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Scleriti

Curatore scientifico
Dr. Domenico De Felice
Specialità del contenuto
Oculistica

Che cosa sono le scleriti?

Le scleriti sono delle infiammazioni che si manifestano sulla sclera, la membrana che protegge il bulbo oculare. Oltre alla sua funzione strutturale, sulla sclera si inseriscono i muscoli estrinseci che controllano il movimento degli occhi. La sclera si compone di due strati: l'episclera esternamente, composta per lo più di vasi sanguigni e la sclera vera e propria internamente, che è formata da un tessuto connettivo lasso.

Qual è la differenza tra scleriti e episcleriti?

Occorre distinguere le scleriti vere e proprie dalle episcleriti.
Le scleriti riguardano lo spessore della sclera, possono essere molto dolorose e difficili da trattare, mentre le episcleriti interessano invece l'episclera, lo strato superficiale e sono in genere meno aggressive.

Quali sono i tipi di sclerite?

La sclerite può essere classificata in anteriore e posteriore. La sclerite anteriore può essere diffusa, nodulare, necrotizzante con infiammazione e necrotizzante senza infiammazione. Le forme più comuni sono la sclerite diffusa e la sclerite nodulare. La sclerite necrotizzante con o senza infiammazione è molto meno frequente e spesso associata a disturbi autoimmuni sistemici.

La sclerite posteriore  si caratterizza per l'appiattimento della parte posteriore del globo, l’ispessimento della copertura posteriore dell'occhio ed edema retrobulbare.  

Quali sono le cause delle scleriti?

Una disregolazione autoimmune in una persona geneticamente predisposta si presume possa causare la sclerite. I fattori che possono portare alla sclerite sono organismi infettivi, sostanze endogene o traumi. Il processo infiammatorio può essere causato da un danno immunitario complesso di tipo vascolare e la successiva risposta granulomatosa cronica.

Il seguente interagire della rete immunitaria attivata può portare alla distruzione sclerale. La natura autoimmune della sclerite è supportata anche dalla frequente associazione con patologie autoimmuni e dalla risposta favorevole alla terapia immunosoppressiva.

La sclerite può verificarsi isolata (43% dei casi) o in associazione con diversi tipi di disturbi (57% dei casi), tra cui:

Chi sono le persone più colpite da sclerite?

L'incidenza esatta della sclerite è incerta, visto che la sclerite non è una malattia comune. Le donne hanno maggiori probabilità di sviluppare la sclerite rispetto agli uomini e di solito si presenta tra i 40 e i 60 anni. 

Quali sono i sintomi delle scleriti?

La sintomatologia delle scleriti comprende dolore acuto ed intenso, anche alla digitopressione, fotofobia e lacrimazione intensa, ed una sensibile riduzione dell’acuità visiva.
Il dolore è severo e si irradia verso il sopracciglio, la fronte e la mascella, spesso svegliando chi ne è colpito di notte. 

Quali sono i sintomi delle episcleriti?

Le episcleriti per loro stessa natura hanno una sintomatologia meno dolorosa: si ha la sensazione di bruciore o di un corpo estraneo, fotofobia ed iperlacrimazione. Il dolore alla digitopressione è assente a differenza di quanto avviene nelle scleriti.

Quali sono le terapie per le scleriti?

Per i casi in cui la sclerite è causata da agenti virali si farà ricorso a terapie sistemiche per contrastare il virus, protraendo la terapia in modo che l'infezione sia risolta a livello sistemico e siano scongiurate le frequenti recidive.
Per le scleriti di natura autoimmune  è opportuno fare affidamento sia allo specialista reumatologo o immunologo, che, insieme all'oculista prevederanno dei piani terapeutici appropriati per contrastare questi segni clinici di patologie così gravi. Di norma si utilizzano farmaci antinfiammatori non steroidei o, nei casi più gravi, farmaci immunodepressori.

Quali sono le terapie per le episcleriti?

Le episcleriti, essendo più superficiali non coinvolgono i tessuti profondi, sono poco dolorose e spesso le terapie topiche, condotte per pochi giorni danno risultati molto soddisfacenti. Se le episcleriti sono recidivanti, ovvero se si ripresentano a distanza di poco tempo dall'ultima terapia è consigliato il ricorso ad uno specialista reumatologo o immunologo, per escludere che vi siano avvisaglie di patologie autoimmuni che possono favorirne lo sviluppo. 

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