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Al bando i test allergologici non attendibili

Ultimo aggiornamento – 12 ottobre, 2015

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La Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) ha redatto le prime linee guida per permettere la corretta interpretazione dei test diagnostici relativi alle allergie. In particolare, gli esperti della Siaaic hanno evidenziato come moltissimi esami condotti allo scopo di diagnosticare allergie ai cibi siano in realtà non solo inutili ma anche molto costosi: in Italia, ogni anno vengono spesi circa 300 milioni di euro in test allergici.

Ma siamo davvero tutti (o quasi) allergici a qualche alimento?

Il numero dei soggetti allergici o intolleranti a lattosio, al glutine o al nickel sembra aumentare esponenzialmente col passare del tempo e per la diagnosi di questi disturbi si eseguono ogni anno circa 4 milioni di esami, spesso non necessari.

Le linee guida redatte dalla Siaac mettono al bando alcuni tipi di test allergici poiché ritenuti non attendibili dal punto di vista diagnostico: i risultati del test del capello, quello della forza muscolare e altri test vengono infatti considerati poco fondati scientificamente.

Ma quanti sono gli italiani davvero allergici ai cibi?

Circa due milioni: 600mila adulti e 1,3 di bambini. Inoltre, gli intolleranti “reali” al lattosio, al nichel o ad altre sostanze sono circa 10 milioni. Ci sono però circa 8 milioni di nostri connazionali che non sono intolleranti a nulla, ma che comunque correlano un malessere qualsiasi al cibo.

Purtroppo le intolleranze alimentari, confuse per di più dalla maggioranza con le allergie vere e proprie, sono ormai una moda con cui si spiegano i sintomi più disparati: chi non riesce a dimagrire spesso si convince che sia per colpa di un’intolleranza, mentre nessuna di quelle reali può far ingrassare“, afferma G. Walter Canonica, presidente Siaaic. “Orticaria acuta, sintomi gastrointestinali e anafilassi sono i segni distintivi delle allergie, ma oggi basta avere una stanchezza inspiegabile, qualche difficoltà digestiva, mal di testa, dolori alle articolazioni o altri disturbi aspecifici e non facilmente inquadrabili per autodiagnosticarsi un’intolleranza alimentare, prendendo di mira un cibo quasi a caso“.

Ma quanto spendiamo in esami inutili?

Annualmente, vengono effettuati circa 4 milioni di test allergici o per la diagnosi di intolleranze spesso inutili o privi di fondamento scientifico: tutto ciò costa alla collettività 300 milioni di euro ogni anno. Secondo Canonica, “il risultato è che si spendono centinaia di euro per sottoporsi a esami senza alcuna corretta validazione scientifica che hanno un costo variabile dai 90 ai 400/500 euro, proposti ampiamente attraverso i più diversi canali di vendita“.

Quali sono i test affidabili?

Gli allergologi di Siaaic hanno messo al bando esami come il Vega test, il test della forza e del capello e la bio-risonanza in quanto questi esami “alternativi” non hanno quasi nessuna affidabilità.

Le metodiche diagnostiche attuali sono molto raffinate e ci consentono, nel caso delle allergie alimentari, di individuare con precisione a quale porzione, proteina, dell’alimento si è realmente ipersensibili“, chiarisce Mario Di Gioacchino, vicepresidente Siaaic e coordinatore delle linee guida. “Questi strumenti sono essenziali, perché permettono di dare indicazioni ai pazienti più accurate rispetto al passato, migliorando nettamente la loro qualità di vita: in alcuni casi ad esempio è possibile consumare un frutto a cui si è allergici togliendone la buccia, oppure un alimento si può mangiare una volta cotto. Dipende dalle proteine specifiche che sono coinvolte nell’allergia, conoscerle oggi è possibile e significa anche sapere se il paziente è a maggiore o minor rischio di reazioni severe fino allo shock anafilattico“.

Cosa contiene il vademecum?

Il vademecum spiega chiaramente cosa attenderci da un medico qualificato e cosa fare se ci si scopre allergici o intolleranti. La cosa principale da ricordare è che bisogna attenersi alle indicazioni dietetiche fornite dagli specialisti, senza cedere al fai da te. Inoltre, i medici del Siaaic hanno messo a punto un vademecum per i ristoratori affinché questi siano in grado di rispondere in modo adeguato ai dubbi e alle richieste di un cliente allergico.

Il vademecum ha quindi lo scopo di semplificare la vita dei soggetti allergici, iniziando da una corretta e tempestiva diagnosi e sgombrando il campo dai troppi equivoci che ci sono in questo settore.

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