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Tibia

Tibia
Curatore scientifico
Dr.ssa Gloria Negri
Specialità del contenuto
Ortopedia e traumatologia

Cosa è la tibia?

Appartenente alla categoria delle ossa lunghe, la tibia è il secondo osso più lungo dello scheletro umano, dopo il femore.

La tibia è situata tra il femore e l’astragalo del piede e concorre alla formazione di due articolazioni essenziali per il movimento dell'intero arto inferiore: l'articolazione del ginocchio e l'articolazione della caviglia.

Anatomia della tibia

Gli esperti di anatomia suddividono la tibia in tre regioni ossee principali: l'estremità prossimale, detta anche epifisi prossimale, il corpo, o diafisi, e l'estremità distale, nota anche come epifisi distale.

Estremità prossimale della tibia

L'estremità prossimale della tibia è la porzione tibiale situata più vicina al femore. E’ coinvolta nella formazione dell’articolazione del ginocchio e possiede una porzione visibilmente allargata con due evidenti prominenze: il condilo mediale e il condilo laterale.

Il primo è posto sul lato interno della gamba, mentre il secondo è sul lato esterno.
Le superfici superiori dei due condili danno origine a un'area identificata come piatto tibiale, a causa della sua somiglianza con i piatti usati in cucina.

Nel piatto tibiale, esattamente al centro, prendono posto due piccoli processi ossei, di forma piramidale, che fungono da punto di aggancio per i capi terminali dei due legamenti crociati, quello anteriore e quello posteriore, del ginocchio e per i due menischi del ginocchio. Questi due processi ossei di forma piramidale sono noti come tubercoli intercondiloidei e, insieme, formano la cosiddetta eminenza intercondiloidea.

L'eminenza intercondiloidea s'inserisce perfettamente in una concavità, presente sul femore e che prende il nome di fossa intercondiloidea. Dalla fossa intercondiloidea originano i capi iniziali dei due legamenti crociati, anteriore e posteriore, del ginocchio.

Cambiando quindi posizione, sulla superficie anteriore dell'estremità prossimale, poco più sotto dell'apice dei due condili, ha sede un rilievo, percepibile al tatto, identificato col nome di tuberosità tibiale. La tuberosità tibiale rappresenta il punto d'inserzione per il capo terminale del tendine rotuleo, altrimenti detto legamento rotuleo. Il tendine rotuleo è una formazione di tessuto fibroso, che continua i tendini del muscolo quadricipite e collega la rotula del ginocchio alla tibia.

Più o meno allo stesso livello della tuberosità tibiale, ma in posizione mediale, si sviluppa un'altra prominenza, dal nome di zampa d'oca. La zampa d'oca accoglie i capi terminali di tre muscoli: sartorio, gracile e semitendinoso.

  • Condilo mediale. La sua superficie posteriore presenta una scanalatura orizzontale, che ospita il capo terminale del muscolo semimembranoso della coscia.
  • Condilo laterale. In posizione postero-laterale, possiede un'area circolare, chiamata faccetta, che serve ad agganciare la testa del perone e a formare un'articolazione con questa. La testa del perone rappresenta l'apice prossimale del secondo osso che costituisce lo scheletro della gamba.
Il corpo della tibia

Il cosiddetto corpo la sezione centrale della tibia, compresa tra l'estremità prossimale (superiormente) e l'estremità distale (inferiormente).

In sezione trasversale, il corpo della tibia ha forma triangolare e presenta tre superfici: una mediale, una laterale e una posteriore. La superficie laterale (o interossea) e la superficie posteriore sono particolarmente rilevanti dal punto di vista anatomico, in quanto sulla superficie laterale, prende posto la cosiddetta membrana interossea, che lega insieme tibia e perone.

La superficie posteriore presenta una cresta ossea, con andamento infero-mediale (cioè decorre verso il basso e verso l'interno della gamba), da cui origina il muscolo soleo del polpaccio. Gli anatomisti chiamano tale cresta ossea con il nome di linea del soleo.

Rispetto all'estremità prossimale, il corpo ha una larghezza decisamente inferiore.

