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Ebefrenia

Ebefrenia
Curatore scientifico
Dr. Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psicologia

Cos'è l'ebefrenia?

L'ebefrenia è una particolare forma di schizofrenia anche nota come psicosi della giovinezza, proprio perché le sue manifestazioni hanno esordio in età adolescenziale. I sintomi iniziali passano spesso inosservati o vengono considerati come segni di disturbi psicopatologici minori come nevrastenia o isteria.

La forma ebefrenica è caratterizzata da un rapido alternarsi di stati di esaltazione a stati depressivi (sintomi tipici della schizofrenia affettiva), comportamenti e eloquio disorganizzato confuso e incoerente cui si accompagnano episodi allucinatori e/o illusori.

Quali sono le cause?

Le cause dell’ebefrenia non sono ancora del tutto conosciute. Alcuni studi recenti suggeriscono che questo disturbo schizofreniforme possa derivare da una disfunzione a livello cerebrale, che coinvolge la dopamina e la serotonina, probabilmente influenzata da una combinazione di fattori biologici ed ambientali.

Sono stati inoltre individuati alcuni fattori di rischio in grado di aumentare la probabilità di sviluppare questo disturbo, tra questi citiamo:

  • fattori genetici: soggetti con una storia familiare di schizofrenia hanno un rischio maggiore di sviluppare la medesima condizione. Se non vi è alcuna familiarità, invece, le probabilità di sviluppare questa patologia sono inferiori all’1%;
  • infezioni virali: se un feto è esposto ad un’infezione virale, vi è un rischio maggiore di incorrere in questa patologia. Tra i virus più comuni associati al rischio di sviluppare disturbi di natura schizofrenica vi sono il virus influenzale, l’herpes, la toxoplasmosi e il virus della rosolia;
  • traumi o forti stress durante l’infanzia: bambini che hanno subito violenze, abusi o esperienze traumatiche hanno un maggiore rischio di sviluppare un disturbo schizofreniforme rispetto a coloro che non hanno avuto questo genere di esperienze;
  • abuso di sostanze: l’uso di droghe o alcol durante l’adolescenza può incidere in maniera significativa sulla salute fisica ed i processi mentali, aumentando il rischio di ebefrenia. Le sostanze stupefacenti sono ampiamente utilizzate dai soggetti schizofrenici, ma è ancora da chiarire se l’uso di droghe sia da considerarsi una causa oppure una conseguenza di queste condizioni. 

Quali sono i sintomi dell'ebefrenia?

Come ogni altro disturbo schizofreniforme, l’ebefrenia si manifesta attraverso i seguenti sintomi:

  • deliri: pensieri e credenze, per lo più a tema persecutorio, che non hanno riscontro nella realtà ma derivano da una percezione o interpretazione erronea dello stimolo o della vicenda reale. Non è infrequente per i soggetti affetti da schizofrenia descrivere piani articolati orditi contro di loro o credere che di essere dotati di poteri straordinari o doti particolari; 
  • allucinazioni: si tratta di percezioni (per lo più uditive o visive, ma anche gustative, olfattive e tattili) che si verificano in assenza di uno stimolo reale.  Sentire voci è la più comune delle allucinazioni; 
  • pensiero e discorso disorganizzato: il soggetto affetto da ebefrenia non è in grado di produrre pensieri coerenti e logici, quindi di dare luogo ad un eloquio organizzato nel contenuto e nella forma. Questi individui possono saltare da un discorso ad un altro senza che vi sia un nesso logico, perdere il filo del discorso oppure, nei casi più severi, il discorso può addirittura risultare intelligibile; 
  • comportamento disorganizzato o catatonico: il comportamento disorganizzato solitamente si manifesta attraverso comportamenti imprevedibili, che variano dall'infantilismo all’agitazione motoria non finalizzata. Di contro i comportamenti catatonici comportano una drastica diminuzione della reattività all’ambiente, la cui manifestazione più eclatante è lo stupor catatonico;
  • sintomi negativi: si manifestano attraverso l'appiattimento dell’affettività, alogia e abulia, sintomi di difficile riconoscimento e spesso confusi per depressione o altri sintomi patologici.

Questo genere di sintomi compromettono le capacità del soggetto di svolgere le normali funzioni quotidiane come ad esempio nutrirsi o eseguire una corretta igiene personale, attività per le quali il soggetto schizofrenico necessita di guida ed aiuto.

Qual è il significato di catatonia?

La catatonia è una sindrome psicotica, che ha, come caratteristica principale, il persistere di un comportamento corporeo che il soggetto catatonico assume di sua spontanea volontà o per imposizione esterna.

Un comportamento catatonico che, come si è detto, rientra tra i sintomi dell'ebefrenia, è dunque un comportamento fatto di movimenti stereotipati (o postura fissa) a cui si aggiungono alterazioni motorie, negativismo, ecolalia ed ecoprassia

Il soggetto affetto da catatonia, sia essa la malattia o il sintomo di un'altra forma schizofrenica, assume le sembianze di una statua, manifestando una fissità dei movimenti e delle espressioni, con marcata immobilità e inespressività.

Qual è la cura per l'ebefrenia?

Dal momento che le cause della schizofrenia non sono ancora del tutto conosciute, i trattamenti sono per lo più indirizzati all’attenuazione dei sintomi.

I trattamenti più efficaci solitamente contemplano un approccio multimodale che include: 

  1. la gestione farmacologica: il trattamento farmacologico a base di farmaci antipsicotici si è rivelato molto efficace nella riduzione dei sintomi allucinatori e illusori e dei pensieri paranoici. Trovare la giusta combinazione di farmaci può infatti aiutare ad alleviare i sintomi della malattia fino a portare alla loro estinzione;
  2. la psicoterapia: la terapia, in particolare quella ad indirizzo cognitivo comportamentale, è raccomandata per ridurre l’entità dei sintomi e migliorare il grado di funzionamento generale attraverso strategie di coping volte al superamento dei sintomi maggiori;
  3. il training psicosociale: questo tipo di training può aiutare gli individui con schizofrenia a migliorare la qualità delle interazioni sociali e ad accrescere le funzioni quotidiane;
  4. l’ospedalizzazione: quando i sintomi sono severi e vi è il rischio per l’incolumità del soggetto ebefrenico o delle persone che gli sono accanto, può essere necessario ricorrere ad un ricovero ospedaliero fino alla risoluzione della criticità;
  5. supporto ed educazione familiare: i familiari dei soggetti affetti da schizofrenia devono essere supportati emotivamente ed educati a sviluppare delle strategie per gestire e interagire in maniera proficua con l’individuo ebefrenico.

Con una pianificazione adeguata e tempestiva dei trattamenti è possibile ottenere una prognosi più favorevole. L’assistenza nella gestione della vita quotidiana, il supporto familiare e un adeguato progetto a livello scolastico e lavorativo giocano un ruolo importante nella riduzione dei sintomi ebefrenici e nella stabilizzazione della patologia.

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