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Bullectomia

Bullectomia
Curatore scientifico
Dr. Marialuisa Lugaresi
Specialità del contenuto
Pneumologia

In cosa consiste la bullectomia?

La bullectomia è la rimozione chirurgica di una bolla (o bulla) polmonare, cioè di uno spazio dilatato di aria nel parenchima polmonare e di dimensioni maggiori al centimetro. Quando la bolla occupa più del 30% dell’emitorace si parla di bolla gigante. La bolla si forma a causa del danneggiamento del tessuto polmonare, il quale non è più in grado di assicurare il corretto scambio gassoso tra il sangue e l’aria.

Le cause più comune della bolla sono:

  • la malattia polmonare cronica ostruttiva;
  • l’enfisema (enfisema bolloso);
  • la fibrosi polmonare (talvolta, quando associata ad enfisema si definisce in modo un poco improprio “fibroenfisema”).

Altre condizioni associate sono:

  • deficienza di alpha-1 antitripsina;
  • sindrome di Marfan;
  • sindrome di Ehler-Danlos;
  • fumo di cocaina o utilizzo di altre droghe per via endovenosa;
  • sarcoidosi;
  • infezione di HIV.

La bolla comprime il tessuto polmonare, quella gigante esercita la compressione anche sul diaframma impedendone la normale contrazione. Il decorso clinico può produrre complicanze quali:

  • pneumotorace spontaneo (infiltrazione di aria nello spazio pleurico che può causare il collasso del polmone);
  • infezione della bolla;
  • emottisi (rottura di vasi polmonari le cui pareti sono più sottili e fragili a causa del processo di distruzione del parenchima polmonare in atto);
  • accumulo di fluido nella bolla;
  • neoplasia o lesioni pre-maligne (la cui incidenza è maggiore nei pazienti con enfisema bolloso).

L’intervento, assolutamente necessario in caso di pneumotorace non diversamente trattabile o recidivante, è effettuato con la tecnica mini-invasiva di videotoracoscopia con bullectomia e pleurectomia.

Durante l’intervento, realizzato in anestesia generale, la bolla (o le bolle, quando multiple è necessaria un’attenta esplorazione della cavità per individuarle tutte) viene indotta al collasso e successivamente resecata alla base. Si procede poi al ricongiungimento attraverso una suturatrice meccanica, la quale crea una chiusura del tessuto polmonare. Sono possibili altre opzioni per realizzare l’intervento di bullectomia:

  • elettrocoagulazione;
  • ablazione con laser.

La pleurectomia è solitamente limitata alla porzione emitoracica superiore. Con l’intervento per pneumotorace si deve poi inserire un sistema di drenaggio toracico collegato ad una valvola ad acqua o ad un diverso tipo, detta valvola di Heimlich, la quale assicura l’unidirezionalità del flusso d’aria.

Quando eseguire l'intervento?

L’intervento è indicato per i pazienti con:

  • dispnea severa dovuta alla presenza di una bolla gigante;
  • pneumotorace spontaneo primitivo recidivante o controlaterale o secondario;
  • perdita continua dal drenaggio di pneumotorace primitivo;
  • infezioni ripetute;
  • compressione del parenchima polmonare;
  • bolle che accrescono le dimensioni, anche se asintomatiche.

Quali sono le controindicazioni della bullectomia?

Le controindicazioni all’intervento includono:

  • comorbidità;
  • bolle poco definite;
  • ipertensione polmonare.

Un aumentato rischio di eventi negativi con l’intervento si riscontra in:

  • anziani;
  • soggetti con volume di espirazione forzata inferiore al 35%, ipercapnia e capacità di diffusione del monossido di carbonio inferiore al 40%.

Quali sono gli esiti dell’intervento?

Dopo l’intervento si ottiene solitamente una buona espansione del tessuto polmonare sano e un miglioramento della meccanica e della funzionalità respiratoria così come della sintomatologia. Infatti, il successo dell’intervento produce:

  • riduzione del danno da compressione;
  • miglioramento della ventilazione;
  • miglioramento della capacità elastica polmonare;
  • miglioramento nella perfusione.

I benefici sono registrati soprattutto:

  • se le bolle sono di grandi dimensioni, in numero ridotto e monolaterali
  • nel primo anno dopo l’intervento, mentre dopo qualche anno si verifica un declino della funzionalità respiratoria e l’insorgenza di alcuni sintomi, ma tali eventi sono comunque sempre di minore entità rispetto alla condizione pre-operatoria.

La riabilitazione polmonare e la cessazione dell’abitudine al fumo sono due fattori importanti nella gestione del paziente. In particolare, riguardo ai fumatori è stato osservato che il declino post-operatorio è minore nei pazienti non fumatori.

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