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Antiaggreganti piastrinici

Antiaggreganti piastrinici
Curatore scientifico
Dr. Massimo Zuccaccia
Specialità del contenuto
Ematologia Farmacia

Cosa sono gli antiaggreganti?

Sono noti come antiaggreganti tutti i farmaci che interferiscono con il funzionamento delle piastrine (corpuscoli presenti nel sangue che intervengono nei fenomeni dell’emostasi, ovvero nell'arresto di un'emorragia) ottenendo, come risultato finale, il blocco della loro aggregazione.

L'aggregazione delle piastrine, che rappresenta il primo evento dell'emostasi, è in realtà solo l'ultima di una serie di reazioni che costituiscono nel loro insieme il processo della attivazione piastrinica.
Poiché molti di questi farmaci non intervengono direttamente sull'aggregazione vera e propria delle piastrine, ma nelle tappe precedenti della loro attivazione, essi sono più correttamente chiamati antipiastrinici.

Quando vengono prescritti gli antiaggreganti piastrinici?

Questo tipo di farmaci viene prescritto ad esempio in caso di:

Quali sono le controindicazioni legate all’assunzione di questi farmaci?

Questo tipo di farmaci ha però delle controindicazioni, o meglio, dei problemi legati all’assunzione che possono causare dei problemi anche nella vita quotidiana.

Le principali controindicazioni sono:

  • Emorragie
  • Reazioni avverse ematologiche
  • Dispnea
  • Resistenza all’antiaggregante
Le emorragie si verificano spesso nel tratto gastrointesinale, specie se il paziente assume l’acido acetilsalicilico.

La ticlopidina invece può portare allo sviluppo di reazioni ematologiche, come la porpora trombotica trombocitopenica

Quali sono le interazioni farmacologiche da evitare?

Le persone che assumono gli antiaggreganti piastrinici devo prestare molta attenzione alle interazioni che gli antiaggreganti potrebbero avere con altri farmaci.

L’assunzione degli antiaggreganti piastrinici e dei FANS può portare ad un aumento del rischio di sanguinamento e di emorragie. Chi assume l’acido acetilsalicilico deve prestare attenzione all’ibuprofene perchè potrebbe inibire l’azione antiaggregante.

Anche gli inibitori della pompa protonica rientrano della categoria di farmaci da assumere sotto consiglio medico. In alcuni casi, possono ridurre l’azione dei farmaci antiaggreganti o addirittura possono aumentare il rischio di un infarto al miocardio.

Le statine per il colesterolo in alcuni pazienti riducono l’effetto dei farmaci antiaggreganti.

In conclusione, è sempre consigliato discutere col medico l’assunzione di qualsiasi farmaco per evitare effetti collaterali gravi. 

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