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È utile assumere la vitamina D in presenza di morbo di Alzheimer?

Salve dottore, da 2 anni mio padre soffre di Alzheimer, ma non può fare l'esatta cura che gli aveva prescritto il dottore perché betabloccante e causa di svenimenti, dunque assume alla sera la compressa di Memantina, purtroppo senza i risultati sperati. Ho letto dei benefici della vitamina d a dosi elevate sui pazienti affetti da Alzheimer; mi chiedevo se posso quindi farla assumere a mio padre magari con cadenza settimanale.

Negli ultimi 25 anni, la vitamina D si è rivelata essere un importante fattore nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso e utile nella terapia di diverse malattie neurologiche.

Più recentemente, dati sperimentali e pre-clinici hanno suggerito una relazione tra livelli di vitamina D e funzioni cognitive. Vari studi sostengono che vi sia una correlazione tra bassi livelli di vitamina D nel sangue e la comparsa di deficit cognitivi o demenza nella popolazione anziana.

Inoltre, ricerche eseguite sugli animali mostrano che la somministrazione di vitamina D può proteggere contro i processi biologici associati alla malattia di Alzheimer e che può migliorare le capacità di apprendimento e di memoria. Secondo questi studi, i meccanismi attraverso cui la vitamina D può contrastare i processi neurodegenerativi sono molteplici. 

Tuttavia, i risultati degli studi clinici si sono dimostrati deludenti e non hanno consentito di evidenziare un’associazione da aumentati livelli di vitamina D e un miglioramento delle funzioni cognitive. 

In conclusione, ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire se un deficit di vitamina D sia effettivamente un fattore di rischio per la malattia di Alzheimer e per la demenza in genere, e se un trattamento con vitamina D sia utile a prevenire o a trattare tali patologie.
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Risposta a cura di:
Dr.ssa Antonella Cappa
Dr.ssa Antonella Cappa
Roma - Lungotevere Pietra Papa, 99
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