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Quali potrebbero essere le cause psicologiche di un'erezione incompleta?

Sono un uomo di 31 anni, negli ultimi 2 rapporti che ho avuto con una ragazza con cui uscivo poche settimane fa, non sono riuscito ad avere un'erezione completa, ma solo parziale. Erano 2 anni e mezzo che non facevo sesso, ma prima non avevo mai avuto questo tipo di problema. Il problema si manifesta solo durante il rapporto sessuale, perché durante la masturbazione ho un'erezione completa e duratura e poi, a volte, la mattina mi risveglio con il pene in erezione. Leggendo in rete penso di aver capito che il mio è un problema di tipo psicologico. Volevo sapere se è veramente così e quali possono essere i rimedi. Durante questi ultimi 2 rapporti, la mia "preoccupazione principale" è stata far provare piacere a lei e non mi sono lasciato trasportare completamente, ho pensato poco a me stesso e alle mie sensazioni. Sulla base di questi spunti, le chiedo una sua opinione in merito, cosa posso fare e su cosa posso lavorare per tornare ad avere un'erezione completa.

Buongiorno,
le cause di problemi legati ad un'erezione completa possono essere varie.

Prima di prescrivere farmaci, si dovrebbe fare una diagnosi, perlomeno di massima, con i semplici test oggi disponibili (Rigiscan, ecocolordoppler penieno, dosaggi ormonali).

Dovrei consigliare una visita urologica per escludere interessamenti fisici, ma l'esordio così improvviso di disfunzione erettile nel corso di un rapporto sessuale farebbe deporre per una causa legata all'ansia.

Una volta esclusa la presenza di patologie di carattere organico, si prende in considerazione la natura psicologica del problema che può avere una miriade di sfaccettature; in alcuni casi, per esempio, si ha a che fare con conflitti interni legati a tabù personali provenienti dalla propria famiglia d'origine, in altri casi, invece, può dipendere da un'ansia da prestazione.

Sembra che tu abbia riflettuto sulla possibile causa dando a te stesso una risposta che può essere plausibile lí dove consideriamo l'atto sessuale come un momento di estrema intimità e reciprocità che vede coinvolte sensazioni ed emozioni personali che si intrecciano con quelle del nostro partner.

Ti invito a riflettere, dunque, anche sul grado di coinvolgimento che hai con la tua partner e su quanto ci sia di reciproco negli incontri con l'altra.

L'ansia è in grado di modificare le reazioni fisiologiche, soprattutto quando trattasi di ansia paralizzante.

Consiglio una consulenza presso uno psicologo psicoterapeuta perfezionato in sessuologia clinica (l'albo è in fissonline.it).

Saluti

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Risposta a cura di:
Sara Scaldaferri
Dr.ssa Sara Scaldaferri
Roma
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