pH

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Tania Catalano, Biologo
Indice contenuto:
  1. Cos'è il pH?
  2. Come si rintraccia il pH nelle urine?
  3. Come si misura il pH del sangue?

Cos'è il pH?

Il pH è una scala di misura dell’acidità o alcalinità di una soluzione, espressa come la concentrazione degli ioni idrogeno in una data soluzione. Le soluzioni acquose a 25°C con un pH minore di sette sono acide, mentre quelle con un pH maggiore di sette sono basiche o alcaline. Un pH di 7.0 a 25°C viene definito come neutro, perché la concentrazione di H3O+ è pari alla concentrazione di OH− nell’acqua pura.

L’equazione per calcolare il pH è stata scoperta nel 1909 dal biochimico danese Søren Peter Lauritz Sørensen.

La scala pH è una scala logaritmica che va da uno a quattordici. Ogni valore inferiore a sette è dieci volte più acido del valore successivo, e ogni pH superiore a sette è dieci volte meno acido del valore precedente. Ad esempio, un pH tre è dieci volte più acido di un pH quattro, e 100 volte più acido di un pH cinque.

Non tutti i liquidi hanno un valore pH, in quanto è solo presente in soluzioni a base di acqua. Molte sostanze chimiche non hanno un valore pH.

Il pH viene utilizzato nella vita di tutti i giorni: per cucinare, fare bevande, nei detergenti, e nei conservanti dei cibi; è importante per il mantenimento delle piscine e la purificazione dell’acqua, nell’agricoltura, nella medicina, nella chimica, e altre branche della scienza.

Come si rintraccia il pH nelle urine?

Il test del pH delle urine è un esame che analizza l’acidità o l’alcalinità di un campione di urina. Farmaci, dieta, e molte malattie possono influenzare l’acidità o l’alcalinità delle urine. Ad esempio, risultati con un pH troppo alto o troppo basso possono indicare la possibilità della formazione di calcoli ai reni.

In breve, il pH delle urine è un indicatore della salute in generale del proprio corpo.

Per ottenere risultati migliori, per l’esame delle urine bisogna ottenere un campione di urine pulito. Questo metodo implica la pulizia dei genitali prima della raccolta del campione; tale metodo aiuta ad eliminare certi organismi e patogeni che possono compromettere il campione d’urina.

Il campione di urina viene mandato in laboratorio per essere analizzato.

Prima del test, il proprio medico potrebbe chiedere di interrompere l’assunzione di certi farmaci che influenzano il pH nelle urine, tra cui:

  • acetazolamide, utilizzato per curare glaucoma, epilessia e altri disordini;
  • cloruro di ammonio, usato in alcuni farmaci contro la tosse;
  • metilammina, utilizzato per curare le infezioni del tratto urinario;
  • citrato di potassio, usato per curare i calcoli al rene;
  • sodio bicarbonato, usato contro l’indigestione e il bruciore allo stomaco;
  • diuretici tiazidici, usati per curare la pressione alta e ridurre il rischio di ictus e attacco di cuore.

Il cibo influenza il pH nelle urine, ad esempio se si segue una dieta alcalina o assumono cibi alcalini o cibi acidi, per questo è importante non apportare cambiamenti alla propria dieta prima del test, a meno che non specificato dal medico, cosicché il risultato del test sia il più accurato possibile.

Valori normali dell’esame delle urine devono riportare:

  • colore delle urine giallo-paglierino;
  • aspetto limpido. Se il loro aspetto è opaco potrebbe essere presente emoglobina nelle urine;
  • pH di valore 6;
  • peso specifico delle urine deve essere 1005-1035;
  • proteine e eritrociti urine devono essere assenti;
  • glucosio, pigmenti biliari, corpi chetonici, nitriti nelle urine devono essere assenti;
  • urobilina assente o tracce;
  • leucociti e globuli rossi assenti o rari;
  • sedimento assenti cilindri e cellule epiteliali.

Come si misura il pH del sangue?

L’esame del livello di pH nel sangue viene effettuato per identificare se un individuo ha uno squilibrio acido-base e per capire quanto esso sia grave, e per diagnosticare altre condizioni o malattie, come la chetoacidosi o l’ingestione di una tossina. Che possono aver causato questo squilibrio. Questo esame viene anche fatto per monitorare pazienti con malattie gravi che influenzano l’equilibrio acido-base, come la malattia polmonare cronica e malattia dei reni.

Variazioni minime del pH possono compromettere gravemente l’organismo comportandone, addirittura, la morte. L’omeostasi del sangue serve per mantenere il pH ematico tra valori che vanno da 7,35 a 7,45.

Per questo motivo i meccanismi di controllo e di regolazione del pH ematico sono molto accurati e, oltre ai sistemi tampone del sangue, vi partecipano anche polmoni e reni.