riesce infatti a formare un film protettivo, proteggendo l’organo dai succhi gastrici. La liquirizia aiuta a migliorare la digestione e previene anche le ulcere duodenali. Ha però, come controindicazione, l’ipertensione arteriosa.

La gastroscopia non sempre è necessaria e bisogna valutare caso per caso.

Se i disturbi scompaiono velocemente con i consigli suddetti, soprattutto se in soggetti giovani e, per il resto in buona salute, si può evitare l’esame endoscopico. In caso di sintomi cronici o ricorrenti, che non recedono con le norme indicate, in caso di sintomi di allarme (dimagrimento, inappetenza, sarcofobia, anemia, perdita di sangue dalla bocca o dal retto) è obbligatorio eseguire una gastroscopia.

 

 

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