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Disturbo ossessivo compulsivo

Disturbo ossessivo compulsivo
Curatore scientifico
Dr. Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psicologia

Cos'è il disturbo ossessivo compulsivo?

Il disturbo ossessivo compulsivo noto come OCD, dall’inglese obsessive compulsive disorder, è un disturbo mentale cronico caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi (percepiti dal soggetto come intrusivi) e comportamenti o azioni mentali, definiti compulsioni, che l’individuo sente il bisogno di mettere in atto allo scopo di prevenire o ridurre il disagio e l’ansia provocati dalle ossessioni.

Il disturbo ossessivo-compulsivo, un tempo definito nevrosi ossessiva, è un disturbo ad esordio precoce. I primi sintomi solitamente sono presenti già nell’infanzia nel 30-40% dei soggetti, con una prevalenza maggiore nel sesso maschile rispetto a quello femminile.

Quali sono le cause?

Ad oggi le cause di questo disturbo sono sconosciute. Tuttavia la ricerca nell’ambito, ha messo in evidenza l’esistenza di una serie di fattori di rischio in grado di facilitare la comparsa di questa patologia. Tra questi includiamo:

  • la familiarità: studi condotti sui gemelli o sui parenti di primo grado, hanno mostrato come soggetti con familiari affetti da OCD abbiano un rischio maggiore di sviluppare essi stessi questo disturbo.  Anche se ad oggi il nesso non è ancora stato scoperto; 
  • il funzionamento e la struttura cerebrale: studi realizzati a partire dai risultati della diagnostica per immagini hanno mostrato differenze sostanziali nei pazienti affetti da disturbo ossessivo compulsivo nelle strutture della corteccia frontale e sottocorticale del cervello; 
  • i fattori ambientali: persone che hanno subito abusi (fisici o psicologici) o altri tipi di esperienze traumatiche nel corso dell’infanzia, hanno un maggior rischio di soffrire di questo disturbo. 

In alcuni bambini i sintomi ossessivo-compulsivi si manifestano in risposta ad infezioni da streptococco, malattie note come disturbi neuropsichiatrici infantili autoimmuni associati a infezioni da streptococco conosciute con l’acronimo PANDAS.

Quali sono i sintomi?

Persone con OCD possono manifestare ossessioni, compulsioni o entrambe, messe in atto nel tentativo di placare l’ansia derivante dai pensieri ossessivi.

Le ossessioni sono pensieri o immagini mentali ripetitivi, vissuti come intrusivi e incontrollabili da chi li sperimenta. Tra le principali ossessioni citiamo la paura della contaminazione, ossessioni superstiziose, omosessuali, pornografiche, di tipo religioso oppure ossessioni che riguardano  impulsi etero- aggressivi oppure autoaggressivi.

Le compulsioni o rituali, sono comportamenti ripetitivi (come controllare, lavare/lavarsi, ordinare, ecc.) o azioni mentali (pulire in modo eccessivo, lavarsi spesso le mani, pregare, ripetere formule, contare) finalizzati a contenere il disagio emotivo provocato dai pensieri e dagli impulsi che caratterizzano le ossessioni sopra descritte. Come intuibile, questi sintomi interferiscono in maniera negativa su tutti gli aspetti di vita di una persona, l’ambito lavorativo o scolastico, sociale e famigliare.

Il quadro sintomatologico di questo disturbo è molto complesso, come conseguenza del disturbo ossessivo-compulsivo è possibile che si manifestino altre patologie, come ansia, depressione, attacchi di panico, disturbo bipolare o psicosi,  che complicano il quadro clinico e la pianificazione di un trattamento adeguato.

Quali sono i tipi di disturbo ossessivo compulsivo?

Esistono diverse categorie di disturbo ossessivo compulsivo. A seconda del tema che li caratterizza distinguiamo: 

  • disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione: il soggetto manifesta ossessioni e compulsioni connesse a contagi o contaminazioni.
  • disturbo ossessivo compulsivo da controllo: le persone che ne soffrono tendono a controllare e ricontrollare (di aver chiuso la porta, di aver chiuso il gas etc.), a scopo preventivo e per quietare l’ansia relativa al dubbio ossessivo di aver fatto qualcosa di male e non ricordarlo.
  • disturbo ossessivo compulsivo da relazione: si manifesta attraverso dubbi ossessivi e preoccupazioni riguardo le relazioni sentimentali e compulsioni di controllo.
  • disturbo ossessivo compulsivo da accumulo: il soggetto accumula compulsivamente oggetti di varia natura, con cui stabilisce un legame pseudo-affettivo che gli impedisce di liberarsene.  

Ci si può curare da soli?

La risposta a questa domanda è no. Il soggetto affetto da OCD o da disturbo ossessivo-compulsivo di personalità non ha il controllo sulle proprie azioni e sui propri pensieri. Molti individui con OCD, come misura preventiva, provano ad evitare le situazioni che possono scatenare i sintomi ossessivo-compulsivi, oppure tentano di tacitarne la sintomatologia attraverso il consumo di alcol o di sostanze stupefacenti, senza ottenere dei risultati soddisfacenti e aumentando il rischio di cronicizzare la patologia.

Il consiglio per chiunque manifesti questo genere di sintomi è quello di rivolgersi al  proprio medico curante e valutare con lui un eventuale invio da uno psicologo o psichiatra per un’adeguata diagnosi.

Esiste un test per diagnosticare il disturbo?

Esistono numerosi strumenti per la valutazione dei sintomi ossessivo-compulsivi. Di recente è stato validato, da un gruppo di ricercatori internazionali, un efficace strumento diagnostico la Dimensional Obsessive Compulsive Scale. Questo test attraverso 10 domande indaga le varie dimensioni e sottodimensioni della patologia indagando la qualità, la durata, l’intensità dei sintomi e l’impatto che questi hanno sulla vita del soggetto che ne soffre.

Come guarire dal disturbo ossessivo compulsivo?

La terapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale è l'intervento che ha fornito la maggiore dimostrazione di efficacia nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo, nei casi più severi al trattamento psicologico viene affiancata una terapia farmacologica a base di antidepressivi, in grado di alleviare i sintomi.

Un’altra tecnica molto efficace è quella definita “esposizione e prevenzione della risposta”, prevede l’esposizione graduale agli oggetti o alle situazioni che generano ansia, al fine di prevenire la risposta di neutralizzazione, quindi i rituali e le compulsioni.

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