Rinotracheite Virale Felina: cos'è, sintomi e cure

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 17 Luglio, 2023

Ecco un focus sulla Rinotracheite virale felina

La Rinotracheite Virale Felina è una malattia delle vie respiratorie superiori che si diffonde per contatto diretto tra gatti di tutte le età.

Generalmente la causa è da ricercare in due virus, l'Herpesvirus felino (FHV) e il Calicivirus (FCV) felino. La malattia può manifestarsi in due forme cliniche, oculare o respiratoria (o sistemica in qualche caso di Fcv), a seconda di come si replica il virus. Ma in ogni caso non può essere trasmessa alle persone.

Vediamo, dunque, come capire se il gatto soffre di Rinotracheite, quali sono i sintomi da osservare e come curarla, se esiste un vaccino.

Cos'è la Rinotracheite nei gatti?

La Rinotracheite Virale Felina è una malattia molto contagiosa che colpisce il tratto respiratorio superiore, come il naso e la trachea. Nei casi più gravi può causare anche polmonite e lesioni oculari permanenti.

Principalmente attacca i cuccioli con un sistema immunitario ancora in via di sviluppo, i gatti giovani e quelli più anziani, i gatti affetti da altre patologie croniche.

Le cause della Rinotracheite

Le cause più comuni della Rinotracheite felina sono due:

  • herpesvirus felino di tipo 1 (FeHV-1) 
  • virus FCV (calicivirosi felina)

L' herpes virus felino colpisce perlopiù i cuccioli non vaccinati, ma i più esposti sono i gatti randagi tra i quali aumenta il rischio del contagio. Se il virus si replica nella mucosa nasale e nelle tonsille, si manifesta come Rinotracheite felina. 

In presenza di questo virus, infatti, possono essere colpite le mucose nasali, tracheali e congiuntivali. 

Ma oltre ai sintomi clinici acuti, l'herpesvirus felino può insediarsi nel gatto, che ne diventa portatore cronico, e riattivarsi qualora vi fossero cause scatenanti come stress, malattie, trattamenti corticosteroidi o altri immunosoppressori, interventi chirurgici. 

Non è raro che molti gatti che guariscono dalla malattia ne diventino poi portatori, rilasciando il virus nelle circostanze appena descritte e diventando nuovamente una potenziale fonte di infezione.

Come avviene il contagio dei virus tra gatti

I virus girano soprattutto tra i gatti randagi che vivono in scarse condizioni igieniche, aggirandosi nelle colonie frequentate dai gruppi di felini senza tetto.

La Rinotracheite felina si trasmette attraverso il contatto diretto, areosol,, saliva e secrezioni nasali (muco) o oculari (lacrime) dei gatti infetti. Ma la trasmissione può avvenire anche entrando in contatto con oggetti contaminati, per esempio con le ciotole del cibo e dell'acqua, oppure con un tessuto sul quale il gatto infetto si è potuto sfregare.

Ecco quali sono i modi più comuni del contagio:

  • contatto diretto con un gatto infetto
  • condivisione di ciotole per il cibo, ciotole per l'acqua, lettiere, accessori per la toelettatura
  • inalazione di goccioline derivate dallo starnuto di un gatto infetto. 

In ogni caso, se si pensa che il proprio gatto possa aver contratto la Rinotracheite felina, è bene contattare subito un veterinario che possa fare una diagnosi precisa e prescrivere la terapia.

I sintomi della Rinotracheite Felina

I sintomi della Rinotracheite iniziano a manifestarsi tra i due e i cinque giorni successivi all'infezione e possono durare anche per un mese se non trattati.

Gatto dal veterinario

Tra i sintomi più comuni, da osservare

  • debolezza e letargia, ovvero uno stato di inattività, sonnolenza e stordimento
  • starnuti e secrezione oculo-nasale (lacrime e muco)
  • rinite e congiuntivite bilaterale (infiammazione della membrana che riveste la palpebra)
  • febbre e difficoltà respiratorie
  • arrossamento intorno oculare 
  • perdita di appetito
  • linfonodi ingrossati

Quanto dura la Rinotracheite nel gatto?

