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Scintigrafia tiroidea

Endocrinologia
Scintigrafia tiroidea

Come funziona la scintigrafia con il tecnezio?

In caso di scintigrafia con tecnezio (o con iodio 123) il tracciante è somministrato per via endovenosa e occorre attendere circa 20 minuti prima di procedere all’esame; la procedura di acquisizione delle immagini durerà poi circa 15-20 minuti.

Se si somministra invece iodio 131, si procede per via orale e serve più tempo affinché il tracciante venga assimilato dalla tiroide: occorre infatti attendere tra le 6 e le 24 ore dall’assunzione del farmaco e tornare nel laboratorio di medicina nucleare trascorso questo lasso di tempo, per procedere alla rilevazione delle immagini.

A seguito dell’esame, che il paziente può eseguire in piena autonomia e senza essere necessariamente accompagnato, non è previsto alcun periodo di osservazione e il paziente può tornare a casa o alle sue attività.

Sebbene non vi siano controindicazioni alla ripresa delle normali attività quotidiane, si raccomanda comunque di bere molto per aiutare l’eliminazione del tracciante radioattivo tramite urine, e si consiglia di evitare ogni contatto con donne incinte e con bambini piccoli per un periodo tra le 24 ore (se è stato somministrato tecnezio o iodio 123) e le 48 ore (per lo iodio 131) successive all’esame. 

A cosa serve una scintigrafia tiroidea?

L’esame della scintigrafia tiroidea è di solito prescritto dopo un’ecografia che abbia riscontrato dei noduli a livello della tiroide; il tracciante è utile per riconoscere i vari tipi di noduli alla tiroide.

Esistono infatti i noduli “caldi” (o iperfunzionanti) che appaiono come aree intensamente colorate a causa dell’iperattività del tessuto di cui sono formati e che sono generalmente benigni (spesso stanno a segnalare situazioni di tireotossicosi).

I “noduli freddi”, invece, sono costituiti da tessuto sostanzialmente inattivo, e a volte possono indicare un tumore alla tiroide. In genere, dopo il riscontro di un nodulo freddo, viene eseguito l’esame dell’agoaspirato, che serve per diagnosticarne esattamente la natura.

L’esame della scintigrafia tiroidea serve inoltre ad accertare le cause di ipotiroidismo o di ipertiroidismo, a valutare un eventuale stato infiammatorio della tiroide, oppure nei casi di gozzo tiroideo (semplice o multinodulare) o, infine, per verificare la presenza di tessuto tiroideo residuo a seguito di un intervento chirurgico che può avere interessato questa ghiandola.

Che precauzioni prendere per un scintigrafia tiroidea?

Nelle due settimane precedenti l’esame si consiglia al paziente di evitare di usare sostanze (o assumere alimenti) contenenti iodio (es.: sale iodato, dentifrici e integratori alimentari che contengano iodio). In caso di somministrazione del tracciante iodio 131, l’assunzione del farmaco va fatta a digiuno. Almeno una settimana prima dell’esame è necessario sospendere i farmaci che interferiscono con l’attività della tiroide.

Per quello che riguarda invece l’assunzione di ormoni tiroidei, la sospensione degli stessi deve essere fatta circa un mese prima della scintigrafia (fatta eccezione per diverse disposizioni mediche).

L’esame della scintigrafia tiroidea non può essere eseguito dalle donne in gravidanza (in quanto il tracciante radioattivo potrebbe rappresentare un concreto rischio per il feto).

Per le donne in età fertile, pertanto, al fine di evitare di eseguire l’esame con una gravidanza ancora ignota in corso, si consiglia di effettuare l’esame della scintigrafia nei primi giorni del ciclo.

La scintigrafia è anche sconsigliata per le madri in fase di allattamento, poiché le sostanze radioattive del tracciante potrebbero trasferirsi nel latte materno); se necessario l’endocrinologo può suggerire di eseguire comunque l’esame, a patto che la madre sospenda per un certo periodo (da valutare col medico) l’allattamento.

Quali sono gli effetti collaterali della scintigrafia tiroidea?

L’esame della scintigrafia tiroidea non è doloroso e non comporta particolari disturbi o disagi, né rischi immediati. Anche nel lungo termine, essendo molto basse le quantità di radiazioni emesse dal tracciante, non vi sono particolari rischi per il paziente che si sottopone all’esame.

Dr. Diodato Sansone Medico Chirurgo
Dr. Diodato Sansone
radiologo

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