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Shock anafilattico: cosa fare per superarlo al meglio

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 01 Aprile, 2015

Shock anafilattico: cosa fare per superarlo al meglio

L’allergia è una condizione patologica del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive indotte da una classe di anticorpi, le immunoglobuline E (IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue, come ad esempio alcuni alimenti. Le immunoglobuline E, presenti nelle mucose, si legano all’elemento allergizzante, o allergene, e scatenano la reazione negli organi interessati.

Le reazioni allergiche sono, di norma, patologie lievi e transitorie, tuttavia non devono mai essere sottovalutate perché possono evolvere in forme più gravi.
Tutti gli alimenti possano causare reazioni allergiche, ma le proteine del latte, dell’uovo, del grano e del pesce sono quelle più frequentemente responsabili delle allergie alimentari che si presentano nei primi anni di vita [1].

Si parla di anafilassi quando ci si trova di fronte a una reazione allergica, immediata, sistemica, IgE-mediata, che interessa almeno due organi o apparati in rapida sequenza, potenzialmente letale se si presenta nella forma più grave, conosciuta come shock anafilattico. Quelle più pericolose interessano l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio.

Allergie e reazioni anafilattiche più diffuse, oltre a quelle alimentari, si hanno nei confronti della puntura di alcuni insetti, come le api, dei peli di animali domestici, come i gatti, o come reazione ai diversi tipi di polline presenti nell’aria, soprattutto nella stagione della fioritura.

I sintomi di una reazione allergica

È importante riconoscere subito i sintomi di una reazione allergica, in modo da permettere un intervento immediato. La sintomatologia d’esordio è costituita, il più delle volte, da una improvvisa ma lieve orticaria, che può evolvere in breve tempo, diffondendosi, ed essere accompagnata da:

  • angioedema e prurito
  • nausea, vomito, dolori addominali, diarrea
  • rinite, nasochiuso e sintomatologia del raffreddore
  • dispnea, broncospasmo, edema della glottide, senso di soffocamento
  • mal di testa e vertigini
  • poliuria (necessità di urinare spesso)
  • pallore, cardiopalmo, ipotensione,lipotimie, shock ipovolemico (l’ipovolemia è la diminuzione del volume di sangue circolante) [2]

Fattori di rischio

Il primo è la propria storia personale. Chi ha sperimentato in passato forme anche lievi di allergia, è potenzialmente a rischio di svilupparne di nuove e più pericolose.

Anche la storia familiare, per gli stessi motivi, è un fattore di rischio. La presenza in famiglia di membri positivi alle allergie, rende i familiari soggetti, potenzialmente, a rischio. Chi soffre di asma è maggiormente in pericolo e, se in questi soggetti si sono già presentate crisi allergiche, la possibilità di sviluppare crisi anafilattiche è considerata molto alta [3].

Il trattamento di primo soccorso in caso di anafilassi

Se una persona è visibilmente in preda a una crisi allergica o anafilattica, è necessario intervenire subito, senza aspettare un’eventuale evoluzione dei sintomi.
Per prima cosa, è utile domandare al soggetto se, nel passato, è già stato vittima di eventi simili e, in caso di risposta positiva, se è in possesso di una dose autoiniettabile di epinefrina [4].

In caso di risposta negativa, è da evitare che il paziente beva acqua o qualunque altro liquido. Possibilmente stendere e coprire il paziente con una coperta, di lato, se il paziente dovesse presentare emorragie dalla bocca o dal naso. In caso di crisi respiratoria o cardiaca, praticare, se si è pratici, il massaggio cardiaco e la respirazione forzata in attesa dell’arrivo dei soccorsi medici [5].

Trattamento dell’anafilassi

Il trattamento farmacologico con antistaminici non è risolutivo e può contribuire unicamente ad alleviare la sintomatologia superficiale.
L’unico trattamento efficace è quello con epinefrina, più conosciuta come adrenalina, l’ormone naturalmente prodotto dalle ghiandole surrenali, che va iniettata in una coscia, ma può essere anche essere autoiniettata utilizzando una speciale siringa monodose di cui dovrebbero essere sempre dotati tutti i soggetti a rischio o che sono già stati colpiti, in passato, da crisi anafilattiche [6].

Fonti

[1] Allergies and Anaphylaxis http://www.webmd.com/allergies/guide/anaphylaxis

[2] Signs and Symptoms http://www.anaphylaxis.org.uk/what-is-anaphylaxis/signs-and-symptoms

[3] Severe Allergic Reaction Treatment  http://www.webmd.com/first-aid/severe-allergic-reaction-anaphylactic-shock

[4] Anaphylaxis  http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/anaphylaxis/basics/definition/con-20014324

[5] Anaphylaxis: First aid http://www.mayoclinic.org/first-aid/first-aid-anaphylaxis/basics/art-20056608

[6] Emergency treatment of anaphylactic reactions https://www.resus.org.uk/pages/reaction.pdf

 

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