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Tumore della tiroide

Tumore della tiroide
Curatore scientifico
Dr. Giuseppe Gattulli
Specialità del contenuto
Endocrinologia Oncologia

Che cos’è il tumore della tiroide?

Il tumore alla tiroide è un tipo di carcinoma che si sviluppa quando iniziano a crescere alcune cellule anormali all’interno della ghiandola tiroidea.

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del collo e crea gli ormoni che regolano il modo in cui il corpo utilizza la propria energia e che aiutano il corpo umano a funzionare con regolarità. 

Cos'è la ghiandola tiroidea?

La ghiandola tiroidea ha la forma di una farfalla ed è situata alla base della gola. È formata da due lobi posti uno da un lato e l’altro dall’altro lato della trachea. Il principale scopo della ghiandola tiroidea è rilasciare ormoni. La ghiandola tiroidea rilascia tre diversi tipi di ormoni:

  • triodotironina: detta T3
  • tiroxina: detta T4
  • calcitonina

Gli ormoni T3 e T4 aiutano a regolare i ritmi del metabolismo, ossia la velocità con cui per esempio il corpo brucia le calorie. Livelli eccessivi di T3 e T4 nel corpo possono causare un’iperattività che fa perdere peso, viceversa, se T3 e T4 scarseggiano causano lentezza e fiacchezza, rallentando il metabolismo e facendo acquistare peso. La calcitonina aiuta a controllare i livelli di calcio nel sangue. Tuttavia, non è essenziale per una perfetta salute in quanto il corpo usa altri modi per controllare il calcio, un minerale che ha molte funzioni importanti, come la costituzione di ossa forti.

Quanti e quali sono i tipi di tumore della tiroide?

Esistono quattro principali tipi di tumore della tiroide:

  • carcinoma papillare: è il tipo più comune, infatti rappresenta 4 casi su 5; colpisce generalmente le persone al di sotto dei 40 anni di età, soprattutto le donne
  • carcinoma follicolare: rappresenta un caso su 10 e tende a colpire le persone di età avanzata
  • carcinoma midollare: rappresenta un caso su 20 e diversamente dalle altre tipologie può avere familiarità
  • carcinoma anaplastico: è il tipo meno comune e più aggressivo, rappresenta un caso su 100. Le persone più colpite sembrano essere i soggetti tra i 60 e gli 80 anni di età

Dal punto di vista biologico, il carcinoma papillare e il carcinoma follicolare hanno molto in comune, tanto che raggruppati vengono chiamati col nome di carcinomi differenziati tiroidei.

Radiazioni ionizzanti nello sviluppo del tumore della tiroide

La causa del tumore della tiroide è ampiamente sconosciuta. Il maggiore fattore di rischio è l’esposizione alle radiazioni ionizzanti (quelle dei raggi X e della radioterapia), particolarmente se l’esposizione avviene durante l’infanzia. Tuttavia, questa causa è riconducibile a una minoranza di casi.

Le radiazioni ionizzanti sono il tipo più potente di radiazioni, diverse dalle radiazioni non ionizzanti, che sono il tipo più sicuro, rilasciate da apparecchi come i cellulari.

Quali sono i sintomi del tumore della tiroide?

Nei suoi stadi iniziali, il tumore della tiroide non causa sintomi o ne causa di lievi. Il principale sintomo è la comparsa di noduli o rigonfiamenti, che sono di solito dolorosi, nella parte anteriore della gola, appena sopra il pomo di Adamo (che, nonostante il nome, è presente anche nelle donne, in dimensioni ridotte). Altri sintomi del tumore della tiroide tendono a presentarsi solo una volta che la malattia ha raggiunto uno stadio avanzato e possono includere:

  • raucedine non spiegata
  • difficoltà a deglutire
  • difficoltà respiratorie
  • dolore al collo
  • dolore nella gola

Se si sviluppano dei noduli o dei rigonfiamenti nella parte anteriore della gola è consigliabile consultare un medico. Tuttavia, ciò non significa che si è affetti sicuramente da un tumore della tiroide: solo un caso su 20 si rivela poi essere segno della malattia, nella maggior parte dei soggetti si tratta solo di noduli innocui.

Chi è colpito da tumore della tiroide?

Le donne sono dalle due alle tre volte più soggette a sviluppare un tumore della tiroide rispetto agli uomini, probabilmente a causa degli sbalzi ormonali dovuti all’apparato riproduttivo femminile. La maggior parte dei casi di tumore della tiroide è rappresentata da persone dai 30 ai 50 anni di età.

Non è chiaro se questa tendenza rappresenti il segnale di un aumento della diffusione della malattia o se, semplicemente, oggi si riescano a diagnosticare più casi grazie a una migliore diagnosi rispetto al passato.

Quali sono le cause del tumore della tiroide?

Gli esperti non sanno ancora con esattezza cosa provochi il cancro alla tiroide.

