Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. I Nostri Contenuti
  3. Esami
  4. Test Sierologici

Test sierologici

Test sierologici
Curatore scientifico
Dr. Alberto Vaona
Specialità del contenuto
Ematologia

Cosa sono

I test sierologici si eseguono a partire dalle analisi del sangue. ll siero del sangue contiene infatti due tipologie di proteine: l'albumina e la globulina. Grazie ad analisi specifiche, elencate di seguito, questi due gruppi possono essere distinti ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda i sottogruppi della globulina.

Tra tutti, infatti, le gammaglobuline corrispondono di fatto agli anticorpi, ossia quelle sostanze che aiutano a prevenire e combattere le infezioni legandosi a cellule estranee quali batteri e virus e determinando la loro eliminazione grazie all'azione del sistema immunitario.

Il test sierologici servono quindi a identificare gli eventuali anticorpi (o immunoglobuline) prodotti dall'organismo in risposta a un virus, che possono essere di due tipi:
  • IgM (Immunoglobuline M) –  Sono solitamente prodotte per prime in a risposta alle infezioni, manifestandosi dopo una settimana dall'inizio dei sintomi.
  • IgG (Immunoglobuline G) – Costituiscono la maggioranza della cellule di immunoglobulina. Molti anticorpi contro batteri e virus appartengono alle IgG, che vengono prodotte solitamente dopo due settimane dall'inizio dei sintomi. Quando si trovano nel sangue, quindi, vuol dire che l'infezione è avvenuta già da tempo e il paziente è tendenzialmente immune al virus in questione.

Test sierologici e coronavirus

Per quanto riguarda le immunoglobuline e il coronavirus, le immunoglobuline di tipo M o IgM risultano prodotte nella fase iniziale dell’infezione  sono rintracciabili nel fluido ematico dopo circa cinque giorni  dai primi sintomi per poi scomparire dopo alcune settimane. Le IgG, invece, o immunoglobuline di tipo G sono prodotte successivamente e risultano rintracciabili nel sangue dopo un paio di settimane dalla comparsa dei primi sintomi.

Non deve quindi stupire che di recente siano tornati a riscuotere largo interesse, dal momento che individuare anticorpi ai virus, in particolare quelli al Covid-19 o nuovo coronavirus, è di grande e urgente importanza, soprattutto in prospettiva della fine della quarantena. Ciò è importante perché, come si ricorderà, molte persone che hanno contratto il coronavirus hanno mostrato sintomi blandi o sono addirittura risultate asintomatiche.

Tipi di test

In generale, esistono due categorie di test sierologici: 
  • Qualitativi o rapidi – Servono a stabilire se una persona è entrata in contatto con un virus sviluppando di conseguenza degli anticorpi grazie a una goccia di sangue. Bisogna però ricordare che tali test qualitativi rivelano soltanto solo se una persona è entrata a contatto con il Covid-19 ma non possono specificare né se si è ancora contagiosi né se si è immuni alla malattia. Le persone positive e quindi dotate di anticorpi per il covid quindi fare un tampone per avere la certezza di essere ancora contagiosi. Al contrario, chi risulta negativo significa che non è ancora entrato in contatto con il coronavirus e pertanto può ammalarsi deve pertanto indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale in presenza di altre persone. 
  • Quantitativi – Si svolgono in laboratorio e per essere effettuati necessitano di un prelievo e individuano in maniera più specifica il numero e la tipologia di anticorpi prodotti. I risultati sono solitamente disponibili dopo una o due ore.
Oggi risultano disponibili tre tipi di test sierologici
  • Chemiluminescenza o chemioluminescenza – Questo tipo di test, che si effettua in laboratorio, consiste nella emissione di raggi di luminolo, da cui appunto il nome chemiluminescenza. Questa emissione permette di rilevare le reazioni immunitarie tra antigeni e anticorpi presenti nel siero del sangue del paziente.
  • Test immunoenzimatici – I test immunoenzimatici, che comprendono ad esempio il test ELISA, si svolgono in laboratorio. Essi servono per rilevare la possibile presenza di antigeni o anticorpi in un campione sanguigno per accertare la presenza di una infezione.
  • Immunocromatografia – È un test che si può definire veloce, con risultati disponibili dopo un quarto d'ora e ha però una precisione minore. Il test consiste nel rilevare la reazione antigene-anticorpo immergendo una striscia in un liquido campione apposito; se sulla striscia è presente l'anticorpo che si vuole rilevare, su di essa comparirà una o due linee colorate, in base al tipo di anticorpi ricercati. 
Sottolineiamo comunque che l’interpretazione dei test richiede una valutazione attenta da parte di un medico o di personale sanitario specializzato.

Dove fare il test sierologico

Come si diceva in precedenza, in base alla tipologia di esame (se quantitativo o qualitativo) dipende anche dove è possibile effettuare il test sierologico.

Quelli di tipo quantitativo devono per forza essere effettuati in un ospedale, in una clinica o in un laboratorio di analisi autorizzato e necessitano quindi di un prelievo, mentre i test qualitativi possono anche essere effettuati in autonomia, dal momento che sono acquistabili sui principali siti di e-commerce.

Costi dei test sierologici

Il prezzo di un esame sierologico può  variare molto. Il costo effettivo per i laboratori di analisi non supera i pochi euro, tuttavia per quanto riguarda i costi del test sierologico per Covid-19 possono essere richiesti compensi elevati; i prezzi più bassi oscillano tra i 30 e i 60 euro, quelli di fascia media tra i 130 e i 150 euro,ma possono innalzarsi fino a 600 se si ricorre a una clinica privata. 

Nel caso si ricorra al test quantitativo, trattandosi di fatto di un esame del sangue, ricordiamo che deve essere prescritto da un medico.

Differenza tra test sierologico e tamponi

Il test sierologico, come si accennava prima, nel caso del Covid-19 non sostituisce però il tampone. Il test sierologico non permette infatti di capire se una persona risulta attualmente infetta e in grado di trasmettere il virus.

Bisogna dunque essere cauti nel ricorso a tali esami, dal momento che la possibile presenza di anticorpi non esclude di essere ancora contagiosi e potrebbe ingenerare i cosiddetti "falsi positivi". Pertanto, anche qualora si risultasse in possesso degli anticorpi, sarebbe comunque necessario sottoporsi al tampone; solamente in caso di esito negativo, significherà con certezza che si è guariti e non più contagiosi.

Al momento, infatti, non ci sono certezze che un test sierologico che attesta che il paziente ha contratto il coronavirus ma non risulta più positivo (IgM negative + IgG positive) garantisca che il soggetto non possa essere nuovamente reinfettato. Pertanto, anche chi dovesse trovarsi in questa situazione è tenuto all'utilizzo scrupoloso dei dispositivi individuali di protezione.
Hai trovato questo contenuto utile?
Mostra commenti

Contenuti correlati

Formula leucocitaria
Per quantificare il numero di globuli bianchi (GB) in un millimetro cubo di sangue viene utilizzata la formula leucocitaria è un esame de...
Granulociti
I granulociti sono globuli bianchi che presentano, nel loro citoplasma, particolari granulazioni che hanno affinità diverse con i vari co...
IgE (immunoglobuline E)
Le IgE (immunoglobuline E) sono una classe di anticorpi presenti in abbondanti quantità in caso di allergia.