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Pressione bassa? Ecco come stare meglio!

Ultimo aggiornamento – 07 giugno, 2016

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Chi soffre di pressione bassa ben conosce quell’improvvisa sensazione di debolezza, accompagnata da giramenti di testa, che rende difficile anche il solo reggersi in piedi. Tutto ciò si accompagna ad accelerazioni del battito cardiaco.

Cosa è l’ipotensione?

L’ipotensione è una condizione in cui la pressione arteriosa massima (o sistolica) è uguale o inferiore a 90 milligrammi di mercurio (mmHg) e quella minima (o diastolica) è uguale o inferiore a 60 mmHg.)

Ma perché si verifica questa condizione di ipotensione anche in soggetti che non sono affetti da particolari patologie?

Sono varie le cause che fanno insorgere questo disturbo; tra le più frequenti ci sono la disidratazione e i movimenti improvvisi, come ad esempio l’alzarsi dal letto in modo troppo brusco. Oltre a queste ci sono altre cause, come l’eccessivo esercizio fisico, o un periodo particolarmente faticoso dal punto di vista psicofisico, per concludere con un’alimentazione non equilibrata.

Vediamo nel dettaglio come queste situazioni vanno a influenzare la nostra pressione sanguigna e come si può cercare di porvi rimedio:

  • Quando si cambia bruscamente posizione, il nostro corpo è soggetto a un rapido cambiamento della circolazione del sangue (ipotensione  ortostatica). Quando non ci riesce si hanno i cali di pressione, che sono i responsabili di tutti quei puntini neri che vanno a offuscare la vista. Per regolarizzare di nuovo il ritmo del sangue, sdraiatevi per qualche minuto, meglio se tenendo le gambe alzate, posizionando sotto di esse dei cuscini, e vedrete come tutto tornerà nella norma.
  • Nel caso in cui i cali pressori abbiano come causa la disidratazione, questi si presenteranno con sudori freddi, bocca secca e una sensazione simile a quella di chi sta per svenire. Per ripristinare i valori corretti andate a sdraiarvi, meglio se con le gambe in posizione alzata, in un luogo all’ombra. Bevete acqua a temperatura ambiente, ma anche caffè o thè e lasciate che il vostro corpo si riprenda. Può essere utile anche ingerire un po’ di zucchero, ma però questo da solo energia momentanea e non risolve il problema.
  • Se il calo di pressione è dovuto a un eccessivo esercizio fisico si presenterà con debolezza, giramenti di testa, nausea e vertigini. Anche in questo caso sdraiarsi e posizionare in alto le gambe è la soluzione migliore. Mentre nelle situazioni precedenti il calo passa in pochi minuti, qui sono necessarie almeno un paio d’ore. Integratori a base di potassio e magnesio accelerano i tempi di ripresa.

Ci sono, però, persone che hanno i valori pressori bassi, a prescindere dalle situazioni. I medici affermano che questi individui non sono soggetti a rischi particolari e che anzi avere la pressione bassa non permette di andare a usurare in modo eccessivo cuore e arterie. Valori di 100 mm/Hg di massima e 50-60 mm/Hg di minima permettono di fare una vita perfettamente normale.

Le donne, fino alla menopausa, sono spesso ipotese, a causa delle arterie che riescono a regolarsi in base alle situazioni che devono affrontare.

Purtroppo la pressione bassa può anche dare sintomi fastidiosi, legati al fatto che la poca spinta sanguigna rende più difficoltosa l’ossigenazione degli organi che si trovano più distanti dal cuore.

Quali sono gli alimenti che possono alzare la pressione?

Per mantenere la pressione sanguigna entro i valori corretti è utile prestare molta attenzione a cosa mangiamo. Ci sono infatti cibi che hanno il potere di abbassarla. Scegliere alimenti sani, che siano ricchi di calcio, magnesio e potassio ed allo stesso tempo poveri di sodio, è alla base per una corretta alimentazione per chi soffre di problemi di pressione alta.

Ecco quali sono i 13 alimenti che possono esserci utili nei casi di ipotensione:

  1. Fagioli bianchi. Sono una fonte di calcio, magnesio e potassio molto importante. Una tazza copre rispettivamente il 13%, il 30% ed il 24% del fabbisogno giornaliero. Sono adattissimi per essere usati come contorno o nelle zuppe e si prestano bene anche ad essere utilizzati nei piatti della cucina vegetariana.
  2. Il filetto di maiale. 3 etti di questa carne forniscono il 6% del magnesio ed il 15% del potassio che servono come dose giornaliera.
  3. Yogurt senza grassi. Può essere usato come colazione o per condire le insalate. Una sola tazza copre il bisogno giornaliero di calcio al 49%, magnesio al 12% e potassio al 18%. Lo yogurt greco contiene leggermente meno calcio rispetto a quello casalingo.
  4. Tilapia. Si tratta di una varietà di pesce che contiene poche tossine alimentari, che può essere gustato al forno o fatto saltare in padella. Fornisce l’8% di potassio e di magnesio giornalieri.
  5. Kiwi. Questo frutto può essere mangiato sia a colazione, che dopo i pasti o come spuntino. Ricco di vitamina C soddisfa il fabbisogno giornaliero di calcio al 2%, di potassio al 9% e di magnesio al 7%.
  6. Pesche nettarine. Dolci e gustose contengono l’8% del potassio che ci serve ogni giorno, il 3% di magnesio e l’1% di calcio.
  7. Banane. Si tratta di un frutto ricco di potassio e magnesio.
  8. Cavolo. Si tratta di un alimento che fa bene a molte cose. È ricco di antiossidanti e povero di calorie. Può essere mangiato anche sostituendone le foglie a quelle dell’insalata.
  9. Peperone rosso. Questo alimento, che ci fornisce il 9% di potassio, il 4% di magnesio ed l’1% di calcio necessari ogni giorno, si conserva il frigo, per massimo 10 giorni, avvolto in un tovagliolo per evitare che si secchi.
  10. Broccoli. Ci forniscono ben il 14% di potassio giornaliero ed inoltre sono ricchi di fitonutrienti, che sono utili per combattere il cancro. Si possono usare per preparare numerosi piatti.
  11. Patata dolce. Ricche di potassio e magnesio, si possono usare per svariate ricette.
  12. Quinoa. Si tratta di un alimento dalla consistenza simile al riso, ma che impiega molto meno tempo a cuocere. Ricco di fitonutrienti e di magnesio, può essere mangiato anche da chi ha intolleranze al glutine.
  13. Avocado. Il 10% del potassio giornaliero necessario alla nostra salute può essere assunto mangiando questo frutto. Oltre che far bene alla pressione abbassa anche il livello di grassi monoinsaturi.

Consigli utili per prevenire e trattare l’ipotensione

Ecco alcuni consigli utili:

  • indossare calze elastiche graduate, utili per evitare il ristagno di sangue nelle gambe: ciò promuove il ritorno del sangue al cuore, aumentando la pressione arteriosa;
  • evitare la disidratazione;
  • assumere liquidi per via endovenosa.

Nei casi di ipotensione patologica, è talvolta necessario assumere farmaci per incrementare i valori pressoriarteriosi. Tra questi:

  • Eritropoietina: il farmaco favorisce l’incremento degli eritrociti nel sangue; l’aumento dei globuli rossi determina un aumento pressorio, ed è indicato anche per la cura dell’anemia, che spesso è correlata all’ipotensione.
  • Steroidi: la somministrazione degli steroidi è indicata per la prevenzione della perdita di sali minerali dal corpo.
  • Fludrocortisone : si tratta di un farmaco mineralcorticoide sintetico, utilizzato in terapia sia per la cura del morbo di Addison, sia per aumentare i valori pressori nel contesto dell’ipotensione patologica.
  • Vasopressori: favorendo la vasocostrizione, i farmaci vasopressori aumentano i valori della pressione arteriosa. Inoltre, questi farmaci incrementano il flusso di sangue al cervello e contribuiscono a ridurre i sintomi dell’ipotensione.
  • Midodrine (es. Gutron): indicativamente, si raccomanda di assumere 10 mg di attivo per via orale, tre volte al giorno. Le dosi non devono essere assunte a distanza di meno di tre ore l’una dall’altra. In alternativa, il farmaco può essere assunto in una singola dose da 20 mg, per os: la posologia è indicata per il trattamento dell’ipotensione nell’adulto sano. La dose può aumentare fino a 30 mg al giorno. Consultare il medico è importante.
  • Norepinefrina o noradrenalina: si tratta di una catecolamina indicata per aumentare la pressione arteriosa nel contesto dell’ipotensione. Si raccomanda di iniziare la terapia con 2-4 mcg di farmaco al minuto. La dose di mantenimento va stabilita dal medico in base alla gravità della condizione.
  • Fenilefrina il farmaco appartiene alla classe farmacologica dei simpaticomimetici (agonisti Alfa-adrenergici): la somministrazione di questi farmaci induce un aumento dei valori della pressione arteriosa, diminuendo i sintomi che accompagnano l’ipotensione.
  • Ormone antidiuretico: dato che l’ipotensione può creare nicturia, la somministrazione dell’ormone antidiuretico può diminuire la necessità di urinare durante il riposo notturno.

 

Che dite, è il caso di modificare un po’ la vostra dieta e prestare attenzione alla pressione? Noi vi consigliamo di sì!

 

 

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