La Rinotracheite felina ha una durata che può variare in base alla gravità della malattia. Può risolversi in pochi giorni, ma può anche persistere per qualche settimana o mese, come può anche diventare cronica, come abbiamo visto poco sopra. 

I rischi

Generalmente il gatto colpito da Rinotracheite guarisce completamente, anche se alcuni possono soffrire di alcune complicazioni.

I rischi principali sono perlopiù legati ai problemi respiratori, problemi/lesioni oculari a lungo termine e alle infezioni batteriche secondarie che, nei casi più gravi, possono causare rinite cronica o polmonite. Infatti, la malattia può causare un'alterazione dei meccanismi di difesa polmonare, predisponendo i gatti a polmoniti batteriche secondarie o a una co-infezione con il calicivirus felino.

Le infezioni secondarie dovute a batteri come Pasteurella multocida, Bordetella bronchiseptica, Streptococcus spp. , possono causare la congiuntivite e la rinite suppurativa cronica, danni permanenti all'epitelio olfattivo e polmonite batterica secondaria.

La rinite suppurativa cronica è una condizione caratterizzata da infiammazione e infezione cronica delle mucose della cavità nasale e nei seni paranasali. La condizione è definita "suppurativa" perché spesso si verifica la presenza di pus o di altri liquidi purulenti che fuoriescono dal naso o dai seni paranasali.

Diagnosi e trattamento della Rinotracheite Virale Felina

Se si osservano i sintomi descritti, è necessario richiedere subito una diagnosi precisa che può fare un veterinario per confermare l'infezione in corso. Anche perché i sintomi possono confondersi con quelli di altre infezioni respiratorie. 

Inoltre, è bene informare il veterinario anche dell'eventuale interazione del gatto con un altro gatto infetto, anche se non si osservano particolari segni clinici legati alla Rinotracheite.

Comunque, per rilevare la presenza del virus si può ricorrere a un tampone con il quale raccogliere campioni di secrezioni nasali, orali o congiuntivali. I campioni vengono sottoposti all'analisi PCR (Polymerase Chain Reaction), per capire se l'infezione sia effettivamente causata dall'herpesvirus felino o da un altro microrganismo.

Un test PCR per la ricerca del DNA di FHV-1 in campioni prelevati dall'occhio, dal naso o dalla gola di un gatto infetto, darà una diagnosi definitiva. 

L'analisi PCR è una tecnica di laboratorio molto sensibile e specifica che consente di rilevare anche piccole quantità di materiale genetico virale presenti nel campione biologico, come il sangue, l'urina o le secrezioni respiratorie.

Altri esami diagnostici possono includere un emocromo completo per verificare la presenza di infezioni secondarie o di una malattia associata, un esame biochimico del siero per valutare il corretto funzionamento degli organi. 

Rinotracheite nel gatto: come si cura

La Rinotracheite felina viene curata con terapie che consiglierà il veterinario e che possono basarsi su cure farmacologiche, trattamenti mirati ad alleviare i sintomi, ma anche che possono anche prevedere eventuali antibiotici per prevenire o trattare le infezioni batteriche secondarie. 

Per esempio, si possono prescrivere trattamenti per tenere libere le vie respiratorie con l'ausilio di gocce saline o decongestionanti; nel caso della congiuntivite purulenta, la condizione potrebbe essere trattata con l'ausilio di colliri antibiotici.

In sintesi, oltre a quelli già descritti, questi sono alcuni rimedi che possono essere consigliati per il trattamento della Rinotracheite felina:

  • farmaci topici per gli occhi
  • farmaci antivirali
  • probiotici
  • integratori di L-lisina per il supporto del sistema immunitario
  • alimentazione mirata e consigliata dal veterinario (con cibo da preparare anche in casa).

Vaccinazione per prevenire la Rinotracheite felina

La Rinotracheite Virale Felina può essere prevenuta con la vaccinazione. I vaccini sono fondamentali soprattutto per proteggere i gatti appena nati dal rischio di contrarre le più comuni malattie infettive. Il gatto può essere vaccinato contro la malattia già a partire dalle 8-9 settimane di età. È sufficiente rivolgersi al veterinario che provvederà a somministrare il vaccino.

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr. Luca Buosi
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