Piorrea: i rimedi per evitare la caduta dei denti

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Redazione

Data articolo – 28 Aprile, 2017

piorrea: come curarla

Dr. Davide Andrea Macario, specialista in odontoiatria.


Denti che cadono? Un timore (anzi un incubo) per molti. In questi casi, parliamo di una vera e propria malattia, comunemente detta piorrea.

Abbiamo chiesto al dr. Davide Andrea Macario, dentista, di parlarci della malattia paradontale e di come si cura.

Cosa è la malattia parodontale (piorrea)?

La malattia parodontale (definita comunemente piorrea) è una malattia infettiva causata da un pool di batteri anaerobi che, penetrando all’interno del solco parodontale, infiltrano i tessuti parodontali, collocandosi in aree difficilmente raggiungibili dalla semplice igiene orale dei pazienti.

Quali sono i segni clinici indicativi dell’inizio della malattia parodontale?

I segni clinici evidenti della malattia parodontale sono:

  • L’alitosi, sostenuta dalle tossine prodotte dai batteri nelle tasche gengivali.
  • Il sanguinamento delle gengive, soprattutto durante lo spazzolamento dei denti.
  • La mobilità dentale, dovuta alla perdita dell’attacco parodontale, che con il tempo porta alla perdita dei denti, la retrazione gengivale, che causa la scopertura delle radici e la carie radicolare. 

Come si forma la malattia parodontale?

I batteri patogeni parodontali, per causare la malattia, devono colonizzare l’area sottogengivale, ricoprendo la parte di dente sottostante la gengiva, e produrre fattori che danneggino direttamente il tessuto dell’ospite oppure inducano il tessuto dell’ospite a danneggiarsi da solo.

Ciascun sito colpito della bocca rappresenta un microambiente: in alcuni siti la lesione infiammatoria può essere limitata alla gengiva per periodi di tempo prolungati, senza che si manifesti nessuna progressione all’interno dei tessuti più profondi; in altre zone, può verificarsi un’attiva distruzione parodontale di gengiva e osso alveolare di sostegno del dente.

È possibile stabilire la gravità della malattia parodontale?

Per poter stimare la gravità della malattia parodontale è necessario sottoporre il paziente ad una serie di esami diagnostici e di laboratorio.

Per poter stabilire terapia e prognosi della parodontite bisogna effettuare i seguenti esami:

  • sondaggio parodontale, cioè la misurazione della profondità delle tasche parodontali o dell’ampiezza delle recessioni gengivali: questo ci permette di valutare l’entità della perdita di osso causata dalla malattia parodontale;
  • radiografie endorali digitali, che ci permettano di valutare nel dettaglio i rapporti che intercorrono tra dente ed osso alveolare;
  • analisi microbiologiche: effettuato con coni di carta assorbente, del materiale contenuto nella tasca parodontale, ci permette di identificare la percentuale dei batteri patogeni sulla carica batterica totale e i gruppi più significativi di batteri che concorrono allo sviluppo e alla progressione della patologia. Ciò è molto utile per poter stilare una accurata diagnosi, ma soprattutto una prognosi e un adeguato percorso terapeutico personalizzato. Attraverso i test microbiologici è possibile monitorare l’andamento della malattia nel tempo, nonché l’eventuale insorgenza di recidive e pianificare la cura della parodontite. Nella cura della parodontite è possibile, inoltre, conoscendo l’esatta composizione della flora batterica presente nel paziente, consigliare l’assunzione di una terapia farmacologia di sostegno specifica.

Sono necessari controlli periodici?

Sì! È importante che il paziente ritorni sistematicamente in studio per verificare l’andamento clinico ed effettuare la terapia di mantenimento necessaria per impedire il ripresentarsi della malattia parodontale.

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

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