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Donazione di organi

Donazione di organi
Curatore scientifico
Dr. Massimo Zuccaccia
Specialità del contenuto
Ematologia

In cosa consiste la donazione di organi?

La donazione degli organi consiste nel fornire il proprio consenso a farsi asportare un organo o dei tessuti con lo scopo ultimo di far beneficiare un altro individuo del proprio organo. Chi riceve l’organo non ha la possibilità di conoscere l’identità della persona che lo ha donato, a causa della legge che tutela la privacy di una persona.

La donazione organi permette alle persone affette da patologie terminali di poter vivere una vita lunga e sana.

Perché decidere di donare gli organi?

La donazione degli organi è un argomento molto delicato, che interessa la sfera strettamente personale di un individuo. Ciò che si può dire in merito, è che si tratta di un gesto di totale generosità, così come anche la donazione in vita.

Grazie ai trapianti, infatti, è possibile che un paziente in fin di vita guarisca e riprenda una vita normale, dopo aver ricevuto una sentenza di morte. 

Cosa fare per donare gli organi?

I pazienti che sono considerati donatori di organi post mortem sono coloro il cui decesso è avvenuto in ospedale, a causa di una lesione irreversibile del cervello, come ad esempio ictus e emorragia, ma anche trauma cranico, tumore o arresto cardiaco.

I donatori in vita, invece, possono essere tutti coloro che esprimono la propria volontà a donare organi e tessuti, senza limite di età. Infatti, anche i minorenni possono donare, purché abbiano il consenso espresso dei genitori.

Chi non può donare sono i pazienti affetti da:

  • HIV e AIDS;
  • epatite B e C;
  • tumori maligni in atto;
  • infezioni sistemiche che non hanno terapie praticabili;
  • malattie a priori accertate.

Attualmente, la Legge sulla donazione di organi italiana non considera la mancata espressione di volontà come silenzio assenso, ma richiede il consenso ai familiari più prossimi del defunto.

Per donare gli organi è necessario compilare il consenso esplicito presso gli Uffici comunali al rinnovo della carta di identità esprimendo la volontà di donazione, la propria Asl di competenza, il medico di famiglia. Oppure è possibile compilare il tesserino blu del Ministero della Salute, una dichiarazione scritta con i dati del donatore o attraverso un atto olografo proposto dall’AIDO, cioè l’Associazione Italiana Donatori di Organi.

Donare organi: pro e contro

Ovviamente, gli elementi a favore della donazione degli organi appartengono al paziente che riceve la donazione, potendo così fare il trapianto e sperare di vivere una vita normale. In ogni caso, sottoporsi ad un trapianto in vita non mina in nessun modo la salute di una persona.

Per esempio, secondo svariati studi, una persona che decide di donare fegato o rene non risentirà della sua scelta in futuro, in quanto è possibile vivere una vita perfettamente normale e in piena salute anche con un rene in meno. Il fegato, invece, può essere donato solo parzialmente e anche in questo caso la donazione non presenta problemi, in quanto il fegato può rigenerare la parte mancante.

La donazione del midollo osseo è fastidiosa solo a causa dell’inserimento dell’ago, ma i benefici per il ricevente sono enormi: essa, infatti, può salvare la vita ad un paziente leucemico e in fin di vita.

Chi ha paura che gli vengano estratti gli organi, nel caso in cui vada in coma per qualche tempo, può rasserenarsi, in quanto l’espianto degli organi, secondo la legge italiana, avviene solo quando è stata accertata la diagnosi di morte cerebrale.

L’espianto degli organi dopo la morte, dunque, può essere autorizzato solo quando è accertata la morte di un soggetto. Gli accertamenti sono effettuati da tre medici, un medico legale, un rianimatore e un neurofisiopatologo e ripetuti almeno 2 volte nell’arco di sei ore, attraverso un elettrocardiogramma della durata di venti minuti. 

Quali organi si possono donare?

La donazione organi post mortem non è circoscritta ai soli “organi”, ma anche ai tessuti.

Nello specifico, gli organi che si possono donare post mortem sono:

  • Cuore
  • Reni
  • Fegato
  • Polmoni
  • Pancreas
  • Intestino

Tuttavia, dopo la morte è possibile donare anche alcuni tessuti del corpo, quali:

  • Pelle
  • Ossa
  • Tendini
  • Cartilagine
  • Cornee
  • Valvole cardiache
  • Vasi sanguigni

Appare evidente, quindi, che un unico donatore può salvare la vita e più di un paziente. 

Gli organi che è possibile donare in vita non sono, ovviamente, tutti. Tra questi:

  • Rene
  • Fegato (parziale)

I tessuti, invece, sono:

  • Midollo osseo
  • Cute
  • Placenta
  • Segmenti osteo-tendinei
  • Cordone ombelicale

Decidere di donare gli organi post mortem e in vita è una decisione che può seriamente cambiare la vita di chi non ha ormai più una speranza di vita.

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