VBAC: tutto sul parto naturale dopo il cesareo

Anna Nascimben | Editor

Ultimo aggiornamento – 25 Gennaio, 2023

Scopriamo in cosa consiste il VBAC

Cosa significa la sigla VBAC? È vero che questa modalità di parto naturale può essere messa in pratica solo in determinati casi e se sì, quali sono? Andiamo alla scoperta di tutto quello che c'è da sapere sul parto naturale dopo il cesareo.

Parto VBAC: che cosa significa?

L'acronimo VBAC è una definizione inglese che significa letteralmente Vaginal Birth After Caesarean, ovvero la possibilità per la donna di eseguire un parto naturale dopo essere stata sottoposta in precedenza ad un taglio cesareo.

Sebbene secondo gli esperti il parto vaginale sia tendenzialmente da preferire rispetto al cesareo, la scelta di affrontare un VBAC non è così semplice e richiede una valutazione caso per caso. Infatti, gli operatori sanitari nel consigliare o meno tale pratica fanno riferimento a delle linee guida che forniscono chiare indicazioni rispetto a quando sia opportuno, o meno, praticare questa modalità di parto.

Rispetto al parto naturale, quello VBAC richiede che la donna in travaglio venga assistita in modo costante lungo tutto il travaglio, al fine di evitare ogni possibile complicazione. Prima di eseguire il VBAC, la donna affronta il TOLAC (Trial of Labor after Cesarean, ovvero travaglio dopo parto cesareo) ed è proprio durante il travaglio che l’assistenza è più intensiva.

Se il TOLAC non dovesse andare a buon fine, non si avrà il VBAC e quindi la donna sarà sottoposta nuovamente ad un taglio cesareo.

Uno dei fattori di rischio per il VBAC è quello che si verifichi la rottura dell’utero (eventualità che, fortunatamente, si verifica solo nello 0,5% dei casi). La donna deve quindi essere sottoposta a un monitoraggio continuo attraverso l'apparecchio cardiotocografico.

Inoltre, secondo le linee guida, il parto VBAC può essere eseguito solamente presso strutture ospedaliere che forniscano un alto livello di assistenza, ovvero che dispongano di un accesso alla sala operatoria immediato.

Quando si può fare il VBAC?

VBAC

Partorire naturalmente dopo un cesareo è un'opzione percorribile, a patto di rispettare alcune indicazioni mediche:

  • che sia trascorso almeno un anno dal precedente taglio cesareo;
  • che la donna non presenti rarissime patologie che vadano a rendere impossibile il parto per via vaginale (come, ad esempio, una cardiopatia);
  • che il feto sia in posizione cefalica;
  • che la donna non abbia già partorito altre due volte con un cesareo;
  • che il precedente taglio del cesareo sia orizzontale;
  • che la donna non abbia già sperimentato delle precedenti rotture o lacerazioni, anche piccole, dell'utero;
  • che non sia una gravidanza gemellare;
  • che la placenta non sia mal posizionata;
  • che la donna non abbia subito già precedenti interventi chirurgici sull'utero che hanno avuto come conseguenza delle cicatrici longitudinali o a forma di T;

Inoltre, è consigliabile che la donna intenzionata a sottoporsi a un VBAC abbia una gravidanza fisiologica, che non sia in sovrappeso o in età troppo avanzata, che il feto non sia eccessivamente pesante (più di 4,5kg).

Inoltre, è preferibile che il travaglio non sia indotto artificialmente, in quanto è stato dimostrato che la somministrazione di ossitocina artificiale aumenta il rischio di complicazioni. 

Come si svolge il parto VBAC

Quali sono le fasi che caratterizzano un parto VBAC? Innanzitutto, per eseguire questo tipo di intervento, ci si deve recare in una struttura ospedaliera in cui siano presenti

  • ostetrica dedicata;
  • anestesista;
  • possibilità di accesso diretto alla sala operatoria.

Una volta iniziato il travaglio attivo, la donna andrà ad avere un assistenza personalizzata e più intensiva per valutare che il travaglio non diventi distocico. 

Una volta arrivati alla fase del travaglio attivo, il futuro genitore viene monitorato costantemente attraverso il tracciato.

Se il parto procede normalmente, segue le stesse caratteristiche di uno naturale; tuttavia, qualora il travaglio dovesse rallentarsi o durare più a lungo del previsto, e quindi il ginecologo dovesse procedere ad un parto operativo, è sconsigliabile la pratica della manovra di Kristeller (al contrario della ventosa che, invece, è permessa). 

I vantaggi del parto VBAC

Secondo la letteratura scientifica, il parto vaginale sarebbe sempre da preferire rispetto a quello cesareo perché porta numerosi vantaggi, come ad esempio:

  • meno dolori addominali nel post parto per il futuro genitore
  • la possibilità di non essere sottoposta a un intervento chirurgico. Ogni operazione chirurgica, infatti, porta con sé una dose di rischio, come, ad esempio, la possibilità che si verifichino delle infezioni o delle emorragie
  • una degenza ospedaliera più breve
  • ripresa post parto più veloce
  • ridotta possibilità per il bambino di sviluppare allergie, intolleranze, sindromi metaboliche, asma e diabete
  • migliore capacità di adattamento all'ambiente esterno da parte del bambino
  • avvio dell'allattamento più semplice
  • ridotta probabilità di essere sottoposta a una trasfusione

Inoltre, per la donna che si sottopone a due o tre cesarei, ciò significa andare incontro a un aumento della possibilità di avere una placenta previa o accreta nelle gravidanze successive, di subire delle emorragie, fino alla probabilità di doversi sottoporre a un'isterectomia (asportazione dell'utero).

La percentuale di successo del parto VBAC si aggira intorno al 72-75%, segno che se praticata nel modo corretto e disponendo di un'adeguata assistenza ospedaliera, la strada del parto naturale dopo un cesareo è assolutamente percorribile.

È bene ricordare che il punto fondamentale per il VBAC è una corretta informazione. Tutte le società scientifiche nazionali e internazionali concordano sul fatto che il VBAC dovrebbe essere offerto a tutte le donne.

Occorre avere un professionista in grado di informare circa i rischi e i benefici di un VBAC e quelli di un Taglio Cesareo in una donna precesareizzata. Questa fase fondamentale per rendere consapevole la coppia e poter dare un consenso informato.

Anna Nascimben | Editor
Scritto da Anna Nascimben | Editor

Con una formazione in Storia dell'Arte e un successivo approfondimento nello studio del Digital Marketing, mi occupo da anni di creare contenuti web. In passato ho collaborato con diversi magazine online scrivendo soprattutto di sport, vita outdoor e alimentazione, tuttavia nel corso del tempo ho sviluppato sempre più attenzione nei confronti di temi come il benessere mentale e la crescita interiore.

a cura di Letizia Samantha Zeverino
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