Tuttavia, come altri tipi di cancro, i cambiamenti nel DNA cellulare sembrano giocare un ruolo importante nella formazione del cancro tiroideo. Questi cambiamenti del DNA possono includere sia modificazioni ereditate geneticamente che modificazioni fisiologiche dell’invecchiamento.

Ovviamente, le persone esposte ad un alto numero di radiazioni hanno una maggiore probabilità di ammalarsi di cancro alla tiroide. Di certo, una radiografia a raggi X per monitorare la vostra situazione ortodontica, se effettuata saltuariamente, non aumenterà le probabilità di ammalarsi di cancro alla tiroide, ma un trattamento con radiazioni che passi dalla testa, dal collo o dal torace (specie se negli anni dell’infanzia), può esporvi a seri rischi di ammalarvi di cancro alla tiroide.

Quali sono i fattori di rischio del tumore della tiroide?

Esposizione alle radiazioni e tumore della tiroide

L’esposizione alle radiazioni durante l’infanzia è stata individuata come fattore di rischio del tumore della tiroide. Sono stati identificati due tipi di esposizione associati al tumore della tiroide. Il primo tipo di esposizione è quella da fuga radioattiva, come quella che si verifica in un’esplosione nucleare o a causa di un malfunzionamento di un reattore.

Il secondo tipo di esposizione è quella alle radiazioni mediche. Si pensa che molti casi recenti di tumore della tiroide siano causati dalle radiazioni eseguite tra il 1910 e il 1960, quando ancora non si conoscevano i rischi di tale procedura. La maggior parte dei casi ha visto coinvolti bambini che hanno ricevuto trattamenti con radiazioni al collo. Oggi l’uso delle radiazioni è ampiamente regolato per prevenire il rischio di tumore della tiroide e si spera che questo possa diminuire i casi della malattia nei prossimi anni.

Donne e tumore della tiroide

Le donne sono tre volte più soggette allo sviluppo del tumore della tiroide rispetto agli uomini. Si pensa che questo sia dovuto agli ormoni che sono rilasciati durante il ciclo femminile o durante la gravidanza. Tuttavia, malgrado le ampie ricerche in quest’ambito, non c’è nessuna prova a favore di questa teoria. La ragione per cui le donne hanno maggiore possibilità di sviluppare un tumore della tiroide non sono ancora state comprese.

Malattie e tumore della tiroide

Una serie di malattie aumenta il rischio di sviluppo di tumore della tiroide e sono:

  • tiroidite di Hashimoto: una malattia comune in cui il sistema immunitario attacca la ghiandola tiroidea
  • sindrome di Cowden: una rara malattia genetica che causa delle escrescenze anomale sulla pelle e all’interno della bocca e del naso
  • adenoma tiroideo: un’escrescenza non cancerogena nella ghiandola tiroidea
  • poliposi adenomatosa familiare: una malattia genetica che causa escrescenze anomale nell’intestino (parte dell’apparato digerente)

Esposizione a sostanze chimiche e tumore della tiroide

Una ricerca svedese dimostra che le persone che per lavoro si espongono a solventi (un tipo di sostanza chimica usata nell’industria manifatturiera, meccanica e tessile) hanno un rischio leggermente più alto di sviluppare un tumore della tiroide rispetto al resto della popolazione.

Carcinoma midollare della tiroide e mutazioni genetiche

Le mutazioni genetiche ereditarie causano un caso su 4 di carcinoma midollare della tiroide. Una mutazione genetica si presenta quando le istruzioni del DNA trasportate in alcuni geni sono alterate, causando un’anomalia nell’esecuzione di alcuni processi fisici. Esistono tre tipi di carcinoma midollare tiroideo ereditario:

  • tumore midollare tiroideo familiare
  • neoplasia endocrina multipla sindrome tipo 2A
  • neoplasia endocrina multipla sindrome tipo 2B

I casi di tumore tiroideo correlato alla neoplasia endocrina multipla 2A o 2B sviluppano delle mutazioni durante l’infanzia o l’adolescenza.

I casi di tumore legati al tumore midollare tiroideo sviluppano delle mutazioni in età adulta. Tutti i geni mutati che intercorrono in famiglia prendono il nome di eredità autosomica dominate, cioè se uno dei due genitori ha una mutazione che causa un tumore midollare tiroideo si ha una possibilità su due di generare un figlio con la stessa mutazione.

Come si diagnostica il tumore alla tiroide?

Alcune persone che soffrono di tumore alla tiroide potrebbero non accusare alcun sintomo e potrebbe essere il medico a trovare un nodulo sul collo durante un esame di routine.

Se si notano dei noduli alla tiroide, questi potrebbero segnalare la presenza di un tumore alla tiroide; in questi casi, per accertare la natura del nodulo, il medico potrà procedere ad una biopsia della ghiandola tiroidea mediante agoaspirato, in modo da verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. Una biopsia è una procedura semplice in cui viene asportato un piccolo pezzetto di tessuto tiroideo, che poi verrà analizzato.

