Arresto cardiaco

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Domenico Miceli, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Cosa è l'arresto cardiaco?
  2. Quali sono le cause di un arresto cardiaco?
  3. Quali sono le conseguenze di un arresto cardiaco?
  4. Quali sono i sintomi?
  5. Come si cura un arresto cardiaco?

Cosa è l'arresto cardiaco?

Heart

L'arresto cardiaco è l'improvvisa morte cardiaca dovuta, nella maggior parte dei casi, a un'aritmia fatale, nota come fibrillazione ventricolare. L'arresto cardiaco è spesso generato da un'ischemia, ovvero una interruzione del flusso di sangue alle coronarie.

L’arresto cardiaco può insorgere in modo improvviso o dopo la comparsa di diversi sintomi. Ogni anno, l’arresto cardiaco colpisce circa 60 mila individui.

È importante fare la differenza tra attacco cardiaco, o infarto, e arresto cardiaco. Mentre l’attacco cardiaco potrebbe causare l’arresto cardiaco e la morte improvvisa, i termini non hanno lo stesso significato. L’attacco cardiaco è causato da un blocco che interrompe il flusso sanguigno al cuore. Inoltre, l’attacco cardiaco, noto con il termine medico infarto del miocardio, si riferisce alla morte dei tessuti muscolari dovuta al mancato apporto di sangue, che non necessariamente ha esito fatale. 

L’arresto cardiaco consiste invece in un malfunzionamento del sistema elettrico cardiaco, che porta alla morte quando il cuore smette di funzionare correttamente. Il malfunzionamento può essere causato da un ritmo cardiaco anormale o irregolare, disturbo noto come aritmia

Un comune tipo di aritmia nell’arresto cardiaco è l’aritmia ventricolare, o fibrillazione ventricolare, caratterizzata da un battito irregolare, mentre il cuore smette di pompare il sangue. 

Quali sono le cause di un arresto cardiaco?

Le cause dell'arresto cardiaco sono:

  • fibrillazione ventricolare: grave tachiaritmia cardiaca, caratterizzata da una condizione di attività elettrica e meccanica del cuore caotica;
  • asistolia: aritmia lenta fino alla scomparsa dell'attività elettrica del cuore.

Quali sono le conseguenze di un arresto cardiaco?

L'arresto cardiaco fa sì che la circolazione si arresti immediatamente. Per i primi 5 minuti gli organi consumano l'ossigeno presente nel corpo, dopodiché cominciano a danneggiarsi. Il primo organo colpito è il cervello.

Dopo 10 minuti le probabilità di sopravvivenza del paziente colpito da arresto cardiaco sono pari a zero. Un intervento immediato di uno specialista può quindi salvare la vita.

Come è stato descritto in precedenza, durante l’arresto cardiaco il sangue non viene pompato all’interno dei tessuti, decretando così la morte degli organi nel giro di pochi minuti. Le prime lesioni dell’arresto cardiaco colpiscono il cervello, che non ricevendo il corretto apporto di ossigeno per circa cinque minuti subisce dei danni permanenti.

Dopo circa dieci minuti dall’arresto cardiaco, il paziente è ritenuto morto. Qualora venisse rianimato tramite elettrostimolazione, riporterebbe dei danni cerebrali gravissimi o resterebbe comunque in stato comatoso.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni dell’arresto cardiaco sono:

  • collasso cardiocircolatorio
  • mancanza di polso
  • arresto cardiorespiratorio
  • perdita di conoscenza
  • convulsioni
  • cianosi pallida

I sintomi possono essere improvvisi e inaspettati, oppure in situazioni più rare possono essere preceduti da:

Come si cura un arresto cardiaco?

In seguito all’arresto cardiaco, la morte insorge solo dopo pochi minuti. Solo la rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore possono ripristinare il corretto funzionamento dell’attività elettrica del cuore.

Anche queste manovre, utilizzabili comunque entro pochissimi minuti, hanno delle limitazioni. Per esempio, possono essere utilizzate entrambe in presenza di ritmi defibrillabili, caratterizzati dalla fibrillazione ventricolare e dall’assenza di polso. In questi casi, la rianimazione ha maggiori probabilità di avere un esito positivo.

Se i soccorritori hanno a che fare con i ritmi non defibrillabili, che consistono in asistolia e attività elettrica con polso, si deve eseguire la rianimazione RCP senza il defibrillatore.