Estremità distale della tibia

L'estremità distale della tibia è la porzione tibiale localizzata più vicino al piede.
Come l'estremità opposta, è una zona visibilmente allargata e con caratteristiche tali che le consentono di articolarsi con le ossa tarsali del piede e formare la caviglia.

Le componenti anatomiche più importanti dell'estremità distale della tibia sono:

  • Il margine inferiore, che, assieme al margine inferiore del perone, compone la regione nota come mortaio. Il mortaio è, di fatto, una cavità ossea, entro cui s'inserisce il talo (o astragalo) del piede. Il talo è una delle 7 ossa che costituiscono il tarso del piede.
  • Il malleolo mediale (o malleolo tibiale). È un processo osseo che si sviluppa in direzione infero-mediale, quindi sulla parte interna della gamba, verso il basso. La sua funzione principale è garantire stabilità all'articolazione della caviglia. A sostenere l'azione del malleolo mediale, è un altro processo osseo molto simile, localizzato sul perone, che prende il nome di malleolo laterale (o malleolo peroneale). Una scanalatura in sede posteriore, attraverso cui scorrono i tendini del muscolo tibiale posteriore.
  • L'incisura fibulare. È un piccolo incavo a doccia, che ospita e aggancia l'estremità distale del perone. Risiede in posizione laterale.

Articolazioni della tibia

Le articolazioni della tibia sono in tutto quattro:

  1. l'articolazione del ginocchio;
  2. l'articolazione della caviglia, detta anche articolazione talocrurale o articolazione tibio-tarsica;
  3. l'articolazione tibio-fibulare superiore o tibio-fibulare prossimale. È l'articolazione che unisce il condilo laterale della tibia alla testa del perone. A garantire stabilità a questo elemento articolare, sono i legamenti anteriore e posteriore della testa del perone chiamati anche legamenti tibio-fibulari superiori;
  4. l'articolazione tibio-fibulare inferiore o tibio-fibulare distale. È l'articolazione che mette in comunicazione l'incisura fibulare della tibia con l'estremità distale del perone. A rinforzare il rapporto tra questi due compartimenti, sono il legamento tibio-fibulare inferiore anteriore e il legamento tibio-fibulare inferiore posteriore.

Qual è la funzione della tibia?

Le funzioni principali della tibia sono due:

  • sostenere il peso della parte superiore del corpo, senza caricare eccessivamente il piede. Per questa ragione, le estremità allargate della tibia giocano un ruolo fondamentale, agendo come dei cuscinetti per evitarne la rottura;
  • permettere la locomozione: la tibia è sede di muscoli essenziali per camminare, correre e saltare e concorre alla formazione della caviglia.

Patologie della tibia

Come tutte le altre ossa del corpo umano, anche la tibia può subire fratture.
Le fratture della tibia sono particolarmente comuni tra la popolazione di mezza età e di età avanzata e tra i soggetti che praticano sport di contatto, quali il calcio, il rugby, il football americano.

Esistono vari tipi di frattura della tibia, tra cui:

  • La frattura dell'estremità prossimale è detta anche "frattura del piatto tibiale". È un tipo di frattura abbastanza comune, poiché la regione del piatto tibiale è molto fragile. In genere, si verifica in seguito ad eventi traumatici, come gli incidenti stradali, e si associa a infortuni del ginocchio infatti, i legamenti crociati anteriore e posteriore si inseriscono sul piatto tibiale.
  • La frattura del malleolo tibiale o malleolo mediale è solitamente conseguente ad un marcato movimento di eversione del piede. Questo infortunio si associa, molto spesso, alla frattura del malleolo peroneale o malleolo laterale. La doppia rottura dei malleoli prende il nome di frattura bimalleolare o frattura di Pott.
  • La frattura di tibia e perone è una condizione dai lunghi tempi di guarigione, che richiede un periodo di immobilizzazione e, talvolta, anche un intervento chirurgico specifico.
  • La duplice frattura di tibia e perone riguarda soprattutto i soggetti che praticano sport di contatto e le persone coinvolte in gravi incidenti stradali.
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