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Piorrea: i rimedi per evitare la caduta dei denti

Redazione

Ultimo aggiornamento – 30 Agosto, 2017

Piorrea: i rimedi per evitare la caduta dei denti

Dr. Davide Andrea Macario, specialista in odontoiatria.


Denti che cadono? Un timore (anzi un incubo) per molti. In questi casi, parliamo di una vera e propria malattia, comunemente detta piorrea.

Abbiamo chiesto al dr. Davide Andrea Macario, dentista, di parlarci della malattia paradontale e di come si cura.

Cosa è la malattia parodontale (piorrea)?

La malattia parodontale (definita comunemente piorrea) è una malattia infettiva causata da un pool di batteri anaerobi che, penetrando all’interno del solco parodontale, infiltrano i tessuti parodontali, collocandosi in aree difficilmente raggiungibili dalla semplice igiene orale dei pazienti.

Quali sono i segni clinici indicativi dell’inizio della malattia parodontale?

I segni clinici evidenti della malattia parodontale sono:

  • L’alitosi, sostenuta dalle tossine prodotte dai batteri nelle tasche gengivali.
  • Il sanguinamento delle gengive, soprattutto durante lo spazzolamento dei denti.
  • La mobilità dentale, dovuta alla perdita dell’attacco parodontale, che con il tempo porta alla perdita dei denti, la retrazione gengivale, che causa la scopertura delle radici e la carie radicolare. 

Come si forma la malattia parodontale?

I batteri patogeni parodontali, per causare la malattia, devono colonizzare l’area sottogengivale, ricoprendo la parte di dente sottostante la gengiva, e produrre fattori che danneggino direttamente il tessuto dell’ospite oppure inducano il tessuto dell’ospite a danneggiarsi da solo.

Ciascun sito colpito della bocca rappresenta un microambiente: in alcuni siti la lesione infiammatoria può essere limitata alla gengiva per periodi di tempo prolungati, senza che si manifesti nessuna progressione all’interno dei tessuti più profondi; in altre zone, può verificarsi un’attiva distruzione parodontale di gengiva e osso alveolare di sostegno del dente.

È possibile stabilire la gravità della malattia parodontale?

Per poter stimare la gravità della malattia parodontale è necessario sottoporre il paziente ad una serie di esami diagnostici e di laboratorio.

Per poter stabilire terapia e prognosi della parodontite bisogna effettuare i seguenti esami:

  • sondaggio parodontale, cioè la misurazione della profondità delle tasche parodontali o dell’ampiezza delle recessioni gengivali: questo ci permette di valutare l’entità della perdita di osso causata dalla malattia parodontale;
  • radiografie endorali digitali, che ci permettano di valutare nel dettaglio i rapporti che intercorrono tra dente ed osso alveolare;
  • analisi microbiologiche: effettuato con coni di carta assorbente, del materiale contenuto nella tasca parodontale, ci permette di identificare la percentuale dei batteri patogeni sulla carica batterica totale e i gruppi più significativi di batteri che concorrono allo sviluppo e alla progressione della patologia. Ciò è molto utile per poter stilare una accurata diagnosi, ma soprattutto una prognosi e un adeguato percorso terapeutico personalizzato. Attraverso i test microbiologici è possibile monitorare l’andamento della malattia nel tempo, nonché l’eventuale insorgenza di recidive e pianificare la cura della parodontite. Nella cura della parodontite è possibile, inoltre, conoscendo l’esatta composizione della flora batterica presente nel paziente, consigliare l’assunzione di una terapia farmacologia di sostegno specifica.

Sono necessari controlli periodici?

Sì! È importante che il paziente ritorni sistematicamente in studio per verificare l’andamento clinico ed effettuare la terapia di mantenimento necessaria per impedire il ripresentarsi della malattia parodontale.

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