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Quel composto naturale per combattere il Coronavirus

Ultimo aggiornamento – 26 aprile, 2021

Coronavirus e quercetina: i benefici
Indice

Arriva dalla natura la speranza di una nuova arma contro il Covid-19.

Si chiama quercetina ed è un composto presente in molti ortaggi e frutti tipici della dieta mediterranea. Secondo una ricerca condotta dal team internazionale che ha coinvolto l’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza, la quercetina ha la capacità di inibire l’enzima 3CLpro, ovvero la principale proteasi di Sars-Cov-2 nonché bersaglio proteico intorno a cui ruota la ricerca del famoso farmaco in grado di sconfiggere il virus.

Perché lo sappiamo: oltre alla ricerca di un vaccino efficace, lo sviluppo di farmaci antivirali specifici per il Covid-19 è un altro grosso filone di studi che il mondo della scienza ha avviato per vincere il nemico pandemico. E sembriamo essere a buon punto.

Cerchiamo di capirne di più.

Covid-19 e quercetina: il legame

Come abbiamo visto, la scoperta arriva da un team di ricerca internazionale che ha coinvolto l’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr-Nanotec di Cosenza. Il motivo è abbastanza semplice: la quercetina ha infatti mostrato un’azione destabilizzante nei confronti della 3CLpro virale, tra le proteine più altamente conservate nei Coronavirus ed essenziali nel ciclo di replicazione del virus stesso. Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Biological Macromolecules.

Insomma, bloccando l’attività enzimatica di 3CLpro, la quercetina ha mostrato di poter essere «un buon candidato farmacologico» per il trattamento del Covid-19 e possedere un alto potenziale di ottimizzazione e sviluppo. «Le simulazioni al calcolatore – spiega Rizzuti che ha curato la parte computazionale dello studio – hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione. Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il Coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco». 

La quercetina è stata individuata come inibitore della proteasi 3CLpro di Sars-Cov-2 mediante lo screening di una libreria chimica composta da circa 150 composti. «La quercetina riduce l'attività enzimatica di 3CLpro grazie al suo effetto destabilizzante sulla proteina. Ovviamente contiamo si trovi un vaccino ma i farmaci saranno comunque necessari per le persone già infette e per chi non può essere sottoposto a vaccinazione. La ricerca di nuove molecole mira quindi a somministrare una combinazione di differenti composti, per minimizzare la resistenza ai farmaci e lo sviluppo di nuovi ceppi virali».

Proprietà della quercetina

Già lo sapevamo, la quercetina è una vera miniera di proprietà: antiossidanti, antinfiammatorie, antiallergiche e antiproliferative. In più, vanta priorità anche dal punto di vista farmacologico, molto ben tollerata dall’uomo. 

La quercetina è infatti un  flavonoide  presente in molti cibi quali mele, cipolle, cacao, frutti rossi, broccoli ma anche agrumi, olio di oliva, cipolle, vino rosso, tè verde ed erba di San Giovanni (Iperico).  Tuttavia, la quercetina utilizzata negli integratori alimentari è estratta dai boccioli di Shopora japonica nota anche come Robinia del Giappone, Acacia del Giappone, Albero Pagoda, pianta, di origine asiatica (Cina e Corea). 

La quercetina è inoltre il flavonoide più sfruttato per i disturbi metabolici e infiammatori poiché, essendo un potente antiossidante, contrasta la formazione di radicali liberi e sostanze pro-infiammatorie. La quercetina possiede inoltre proprietà vasoattive, antinfiammatorie, anti-estrogeniche ed inoltre anti-aterosclerotica (attraverso l’inibizione dell’ossidazione delle LDL e il conseguente danno endoteliale arterioso), antivirale, immunomodulatoria, antiallergica e gastroprotettiva. Gli integratori di quercetina vanno poi assunti a stomaco pieno; secondo il Ministero della Salute , l’assunzione giornaliera massima consentita è di 200 mg al giorno.

Non solo. È anche di facile reperibilità: è presente in svariati vegetali, come capperi, radicchio, cipolla rossa, pomodori, broccoli, uva e frutti di bosco. Come hanno sottolineati i curatori dello studio, «può essere inoltre facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica. Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche».

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