A volte i risultati di una biopsia non sono chiari. In questo caso, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico completo per rimuovere tutta o parte della ghiandola tiroidea prima di scoprire se si ha un cancro alla tiroide stessa. Oltre alla biopsia, è molto importante identificare a che stadio si trovi il cancro: in questo modo il medico potrà disporre delle informazioni necessarie per decidere a quale tipo di trattamento sottoporre il paziente.

Oltre e prima della biopsia, esistono altri esami e test a cui ci si può sottoporre per la diagnosi di cancro alla tiroide. Al fine di diagnosticare il cancro alla tiroide, il medico potrà informarsi sulla vostra storia medica familiare e personale e effettuare un esame fisico. Il dottore potrà predisporre una TAC o un’ecografia per controllare meglio la vostra tiroide. Si possono anche effettuare delle analisi del sangue per verificare i livelli dell'ormone stimolante la tiroide (TSH), prodotto dall'ipofisi, che stimola la produzione, da parte della tiroide, del T3 e T4, ridotta a causa del tumore, di calcitonina nel siero o dell’antigene carcino-embrionario (CEA).

Altri test possono essere effettuati prima, durante o dopo il trattamento per il cancro della tiroide, come:

  • Test per il livello di tireoglobulina nel siero per controllare residui attivi di un cancro trattato;
  • Scansioni di iodio radioattivo per aiutare il medico a scoprire se il cancro della tiroide si è diffuso oltre la ghiandola tiroidea;
  • Ecografia tiroidea per scoprire se un nodulo tiroideo è solido o pieno di liquido (cisti). Si possono anche rilevare più noduli tiroidei o linfonodi anomali nel collo.

In alcuni casi possono essere effettuate una risonanza magnetica, una radiografia del torace, una TAC o una scansione PET. Se si soffre di carcinoma midollare della tiroide (MTC), può rendersi indispensabile una TAC al torace e all’addome, nonché una scintigrafia ossea.

In questo momento purtroppo non ci sono test di screening per il cancro alla tiroide che funzionino bene per le persone a rischio medio. Un raro tipo di cancro alla tiroide, chiamato carcinoma midollare della tiroide (MTC), ha invece occorrenza ereditaria. Un test genetico può rilevare se si dispone di maggiori probabilità di contrarre l’MTC. Se questo test dimostra che si ha un alto tasso di rischio, si può decidere di rimuovere la tiroide per ridurre il rischio di un cancro futuro.

Come si cura il tumore della tiroide?

Carcinomi differenziati tiroidei

Le cure per i carcinomi differenziati tiroidei hanno successo. Questo tipo di tumore della tiroide tende sia a crescere lentamente sia a essere relativamente veloce da curare. Il trattamento prevede una procedura a due fasi:

  • chirurgica: si usa per rimuovere la maggior parte o tutta la ghiandola tiroidea
  • trattamento con iodio radioattivo usato per eliminare il resto delle cellule tumorali

Carcinoma midollare della tiroide

Le cure per questo tipo di tumore sono meno efficaci. Non si tratta con lo iodio radioattivo, ma comunque questo tumore risulta essere meno pericoloso di altri tipi. Le possibilità di cura dipendono dallo stadio della malattia.

Carcinoma anaplastico della tiroide

Il carcinoma anaplastico della tiroide è un tipo molto aggressivo di tumore della tiroide e le cure spesso hanno poco successo.

Qual è la percentuale di sopravvivenza per il tumore alla tiroide?

Nel caso del carcinoma tiroideo le percentuali di sopravvivenza vengono calcolate statisticamente predispondendo outlook su pazienti a 5 anni dalla prima diagnosi.

Le percentuali sono diverse in base al tipo di tumore da cui si è stati colpiti ed diverso tra sessi in considerazione della maggior incidenza femminile della neoplasia-

In generale, il tasso di sopravvivenza, pur in presenza di un aumento generalizzato dell’incidenza misurato negli ultimi 20 anni, è molto elevato con percentuali superiori al 90% ed in alcuni casi vicine al 100% per i tumori a maggior incidenza come quelli papillare e follicolare.

La forma follicolare, nei 2/3 dei pazienti, si dimostra più aggressiva avendo mostrato la capacità di propagarsi nei vasi sanguigni e generare metastasi, sopratutto nella forma conosciuta come adenocarcinoma di Hurthle che si riscontra, in genere, in pazienti di età superiore ai 60 anni.

Di tumore alla tiroide si muore?

La maggior parte dei tumori alla tiroide sono curabili e raramente sono mortali. Il cancro alla tiroide è molto raro, ma la maggior parte delle persone affette da questo tumore reagisce positivamente alle cure, poiché tale cancro di solito ha una rilevazione precoce (è comune che il cancro venga scoperto prima che si diffonda troppo) ed inoltre la ghiandola risponde bene ai trattamenti.

Come molti altri tipi di cancro, anche il tumore alla tiroide può ripresentarsi dopo essere stato debellato, a volte anche molti anni dopo il trattamento.

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